Finto dialogo sulle polveri sottili

polveri sottili 25/02/2011 -

Nella Assemblea pubblica al Prato del 26 gennaio, in un incontro “a Palazzo” con l’Assessore Maiolatesi ed, infine, in una nota pubblica, un pezzo di città (ovvero cittadini e commercianti di Asse Sud e Prato) ha rilevato come il provvedimento cosiddetto antismog abbia in buona sostanza una grave carenza di fondo: la mancanza di un quadro serio, concreto, univoco e contestualizzato delle emissioni a Jesi, da cui partire per avviare una reale soluzione del problema. Questo fa venire meno i presupposti primari di efficacia ed equità che un provvedimento del genere DEVE avere. Come si può pensare di tutelare la Salute ed i Diritti con un provvedimento che rischia di essere inefficace e non equo, e quindi, inutile e dannoso per le imprese e per i cittadini più poveri?



Alcune di queste perplessità sono state confermate dallo stesso Maiolatesi durante lo scorso Consiglio Comunale dell’11 febbraio u.s. L’assessore arriva, infatti, a definire “poco credibile” il dato delle emissioni della Turbogas stimato dalla Regione Marche!

Premesso tutto ciò, constatiamo che negli ultimi giorni stiamo assistendo ad un corsa da parte di Donati, assessore regionale all’Ambiente, unitamente a quella di certi segretari di partiti o partitelli, volta non a colmare queste lacune (ovvero per prendere atto della situazione e creare i presupposti affinché venga finalmente effettuato un monitoraggio serio, come chiedevamo già dal luglio 2009 con la Carta delle Istanza Comuni dei Comitati, sottoscritta per altro anche da alcuni politici locali) ma, al contrario, per incitare Belcecchi ad andare avanti comunque sul provvedimento.

Questi arroganti atteggiamenti, che ormai conosciamo da anni e che fanno il paio con i noti tentativi di bavaglio all’accesso dei cittadini alle informazioni, fanno sorgere domande preoccupanti: che li fanno a fare certi incontri o certe assemblee nei quartieri? Come possono mettere questi incontri a presupposto delle loro scelte, se invece in essi i cittadini chiedono, con argomentazioni serie, di fare il contrario di quello che poi in effetti loro fanno?

L’importante è che si rendano conto che sono questi gli atteggiamenti che fanno sentire i cittadini sempre più presi in giro, scatenando a volte, purtroppo, anche le reazioni viste all’assemblea del 26 gennaio.

Sono questi gli atteggiamenti che costringono i cittadini ad auto-organizzarsi per portare in Tribunale i politici incapaci che, nei 5 anni in cui la Regione è stata messa in mora dalla UE per il troppo inquinamento, nulla hanno fatto per risolvere in maniera seria e strutturale il problema e che, al contrario, si sono mossi nella direzione TOTALMENTE opposta, a scapito della nostra Salute e dei nostri Diritti.

Bene ha fatto stavolta Belcecchi ad aspettare almeno i chiarimenti necessari ed il Consiglio Comunale aperto prima di emanare l’ordinanza. Vediamo se in tale sede, il Consiglio e l’Amministrazione saranno in grado di creare i presupposti affinché i cosiddetti “Enti preposti” inizino ad essere usati davvero per il risanamento, a partire dal quadro esatto e puntuale delle situazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-02-2011 alle 16:01 sul giornale del 26 febbraio 2011 - 768 letture

In questo articolo si parla di cronaca, ambiente, polveri sottili, inquinamento, Vallesina, Comitato Tutela della salute e dell'ambiente della Vallesina

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