Paradisi: 'Una provocazione il mio testamento, quel registro è abnorme'

roberto paradisi 2' di lettura 10/02/2011 -

Devo precisare: l’altra sera, in consiglio comunale, ho provocatoriamente consegnato al sindaco Mangialardi il primo testamento biologico del Comune di Senigallia. Il mio. In realtà si trattava di una busta sigillata con all’interno un foglio bianco ed un modulo predisposto per la privacy. Nulla di più. Il senso sarcastico del gesto era: “lascio carta bianca a chi se ne intende di etica”.



Al di là della provocazione, da qualcuno in maggioranza non apprezzata, la mia posizione è chiara: il diritto alla vita è questione talmente alta e importante che ritengo francamente del tutto inappropriato il consiglio comunale per dibatterne. Il moduletto approvato dal consiglio con il quale il cittadino è chiamato a certificare le sue ultime volontà in caso di malattia che causasse la totale incapacità di intendere e volere, non solo non ha nessuna (e ribadisco: nessuna) validità giuridica, ma è un’abnormità dal punto di vista etico e scientifico.

L’assunto di base è che la morte cerebrale (e anche su questo la scienza non è unanime nel definirla) rappresenti la morte della persona. Come se un individuo fosse solo razionalità e volontà. E non anche anima, sensibilità, coscienza. Non solo. Si dà per certo che chi venga malauguratamente colpito da un male che causi incapacità di intendere e volere sia la stessa persona che ha firmato il moduletto consegnato al funzionario dell’anagrafe. Mi ha molto colpito l’intervento del consigliere (e oncologo) Massimo Marcellini. Il quale ha spiegato come, di fronte alla prospettiva della morte, ogni persona cambia. E cambiano le Idee, gli atteggiamenti, i comportamenti, le scale valoriali. E si aggrappa con tutta la forza alla vita, qualunque essa sia.

Ecco perché ritengo che il consiglio comunale (dove si sono sentiti anche interventi del tutto inadeguati) abbia licenziato una abnormità etica e giuridica che vale più quale manifesto demagogico che quale servizio al cittadino. Ed è il motivo per cui mi sono rifiutato di votare la pratica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2011 alle 15:37 sul giornale del 11 febbraio 2011 - 4922 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamente civico

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/hf2


Giusto.

Il punto è sempre quello: oggi vi dico "non accanitevi, non nutritemi, lasciatemi morire", ma quando sarò in quelle condizioni, sarà davvero quello che vorrò?

Vorrei, tra l'altro, che si approfondisse (magari lo stesso Paradisi può spiegarcelo meglio) la questione dell'inefficacia giuridica di quel modulo

Ma come mai siete così tanto invidiosi verso chi ha il coraggio di autodeterminarsi, verso chi ha il coraggio di vivere senza lo spauracchio del belzebù e della dannazione eterna.
Ma se vi piace tanto, andate pure a messa tutti i giorni, continuate a pregare perchè vi riservino un posticino in cielo, ma lasciate stare chi non la pensa come voi, lasciate stare chi preferisce la vita, quella vissuta.
Il lato giuridico? Ma fatevi gli affarracci vostri, ma non avete una vostra vita privata, un passatempo migliore oltre allo smaronamento della libertà altrui?
Mio nonno diceva, "Se felice vuoi campare, gli zebedei tuoi ti devi fare".
Quanto è brutta l'invidia ragazzi.

Possibile che non si riesce a fare un discorso laico, senza tirare in ballo la religione?

Io non vado a messa da 30 anni, tranne matrimoni e funerali e farei a meno di andare anche a quelli.
Dei preti non me ne frega nulla e tanto meno mi frega qualcosa del posticino in cielo.
Alla sinistra senigalliese invece sì, perché è per quello che hanno stralciato dal provvedimento il discorso sui funerali religiosi.

Diciamo solo, o almeno dico io perché non mi permetto di mettere le parole in bocca a Paradisi, che una volontà espressa in quel modo non è una reale volontà, perché è volontà inconsapevole.
Cosa si provi o si senta quando ci si trova in quello stato io non lo so. Mi sorprendo che voi tutti lo sappiate, come se ci foste passati davvero, tanto da poter scegliere.

Non c'è nulla di "confessionale" in questo. E' un discorso umano oltre che logico (e forse giuridico).

E se vedo qualcuno su un ponte che sta per buttarsi lo blocco.
Della sua libertà, francamente, in quel momento non me ne frega nulla. Così come non voglio che il Comune di Senigallia tenga conto di una volontà che potevo aver espresso quando ero vivo, vegeto e sano. Perché da vivo, vegeto e sano non so un cazzo. Da malato, potrei avere ben altre volontà.



Sunto della serata:
Paradisi:"Consegno, per primo, nelle mani del sindaco la busta contenente il mio testamento biologico"
Monachesi " Speriamo solo che non sia la prima busta che si aprirà"

Bisogna rendere atto al consigliere Paradisi di aver cambiato i suoi toni, un tempo eccessivi e urlati, ora molto civili e ben argomentati.
Non condivido le sue argomentazioni ma mi ha fatto riflettere, e questo è comunque un merito.

Commento modificato il 11 febbraio 2011

Se il consigliere (ed esperto di etica e di medicina forse? ma con che titoli?) Paradisi non crede di voler usufruire del DAT, non lo faccia e tutti, noi e lui, saremo contenti, semplicemente non utilizzi questo strumento di libertà che, primo caso nella Marche, viene offerto ai cittadini della nostra città, ma certo non imposto a nessuno.

Accetti però che ci sono altri che lo useranno perché lo vedono in senso positivo come un'occasione di espressione della libertà individuale e anche applicazione dell'art. 32 della costituzione Repubblicana.

Se ora avremo un'opzione in comune con alcune della città più avanzate italiane e in comune con alcune dei paesi più progressisti e avanzati d'Europa al consigliere (ed esperto di etica e di medicina forse? ma con che titoli?) Paradisi dovrebbe far piacere se volesse guardare al progresso e alla democrazia sostanziale anche se non condivide una delle due scelte che possono essere fatte con questa democrazia sostanziale. Io non voterei Pdl ma non per questo abolirei il diritto a votare.

Il Consigliere, se un domani dovesse essere colto da coma o stato vegetativo, si lasci pure sondare, idratare e nutrire e restare magari per anni allettato come fu la signorina Englaro, non si vedrà imposto da nessuno di togliere le sonde o essere spostato dal letto dove la malattia potrebbe confinarlo; su questo stia tranquillo e quindi, con la serenità di chi vede tutelato un suo diritto lasci, con lo stesso rispetto chi pensa, ora, in piena conscienza, di non voler condividere tale destino e quindi voglia esprimere la propria volontà in merito di dissenso.

Cerchi il consigliere (ed esperto di etica e di medicina forse? ma con che titoli?) Paradisi di comprendere appieno il valore di un aggettivo (libero) che, al di là del vuoto uso retorico che ne fanno alcuni politici, ha un valore e un'importanza civile, giuridica, etica e umanitaria straordinarie.

Oggi è stata scritta un'importante pagina di libertà e progresso nel comune di Senigallia, tutta la retorica del mondo non potrà cambiare questo né potrà convincerci che la libertà di decidere per sé della propria vita non sia altro che una cosa positiva.
Perché prima delle parole, prima dei codici, prima dei pezzi di carta ci sono le persone e il loro diritto a non soffrire o a soffrire il meno possibile e ad avere sempre garantita la dignità del rispetto della propria volontà soprattutto per ciò che li riguarda da vicino come la loro vita. Buona riflessione.

E' veramente strano come qualcuno che si definisca "liberale", non riesca a comprendere la libertà fondamentale dell'individuo, ovvero l'autodeterminazione almeno della propria vita.
In pratica secondo la strana teoria di Paradisi, un individuo non è in grado di decidere per se stesso, ma deve sottostare alle decisioni di fantomatici comitati etici o di saggi.
Esattamente come accadeva nella Germania nazista, dove lo Stato, con le sue commissioni piene di gente "che se ne intende", decideva magari di sopprimere le persone handicappate, psicolabili o gravemente malate, le quali rappresentavano un peso per la comunità.
Certo saremmo tutti più tranquilli sapendo che c'è qualcuno che sceglie per noi il se, il quando ed il come dobbiamo vivere o morire, invece di poter scegliere liberamente le cure a cui essere sottoposti, nel caso in cui non fossimo più in grado di intendere o volere.
In definitiva questi nuovi autoproclamati "liberali" non sembrano avere le idee ben chiare sul liberalismo, poiché nella loro formazione culturale hanno probabilmente avuto a che fare con diversi "ismi" che non hanno nulla di liberale.

Sono d'accordo con te, drago. E le argomentazioni di Marcellini, ma anche quelle di Melgaco, mi fanno riflettere. Se amiamo la vita, chi ci dice che anche quando fosse arrivata al lumicino non vorremmo comunque viverla, magari per farci stringere la mano ancora una volta dai nostri figli?

Forse solo chi ci vuole bene, conoscendoci e amandoci, potrebbe decidere per noi, in quel momento. Come ha fatto papà Englaro. E se il testamento biologico consistesse solo nell'indicare i familiari che possono decidere per noi?

Elena

Credo che le perplessità del consigliere Paradisi abbiano senso nel caso in cui un eventuale stato di coma non venisse riconosciuto come irreversibile, ma non credo che siano ragionevoli alla luce di un ipotetico caso di coma irreversibile. Nel caso di un coma irreversibile, infatti, verrebbe meno la volontà del paziente e, dunque, anche la possibilità di cambiare parere.
Capisco che si faccia appello alla fallibilità della medicina e all'incapacità di stabilire quando un coma sia irreversibile e quando non lo sia, ma non vorrei che in molti casi si trattasse solo di un pretesto per avvalorare le proprie opinioni (non sono medico, ma ne conosco parecchi, e apprendo da loro che in molte situazioni non c'è assolutamente margine di dubbio su un potenziale "recupero").
Ad ogni modo, anche sostenendo che un giorno la tecnologia avanzasse talmente tanto da rendere reversibile ciò che una volta era riconosciuto come irreversibile, credo che il punto sia piuttosto un altro.

Accolte le legittime obiezioni del consigliere Paradisi, rimane il fatto che ogni individuo provvisto di una razionalità ben funzionante, decidendo in anticipo di farsi eventualmente staccare la spina, sappia assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Basta che costui disponga di strumenti per maturare una consapevolezza adeguata sulle possibili conseguenze delle proprie decisioni, e che ponderi la possibilità di un eventuale cambio di decisione da parte sua prima di firmare il registro.

Inoltre, Paradisi sostiene che la politica (per lo meno quella comunale) non dovrebbe occuparsi di simili questioni etiche. Parere condivisibile, per carità, ma non dimentichiamo che, molto spesso, l'adozione di un approccio ponzio-pilatesco in relazione a questioni così delicate rischia di creare il caos entro la stessa comunità politica, e di far sentire alcuni cittadini legittimati ad attaccare chi invece compie scelte diverse dalle proprie.
Esistono due modi per il potere politico di "essere etico". Uno è di proporre/imporre una visione unilaterale di date questioni, e inquesto senso Paradisi avrebbe perfettamente ragione ad invocare lo spettro dell'abnormità etico-giuridica. Il secondo è di offrire al cittadino lo spazio per coltivare il proprio diritto all'autodeterminazione nel pieno rispetto di quello degli altri. Non vedo nessuna abnormità giuridica ed etica in uno stato che garantisca questa possibilità, senza imporre niente a nessuno.

Vuoi un'approfondimento Melgaco?

Leggiti la Costituzione Italiana.

Art. 32: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Quale sarebbe quindi i chiarimento che desideri tu e desidera Paradisi? Sono cosciente ed incapace di intendere e volere. Nell'ipotesi in cui mi accadesse di entrare in coma irreversibile, lascio scritto in anticipo che non voglio essere collegato ad una macchina. Essere alimentato da un sondino nasogastrico o respirare grazie ad un polmone tecnologico, oltre a pensare che sia un accanimento terapeutico nei confronti della mia persona che sfiora il limite della tortura, violerebbe la mia dignità di essere umano.
Ti e' piu' chiaro ora, o dobbiamo rispiegartelo altre 137 volte???
A Paradisi glielo dici tu che Eluana Englaro non aveva lasciato scritto niente, eppure le sue volontà, seppur con i tempi bibblici dello schifo di giustizia che ci ritroviano in Italuia, sono state esaudite???
Nessuna validità giuridica...MPF!


Commento sconsigliato, leggilo comunque

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Non intendo entrare nel merito del provvedimento semplicemente perchè rispetto le posizioni di tutti e credo che ognuno di noi debba essere lasciato libero di scegliere della propria vita; tuttavia mi sembra che ci sia un punto che sta passando inosservato e che, a mio parere, meriterebbe molta più attenzione.
Questo DAT non ha e non può avere alcun valore giuridico; non vorrei che si creassero o si fossero già create delle aspettative errate.
Forse questo aspetto andrebbe sottolineato con più forza.

Mariangela, la tua ultima domanda e' ottima. Peccato che e' proprio per un discorso di autodeterminazione del singolo, che non si puo' lasciare tutto in mano ai familiari e basta.
Si tatta di prendere un foglio di carta ed una penna. Esprimere le proprie volontà e scelte. Nominari dei fiduciari che applicheranno le nostre volontà in determinati casi e FIRMARE di proprio pugno il tutto.

Il rischio, in mancanza di un Testamento Biologico, e' che non si stacchi la spina a chi vorrebbe morire con dignità, solo perche' i familiari non ne hanno il coraggio oppure non ci sono volontà scritte e depositate...o peggio ancora, che la si stacchi anche a chi non se la vorrebbe far staccare (!!!).

Il Testamento biologico e' un riconoscimento delle libertà individuali ed e' perfettamente in linea con i proncipi costituzionali (Art. 32).

La parola AUTODETERMINAZIONE, bypassa già tutto il discorso basato sul "chi ci dice che...", visto che e' quando si e' totalmente nel pieno delle proprie facoltà mentali, e cosciente delle proprie responsabilità che si firma un TB.

su tutto si pùò fare propaganda e strumentalizzare, ma sulla dignità umana e sulla sofferenza sarebbe meglio di no. Poi chi lo fa se ne assume la responsaibilita morale.

Andrea, tutto corretto tranne una cosa.
A Fano e' in funzione il registro dei Testamenti Biologici già da tempo. Tutto funziona a meraviglia. I cittadini sono contenti del servizio e nessuno si e' mai lamentato. Senigallia, nonostante venga sbandierata come all'avanguardia nell'istituzione del registro, in realtà ha scoperto l'acqua calda. ;)

"Mi ha molto colpito l’intervento del consigliere (e oncologo) Massimo Marcellini."

Sbaglio o alla stesura del regolamento sul registro dei TB (o DAT che dir si voglia), ha partecipato anche il DOTTORE IN MEDICINA FABRIZIO VOLPINI, Assessore del Comune di Senigallia ai servizi alla persona?

Che si fa', si da credito ad un medico a seconda delle sue opinioni e convinzioni ideologiche in merito alla questione, e si ignorano completamente le competenze di un'altro medico, solo perche' appartenente all'avversa parte politica???

Non voglio insegnare nulla al Sig. Paradisi, ma secondo me dovrebbe verificare a dovere il concetto di ETICA DELLA RECIPROCITA'.

L'etica della reciprocità o regola d'oro è un valore morale fondamentale che "si riferisce all'equilibrio in un sistema interattivo tale che ciascuna parte ha diritti e doveri; la norma secondaria della complementarietà afferma che i diritti di ciascuno sono un dovere per l'altro"

Ripeto...una volontà espressa quando non ci si trovi nella situazione conta come il due di coppe.

Anch'io ora ho sete e voglio bere, ma tra 20 anni a quest'ora...chissà.

Bisognerebbe conoscere la volontà al momento. Il che, purtroppo, è impossibile. Nel dubbio mi pare chiaro cosa fare.

Io vorrei coerenza.

Vorrei vedere tutti questi neo paladini della libertà e "della mia vita decido io" evitare di intervenire se vedono qualcuno che sta per suicidarsi.

Ha detto bene Paradisi: la persona umana non è soltanto logica e volontà...è molto di più, anzi è soprattutto sensibilità, roba che viene dall'inconscio, ma che c'è, è materiale, la sentiamo, è quella roba che ci fa ridere e piangere, a volte non sappiamo manco perché, che ci fa innamorare, emozionare etc. etc.

Sono convinto che voi salvereste un aspirante suicida e fanculo alla logica e alla libertà.
Siamo uomini, per Dio!

premetto che non ho un'opinione ben definita sull'argomento perché mi sento un pò fatalista e lascio al destino decidere il mio futuro
fondamentalmente sono d'accordo sulle argomentazioni di melgaco

è strano però che tutti i paladini della libertà di disporre a piacimento della propria vita in realtà difendono solamente il diritto di essere liberi di stabilire quando detta "vita" debba terminare

in sostanza
mi sembra che si voglia una libertà di disporre della propria morte, o comunque stabilire a priori cosa sia "vita" e cosa non lo sia

PS: c'è un commento particolarmente divertente :"A Fano e' in funzione il registro dei Testamenti Biologici già da tempo. Tutto funziona a meraviglia. I cittadini sono contenti del servizio e nessuno si e' mai lamentato".........
vorrei capire come fa a lamentarsi uno che è già morto, e vorrei capire cosa vuol dire "tutto funziona a meraviglia"

ma Fano sta in Romagna

(vedi link: http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_Massa-Senigallia )

io parlavo delle città delle Marche :-)


SCherzi a parte, grazie per la segnalazione, in ogni caso nulla toglie a quest'iniziativa che io reputo di grande progressismo.

Certo che lo salverei uno che si sta per suicidare...Salvo poi assistere al suo funerale, qualche tempo dopo, non appena questo ritenterà eventualmente di portare a termine il suo suicidio, in modo meno approssimativo.

Le tue argomentazioni Melgaco, hanno un errore bestiale di fondo.

Se per suicidio intendiamo la scelta volontaria di abbandonare la vita, per qualunque ragione, e di darsi liberamente la morte, allora è evidente che non di questo si tratta quando si "concorda preventivamente" di rifiutare trattamenti medici. Nel primo caso, infatti, si desidera e si decide la propria morte. Una morte che non è altrimenti presente.
Nel secondo caso la morte è già lì, e ciò che si decide è solo il tempo e il modo; ciò che si
desidera non è lasciare la vita, ma esercitare un controllo sulle circostanze della morte, allo scopo di salvare, per quanto possibile, la
propria dignità umana nella fase finale della vita. Questa differenza dovrebbe bastare per evitare di imbarcarsi, a proposito del «testamento
biologico», in una discussione sull'ammissibilità morale del suicidio; ammissibilità che è peraltro acquisita dalla tradizione occidentale moderna, a partire da Montesquieu e da Hume, ed è oggi asserita da qualunque (bio)etica laica.

Gabriel, permettimi di dire che probabilmente non leggi i commenti precedenti, o che probabilmente il mio commento delle 14.33 non era ancora uscito quando hai scritto il tuo.

Quando si asserisce che un Testamento Biologico non ha valore giuridico, si dicono un sacco di ciambellanate da corte dei miracoli.

Oltre ai riscontri nella Costituzione Italiana, ti chiedo:
-Come ha fatto Eluana Englaro a vedersi riconosciute le sue volontà da un tribunale, che non aveva nemmeno qualcosa di scritto e firmato da parte sua?

l'Italia ha ratificato nel 2001 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (L. 28 marzo 2001, n.145) di Oviedo del 1997 che stabilisce che "i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione".
Il Codice di Deontologia Medica, in aderenza alla Convenzione di Oviedo, afferma che il medico dovrà tenere conto delle precedenti manifestazioni di volontà dallo stesso.

Magari vuol dire che il SERVIZIO COMUNALE di Fano del registro per i Testamenti Biologici, funziona a meraviglia e nessuno dei cittadini che ne usufruiscono depositando le loro dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, compresi quelli che eventualmente ne sarebbero contrari, si sono lamentati come sta invece accadendo con quello di Senigallia.

Il commento fa' riferimento ad un servizio che viene messo a disposizione al cittadino...Non al cittadino che interrompe le cure (!!!).

Spero che tu sia l'unico ad aver interpretato in quel modo "divertente" (!!!) il mio commento, altrimenti capisco perche' spesso i senigalliesi vengano spesso accusati di essere dei provincialotti.

Per capire cosa singifica la parola "vita", ti consiglio di cominciare a differenziarla dalla parola "esistenza". Le due cose non coincidono, e chi usufruirà dei Testamenti Biologici, l'ha capito da un pezzo. Eluana Englaro per esempio, "esisteva" grazie ad un sondino nasogastrico, ma non si puo' certo dire che "viveva", in quanto celebralmente morta in un incidente di ben 18 anni fa'.
Se non capisci la differenza, fa niente. L'importante e' che lo abbia capito chi e' interessato alle DAT.


Se ci sarà questo strumento, ok: se non ci sarà, ok lo stesso.

non mi sembra che a senigallia si lamentino in tanti, ma più che altro qualcuno si pone il problema dal punto di vista etico

eppoi, a meno che lei non sia residente a fano e abbia seguito l'iter dell'approvazione come a senigallia, come fa a sapere se a fano ci sono o no state discussioni come questa?

caro il mio saputello evoluto e non provincialotto, nei commenti fin qui snocciolati nessuno ha nominato la parola "esistenza", ma se vuoi aver ragione per forza, non c'è problema, te la do..... tanto io rimango con le mie convinzioni e tui con le tue

e il tuo commento si legge come l'ho interpretato io, se non riesci a far capire quel che scrivi, vai a prendere ripetizioni d'italiano

ovvio buon e intollerantissimo Daniele Sole, tu vuoi, se finirai in un letto in stato vegetativo, restarci per anni, e va bene, ma NON PERMETTI CHE CHI NON VUOLE possa esprimere la sua scelta, che ti frega della giustizia e della libertà di chi non la pensa come te?

dici di essere Voltairriano ma non mi pare che scendi in piazza e ti stracci le vesti per difendere la libertà di chi non la pensa come te!
E invece dovresti se fossi onesto, democratico e voltairriano come pretendi di essere ma non sei.

con questo post hai gettato la maschera, non abusare più del nome voltaire però in futuro, nessuno ti crederà più!

E no. Se ci sarà ok, se non ci sarà sarà negato il diritto all'autodeterminazione.
Non mi sembra affatto la stessa cosa.

Comunque è assurdo come ci sia gente, che si accanisca per negare ad altri la possibilità di pensarla diversamente da loro in materia di vita e di morte.
Per me sono solo un branco di infelici e invidiosi, e ribadisco invidiosi.
Da che mondo e mondo, la libertà degli altri ha sempre creato scompiglio e spavento, nelle menti ottuse di chi non ha il coraggio di pisciare fuori dal vaso per paura di sembrare diverso dalla massa, per paura di non essere riconosciuto come allineato, per paura di vivere la sua vita senza il bisogno di qualcuno che prende le decisioni al posto suo.
Continuate ad adorare i vostri capi, le vostre guide, continuate ad adorare i doppiopetti di montecitorio o le tuniche immacolate del vaticano, continuate pure, ma fatelo da soli per favore.
Basta propaganda, basta proselitismo, basta templi e altari.
Tutte queste autorità che ogni giorno cercano di insegnarvi come si deve vivere, sono solo il frutto dell'avidità e del bisogno dell'uomo di imporsi su altri uomini.
Ma sarà possibile che la mia vita deve essere asoggettata ad un branco di zozzi incapaci solo perchè la maggioranza pecorona vuole così?
Anche la democrazia, ha i suoi difetti e purtroppo genera poi questi mostri.

Una buona etica valida per tutti, parte dall'etica derlla reciprocità. Vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Etica_della_reciprocit%C3%A0

A Fano ci sono state discussioni relative al regolamento comunale semmai. Tutte discussioni in merito alla politica ed alla burocrazia, e non certo in merito a questioni di etica, visto che non si pongono ed i Testamenti Biologici, mettono al centro il rispetto dell'una e dell'altra parte (ossia di chi e' pro e di chi e' contro), riconoscendo un diritto. Questo riconoscimento e' un qualcosa in piu' per chi vuole usufruirne e non dovrebbe togliere nulla a chi ne e' critico.

Nei commenti fino a qui, sono io a tirar fuori la parola "esistenza", come risposta al tuo commento e per esortarti alla riflessione. Non la devi ricercare da nessun'altra parte.

Il mio commento si legge esattamente come e' stato scritto. La parola SERVIZIO e' scritta grande come una casa, e sei l'unico commentatore che l'ha interpretato eroneamente. Segno che non sono io quello che ha bisogno di ripetizioni. Rileggitelo altre 30 volte, che forse ci arrivi ad interpretarlo in modo corretto.


Concordo al 100% Enea.

Tant'e' che spesso si chiama appunto "Dittatura della maggioranza", che e' quel modo di far politica e far democrazia, non tenendo conto delle minoranze e discriminandole, in barba alle piu' basilari regole di convivenza civile.

Per impegno di molti cittadini e di alcuni politici, "questo trumento" ci sarà eccome. ;)
Ora bisognerà fare in modo che questo strumento venga messo a disposizione non solo di una città ma di una nazione.

Un caro saluto

Agli esimi giuristi posso dare una dritta: una concezione più evoluta e moderna parla di democrazia come tutela delle minoranze.

Questo commento mi ha sconvolto l'esistenza! :-P