Greganti: 'Il minivolley è perfetto al Centro sociale, ci smentiscano senza slogan'

2' di lettura 14/09/2010 -

Passata la nostra festa, che era la cosa più importante che premeva alla U.S. Pallavolo e alle 200 famiglie che coinvolge il nostro movimento, e dimostrato alla città quali sono i talenti e le potenzialità di una società di provincia che ha trasformato Senigallia nel tetto del mondo della pallavolo (con Montali, Barbolini, Tofoli e Cantagalli) è il momento di fare alcune considerazioni su quanto ha scritto la direzione del Centro sociale Adriatico di Marzocca.



Che, evidentemente, ritiene di poter insegnare al nostro staff tecnico e dirigenziale dove e come si possa fare pallavolo. Affermano i gestori del Centro sociale (che è struttura pubblica, è bene ricordarlo) che il pavimento non è adatto per il minivolley poiché è in pendenza. Vogliamo far presente agli “esperti” del centro sociale che la pendenza del pavimento, per la nostra attività, è completamente irrilevante. Il minivolley si pratica con piccole reti installabili in qualsiasi superficie, anche in pendenza, in pochi minuti e immediatamente removibili.

I palloni che si utilizzano sono leggerissimi (e vale forse la pena di far presente agli “esperti” pallavolisti del centro sociale che lo scopo del gioco è quello di tenerli in aria e non di farli rotolare a terra) e la didattica del minivolley richiede l’utilizzazione di uno spazio ristretto. Peraltro, gran parte dell’allenamento, si basa su giochi e attività senza palla capaci di stimolare la capacità motoria del bambino, la sua coordinazione, il senso dello spazio. Dovrebbero pertanto avere l’accortezza di spiegarci in cosa, la pendenza del pavimento, possa ostacolare l’attività di minivolley. Vorremmo una spiegazione tecnica chiara, con precise argomentazioni di natura sportiva e logistica. E non frasi apodittiche che sembrano nascondere ben altri intenti.

Aspettiamo fiduciosi una risposta, perché riteniamo francamente assurdo dover costringere una società sportiva, che ha lo scopo di favorire la crescita sociale e sportiva dei ragazzi, a ricorrere al Tar per un rifiuto che suona come una provocazione. Per il resto, laddove (come in questo caso) non vi sono problemi di sicurezza degli impianti della struttura, ringraziamo la premura degli “esperti” dirigenti del centro sociale, ma pensiamo di essere in grado di stabilire da soli se un posto è idoneo o meno alla pratica del nostro sport. A meno che gli “esperti” del Centro sociale non saranno in grado di convincerci del contrario.

Fulvio Greganti, presidente U.S. Pallavolo Senigallia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2010 alle 15:13 sul giornale del 15 settembre 2010 - 2227 letture

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Sbaglia Greganti ad insistere su questa richiesta. Il presidente del Centro Sociale ha già esaustivamente risposto in maniera civilissima e non provocatoria (anche su queste pagine e non c'erano frasi apodittiche che nascondevano ben altri intenti) ed ha detto che il minivolley non può essere giocato in quella sede. <br />
A questo punto dovreste rivolgervi a Campanile: in tutta Senigallia non si riuscirebbe a trovare un locale dove giocare a minivolley? Credo che in cinque minuti si potrebbero trovare almeno 10 sistemazioni, o no?<br />
Se Campanile non risolvesse il problema in 5 minuti allora si che dovreste incazzarvi con lui.<br />
Credo che fare un ricorso al TAR per questa storia sia veramente ridicolo, comunque, ognuno fa quello che crede, saluti.<br />

Complimenti al Presidente Greganti il quale polemizza con linguaggio tipico di un "principe del foro"; complimenti anche perchè il suo dire induce il lettore a colmare le sue lacune intellettive consultando il web; l'invito che il Presidente Greganti rivolge al Centro Sociale affichè si astenga dal pronunciare "frasi apodittiche che nasconderebbero ben altri intenti", solo oggi sò che così và letta: <br />
"apodittica è la parte della dialettica, di tipo sofistico che vuole dimostrare la verità di una affermazione servendosi del solo ragionamento, senza avere il conforto dell'esperienza.Quest'ultimo significato di verità incontrovertibile, ma con diverse ragioni, risale ad Aristotele e in modo particolare ai suoi sillogismi apodittici costituiti da premesse sicuramente vere e che quindi conducono a una conclusione altrettanto scientificamente vera"

Fabio Gresta

Commento sconsigliato, leggilo comunque




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