Montecarotto: il monumento ai caduti, una testimonianza di storia e d'arte dimenticata

montecarotto 17/08/2010 -

Montecarotto possiede una pregevole testimonianza di storia e d’arte dimenticata: si tratta del monumento ai caduti commissionato durante la podesteria di Carlo Mariotti (1928-33) e affidato allo scultore veneziano Vito Pardo, noto da noi per il monumento della battaglia di Castelfidardo inaugurato nel 1912.



L’artista scelse di utilizzare come scenografia di fondo la facciata della chiesa di S. Francesco, posta in altura e annessa all’ex convento dei Frati Minori francescani, oggi Casa di Riposo. Monumento e chiesa venivano così a costituire un sacrario dedicato alla memoria dei caduti e al culto della patria. Anche se il progetto rimase incompiuto per ragioni non del tutto chiare, la parte realizzata è sufficiente a rivelare il pregio dell’opera e le intenzioni dello scultore. Il cuore della scenografia è costituito dal portale della chiesa, munito di un portone in legno massiccio decorato da tondi e formelle.

I 14 tondi sono disposti a croce e vi dovevano trovare posto i nomi dei caduti scritti con lettere fuse in bronzo. Le 24 formelle sono ordinate nelle quattro specchiature delimitate dai bracci della croce: recano gli stemmi delle varie armi e dei vari corpi dell’esercito incisi di mano dell’autore. Il portone è collocato entro due pilastri che sorreggono due mensole, sulle quali poggiano l’architrave del portale e una lunetta: le mensole sono decorate con motivi floreali e sul lato interno recano le scritte 'fede' a sinistra e 'patria' a destra.

I tre pilastri sono di altezza crescente verso l’esterno; gli ultimi sul lato esterno sono decorati con tre riquadri sovrapposti contenenti motivi militari entro cornici floreali. La lunetta posta sopra l’architrave del portale raffigura un santo in abito monastico (probabilmente S. Francesco) con le braccia aperte verso due combattenti posti ai lati, quello a sinistra sorregge una bandiera, quello a destra il fucile.

Più in alto entro le lesene che ornano la facciata della chiesa sono collocate due figure alate, sostenute da due mensole, le quali a loro volta poggiano sopra due grandi lapidi incastonate entro le lesene. La figura di sinistra regge uno scudo con lo stemma comunale, la mensola sottostante reca un viso di donna con una ricca capigliatura e la lapide contiene la scritta 'vivunt' con riferimento alla memoria dei caduti.

La figura di destra ha la testa cinta di una corona e sorregge una croce, la mensola reca un teschio, mentre la lapide contiene la scritta 'monent' come monito verso la tragedie della guerra. Quindi il monumento si compone di elementi distinti, ma perfettamente integrati: la facciata della chiesa che richiama la stretta connessione fra religione e patria; il portone con i nomi dei caduti (mancanti) e gli stemmi delle armi dell’esercito a celebrare le tradizioni militari.

La lunetta con il bassorilievo raffigurante il santo a simboleggiare la pietas e la pace; i pilastri ricchi di motivi ornamentali e simbolici e sovrastati da statue (mancanti) a richiamare il tema della patria. Il monumento ha avuto però una storia sfortunata. Le statue e i tondi non vennero completati e il portone stesso rimase in deposito nella falegnameria fino al 1946/47. In tempi recenti più in basso a metà del colle è stato eretto un nuovo monumento ai caduti realizzato dall’artista Romolo Schiavoni.

Nessuno perciò ha più interesse a recuperare l’integrità del monumento antico, ma credo sia doveroso salvare la parte realizzata, anche per saldare un debito morale nei confronti dell’artista e di coloro cui il monumento è stato dedicato. In particolare appare evidente la necessità di un urgente intervento di restauro del portone con le formelle e gli stemmi dell’esercito, che è la parte più soggetta al logorio del tempo e a forte rischio di degrado.


da Virginio Villani
Italia Nostra-gruppo di Senigallia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-08-2010 alle 18:11 sul giornale del 18 agosto 2010 - 2677 letture

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