Grande musica a Palazzo, come nel ‘700

La serva padrona 3' di lettura 03/02/2011 -

Appuntamento di prestigio a Jesi, domenica 6 febbraio, con l’opera lirica e in particolare con il grande compositore a cui la Città ha dato i natali 300 anni or sono: con inizio alle 17.30 è infatti in programma presso la sede della Fondazione Federico II, nel Salone della musica di Palazzo Baldeschi Balleani, “La serva padrona”, intermezzo buffo di Gennarantonio Federico con musica di Giambattista Pergolesi.



In scena, per la regia di Gianni Gualdoni, Maria Abbate nel ruolo di “Serpina”, Giulio Boschetti in quello di “Uberto” e lo jesino Jacopo Mancini nei panni di “Vespone”; l’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale delle Marche è diretta da David Taglioni. Lo spettacolo, promosso dalla Fondazione “Lanari” in collaborazione con la Fondazione Federico II, è una nuova produzione del Teatro Lirico Sperimentale delle Marche che ha visto il suo debutto lo scorso anno proprio per la ricorrenza del terzo centenario dalla nascita del musicista (1710-2010) e da allora ha girato in diversi teatri della regione e fuori: proprio sabato scorso, ad esempio, nel delizioso Teatro “Mugellini” di Potenza Picena e dopo la particolare versione jesina sarà in scena domenica 13 al Teatro “Vallesina” di Monteroberto, per poi proseguire in altri teatri machigiani tra cui il “Piermarini” di Matelica. Nell’ambito dell’ampia tournée teatrale dello spettacolo, l’appuntamento di Jesi si configura come un vero e proprio evento speciale, perché la rappresentazione è “calata” nella magnifica cornice settecentesca di Palazzo Baldeschi Balleani: ovvero nella sua collocazione scenica forse più appropriata e pertinente, con gli ambienti originali dell’epoca del Palazzo quale scrigno ideale per un tale gioiello musicale di “stile galante”.

“La versione adattata al Palazzo jesino –evidenzia il regista Gianni Gualdoni- si avvale dello spazio architettonico stesso del Salone maggiore e non fa ricorso ad apparati teatrali aggiuntivi, qui del tutto superflui: per questo, l’atmosfera del luogo originale, unita alla massima vicinanza tra artisti e pubblico, darà alla serata una magia unica che recupera all’uso la pratica artistica dell’epoca, poiché sappiamo come all’epoca si tenessero nei maggiori palazzi aristocratici concerti e spettacoli riservati a un pubblico raccolto”. L’ingresso è di Euro 6; vista l’esclusività della platea (80 posti), si consiglia prenotazione al 338-8388746.

La serva padrona dalla metà del Settecento è considerata “la madre” di tutto il teatro comico in musica. Scritta nel 1733, con le sue due parti quali intermezzi tra gli atti dell’opera seria “Il prigionier superbo” di Pergolesi stesso, la vicenda tratteggia una commedia di caratteri briosa e scenicamente molto realistica nella precisa definizione della psicologia individuale. La trama è nota: la dinamica e intraprendente Serpina, serva di Uberto, vecchio scapolo impenitente e ricco, si comporta in casa come se fosse la padrona ed escogita un piano per farsi sposare dal padrone, che alla fine la accetta volentieri. Un gesto sconveniente, all’epoca, quello di un “vecchio” che sposa la propria “serva”: eppure evidentemente non raro, allora come in tutte le epoche e ancora oggi. Anzi, tanto più oggi, nell’era della vitale longevità della terza età e nella novità sociale della bella “badante”: spesso corrispettivo odierno della seducente intraprendenza sociale dell’antica giovane servetta. Dunque una storia universale, in cui il ‘700 e la nostra contemporaneità risultano in scena perfettamente intercambiabili e sovrapponibili –come da specifico intento registico in questo nuovo allestimento dell’opera- proprio per sottolineare l’attualità senza tempo della vicenda…


da Teatro lirico sperimentale delle Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2011 alle 18:35 sul giornale del 04 febbraio 2011 - 794 letture

In questo articolo si parla di teatro, jesi, teatro lirico sperimentale

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