L’Azione Cattolica Diocesana propone l’iniziativa “Seminare domande: dal trasmettere al comunicare”

Alessandra Marcuccini 3' di lettura 05/04/2011 -

Sarà ancora il tema dell'educare, ad animare la sesta edizione della “PrimaverAc”, l'iniziativa annuale promossa dall'Azione Cattolica jesina ed aperta a tutta la cittadinanza, che si terrà dal 7 al 9 aprile.



Tre giorni di dibattiti in cui ci si potrà scambiare opinioni, idee e speranze su un argomento quanto mai attuale. Dopo il “Caso serio dell'educazione” dello scorso anno, il titolo della sesta edizione della “PrimaverAc” è “Seminare domande: dal trasmettere al comunicare”. L'associazione questa volta potrà contare sulla collaborazione del “Centro Danilo Dolci per lo sviluppo creativo”.

Saranno tre gli appuntamenti della “PrimaverAc 2011”, che si svolgerà da giovedì 7 a sabato 9 aprile presso il centro diocesano dell'Azione Cattolica in piazza della Repubblica. Il primo momento intitolato “Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere” sarà l'incontro alle ore 18 con Francesco Cappello, collaboratore ed amico di Danilo Dolci.

Venerdì 8 sempre alle ore 18 sarà il turno di Amico Dolci, figlio di Danilo e responsabile del centro “Danilo Dolci” per lo sviluppo creativo, che punterà l'attenzione sul tema “Da sogno a progetto”. L'ultimo appuntamento, riservato agli educatori delle diocesi, si svolgerà sabato 9 alle ore 15.30 e sarà un laboratorio di maieutica, tenuto dallo stesso Amico Dolci.

Danilo Dolci è stato una figura importantissima del secolo scorso per il suo impegno sociale e culturale. Le sue battaglie nonviolente insieme ai contadini e ai pescatori siciliani per ottenere fognature, strade, lavoro, scuole, sono la prova di come sia possibile cambiare situazioni ingiuste. Il suo impegno come educatore ha inoltre contribuito alla nascita di una nuova cultura, all’insegna della ricerca contro la passività, della complessità contro la superficialità, della nonviolenza contro la sopraffazione.

«Guardando ai rischi di una società che sembra promuovere una cultura dell’individualismo e della superficialità delle aspettative – spiega Alessandra Marcuccini, neo presidente diocesano dell'Ac jesina, alla sua prima uscita dopo la nomina - che propone l’inutilità della domanda sul significato dell’esistere e dell’agire, educare ad interrogarsi sul senso è un sapere fondamentale, preliminare e irrinunciabile a qualsiasi proposta educativa (religiosa, civile, scolastica…). Troppo spesso vengono fornite ai ragazzi risposte che non vengono accolte perché non fondate su un’esperienza di bellezza, di sogno e di ricerca. Ogni azione educativa significativa avviene all’interno di relazioni e legami autentici, che sono tali quando grazie all’altro “uno non è più lui, ed è più lui di prima». Occorre imparare ad interpretarsi gli uni con gli altri, creando intime relazioni in cui si scambino senso e significato, dove chi si esprime e ascolta, nella reciprocità si trasforma. È questa, in primo luogo, una sfida per l’educazione e quindi il fondamento della maieutica reciproca, il metodo messo in atto da Danilo Dolci per educare all’impegno sociale e culturale: «Rivoluzione è incontrarsi con sapiente pazienza, assumere rapporti essenziali tra terra, cielo e uomini: gli atomi umani dispersi divengano nuovi organismi». Se non comunichiamo ai ragazzi questa possibilità di salvarsi insieme, di ricercare e condividere significati, di “reimpastare sabbia e sogni inarrivabili”, avremo la grande responsabilità di farli rimanere alla superficie delle cose, ignorando che la dimensione orizzontale dell’esistere trae valore da profondità e tensioni verso il cielo. Se non educhiamo alla domanda, nessuna risposta che desideriamo comunicare potrà essere accolta”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2011 alle 13:59 sul giornale del 06 aprile 2011 - 3201 letture

In questo articolo si parla di attualità, Beatrice Testadiferro, alessandra marcuccini

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