Kiwanis Jesi, in ascolto dei diritti dei minori.

Dr.ssa Patrizia Giunto e Presidente Kiwanis Dr. Francesco Bravi 2' di lettura 05/04/2011 -

Lo scorso fine settimana, l’associazione Kiwanis di Jesi, ha organizzato, nel corso della consueta conviviale dei membri dell’associazione, un interessante incontro con la dr.ssa Patrizia Giunto, direttrice dell’Ufficio Servizio Sociale Minori di Ancona. L’ufficio, alle dirette dipendenze del Ministero della Giustizia, è la sede regionale del Dipartimento della Giustizia Minorile ed ha in carico i minori marchigiani sottoposti a procedimento penale.



Il lavoro dell’ufficio, che consiste nell’accompagnamento dei minori che commettono reati e delle loro famiglie, e nella promozione di politiche di prevenzione e di educazione alla legalità svolta in giro per le Marche, è stato presentato alla dr.ssa Giunto sottolineando in particolare le emergenze attuali.

Dai dati sul fenomeno, esposti dalla dr.ssa Giunto e dalle riflessioni dei partecipanti, sembra significativo sottolineare i seguenti aspetti:
1) è in aumento nella nostra regione il numero di reati collegati alla sessualità e agli abusi nei confronti dei minori. Ciò non vuol dire che non esistono altre tipologie di reato, ma negli ultimi tempi gli operatori del servizio, hanno segnalato l’emergenza del reato di abuso sessuale di minori su altri minori, anche di tenera età;
2) il secondo dato emerso con chiarezza nella esposizione della direttrice del servizio, riguarda la necessità di una revisione della relazione interpersonale educativa tra adulti (genitori in primo luogo) ma non solo ed i minori. La trasformazione della nostra società in una società senza regole condivise porta troppo spesso a lasciare i minori privi di quei valori e quelle regole che un tempo erano condivise anche all’interno del vivere comunitario, poiché era la stessa società civile che educava. Oggi questo avviene con meno efficacia o non avviene per nulla, lasciando i ragazzi molto spesso soli a decidere di fronte ad un mondo che li sollecita con modelli e valori negativi, negando loro il diritto ad essere ascoltati prima ancora che educati;
3) occorre uno sforzo collettivo, soprattutto da parte degli adulti, affinché i giovani possano vivere il confronto con modelli validi di identificazione e di esempio, che permettano ai giovani di uscire dal vuoto esistenziale e di regole educative senza sentirsi schiacciati su posizioni precostituite e su modelli imposti dagli adulti, scoprendo la liberà di agire e di superare la paura di divenire, tipica della nostra contemporaneità.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2011 alle 22:27 sul giornale del 06 aprile 2011 - 2324 letture

In questo articolo si parla di attualità, kiwanis

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/ji5





logoEV