Monte San Vito: Pdl, governerà un Pd ai minimi storici con solo il 30% dei consensi

Stemma del Comune di  Monte San Vito 5' di lettura 23/02/2011 -

Il dado è tratto. Finalmente Monte San Vito ha di nuovo un Sindaco. Ai più sembrerebbe una frase usuale mentre per il nostro paese non è così. Orfano da ormai quasi 8 mesi di un’Amministrazione, costretto ad un commissariamento che ne ha rallentato l’attività e le decisioni, finalmente Sabato prossimo si insedierà il nuovo Consiglio Comunale.



Ma questo ballottaggio, divenuto oramai noto per l’atipicità con il quale si è concretizzato e per le modalità con cui si è svolto, lascia ai cittadini una serie di dati su cui occorre fare una seria riflessione.

Il primo dato che appare evidente è sicuramente il forte astensionismo che ha caratterizzato questo ballottaggio.

Alcuni asseriscono che tale fattore sia dovuto alla distanza con la quale questo appuntamento elettorale arrivava dopo il primo turno che si è tenuto ben oltre 1 anno e mezzo fa.

Secondo il nostro punto di vista invece il dato lampante è che il 22% degli elettori che ha deciso di astenersi ha preso questa posizione in quanto non si riconosceva in nessuna delle due candidate che erano in lizza per la poltrona di Sindaco.

All’appello infatti mancano ben 1400 voti rispetto alle elezioni del 2009, che sono la somma delle defezioni ottenute dalla Lista Sartini ( -150 voti), dalla Lista Sordoni (-350 voti) e del mancato apporto della terza Lista allora competitrice (Sassi).

Ad incrementare questo dato ci sono inoltre le schede bianche e le schede nulle (170 circa) che completano il quadro degli indecisi.

Il Pdl infatti, cosciente del sentimento di gran parte dei suoi elettori, ed in mancanza di un proprio candidato in corsa, ha scelto di non appoggiare le candidate della competizione, incidendo fortemente sulla scelta elettorale di molti cittadini che non si sono nemmeno recati alle urne.

Ma il risultato del ballottaggio è sicuramente utile per trarne alcune importanti riflessioni anche per il futuro.

La prima considerazione è che appare oramai evidente la spaccatura politica presente nel nostro paese. L’elettorato monsanvitese infatti si divide in 3 diversi tronconi: i pro Sartini, i pro Sordoni e gli astenuti. Una situazione di estremo equilibrio che fa governare un Pd ai minimi storici con solo il 30% dei consensi e che esprime per la prima volta un Sindaco non espressione della maggioranza effettiva degli elettori. Questo quadro avrà delle ripercussioni anche sull’attività politica e decisionale della nuova Amministrazione che dovrà prendere atto di tale contesto e ponderare attentamente le scelte che, per il principio di cui sopra, potrebbero risultare talvolta impopolari.

La seconda considerazione attiene al perdurante calo di consensi da parte del Pd che va ascritto ad una campagna elettorale condotta dalla sua candidata che dal momento della sua discesa in campo, dopo le festività natalizie, ha visto modificare la propria posizione a seconda dell’umore dell’elettorato, cimentandosi in manovre degne dei migliori equilibristi. Il “vorrei ma non posso” al quale spesso l’Avv. Sartini è dovuta ricorrere sono la manifestazione esplicita dei conflitti interiori che affliggono (e che condizioneranno) l’attuale neo-eletto Sindaco.

Per quanto riguarda la Lista “Insieme per Monte San Vito”, è innegabile riconoscere il buon risultato ottenuto dalla lista stessa che, seppur uscita sconfitta dalla competizione, ha ottenuto una perdita limitata rispetto alle aspettative. Tale risultato però ci preme sottolinearlo, non è riconducibile (a dispetto di quello che si vuole far credere) all’azione ed alla campagna elettorale effettuata dai componenti della Lista Civica ma bensì dovuto al programma e ai contenuti che avevano in dote. Un programma sentito, composto da tematiche più vicine alle preoccupazioni e alle esigenze dei monsanvitesi che sono state oggetto da molto più tempo di un dibattito, di una riflessione e di un confronto anche grazie all’attività dell’Associazione culturale “Viveremontesanvito”. La perdita di consensi a nostro avviso va invece ricondotta all’incerta amministrazione con la quale la Dott.ssa Sordoni ha governato in questo anno e che ha portato alla fuoriuscita di alcuni componenti della sua vecchia maggioranza; l’immobilismo, la mancanza di fatti concreti durante l’anno di amministrazione, il suo continuo negarsi ai cittadini ed i continui attacchi di cattivo gusto in campagna elettorale al gruppo del Pdl, hanno poi fatto il resto.

E’ evidente che con questo risultato lo scenario politico in ottica futura diviene quanto meno incerto, mettendo così in discussione un esito che fino a qualche anno fa sembrava impossibile da verificarsi. Monte San Vito esce da questa vicenda travagliata stanco di una politica che negli ultimi due anni è stata avvelenata da personalismi contraddistinta da vicende sgradevoli che hanno ben poco a che fare con gli interessi e la risoluzione dei problemi che affliggono la comunità ma che anzi non hanno fatto altro che danneggiarla ulteriormente. Il Pdl lavorerà affinchè fra tre anni, si possano creare le condizioni per un cambiamento ed un rinnovamento a Monte San Vito, cosciente però che il periodo a cui si andrà incontro sarà un periodo difficile dove si dovranno prioritariamente ripristinare gli strumenti e l’equilibrio amministrativo precedente al commissariamento. Il Pdl da la sua disponibilità ad una collaborazione costruttiva, nel pieno rispetto dei ruoli, effettuando una seria e puntuale opposizione nel momento in cui si vedrà costretto a dover difendere gli interessi e il territorio di Monte San Vito.


da Andrea Allegrezza Giulietti
Coordinatore PDL Monte San Vito




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2011 alle 11:03 sul giornale del 24 febbraio 2011 - 871 letture

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