Calcio: Fenucci, una storia in biancorosso

gianluca fenucci 4' di lettura 29/05/2011 -

Ci sono storie colorate di rosa, racconti dipinti di nero, di giallo, di blu cobalto di bianco e nero. Questa è una storia colorata di biancorosso. Il bianco e il rosso delle maglie della Jesina, il bianco dei gigli dei campi e il rosso, denso, del cuore e del sangue. La mia storia con la Jesina inizia quando la Jesina di anni ne ha già un bel po’. Era il 1993 ed ero ancora portiere.



Campionato di Eccellenza, non proprio la serie A che ogni calciatore, ogni amante appassionato del calcio, sogna ad occhi aperti. Eppure la Jesina fu, da subito, il mio…Bologna (e già, io tifo per quella squadra lì che in un tempo lontano dicevano “facesse tremare il mondo” e sostenevano “giocasse come si fa solo in Paradiso”). Ero un trentatreenne ancora “peterpan” e svolazzavo ancora “da palo a palo”. Era la Jesina della triade Carzedda-Guenci-Rosati e di mister Venturini. Era la Jesina di bravi calciatori, di ragazzi solari: Piattella, Tacchi, Morreale, Micheloni, Garbuglia, Appignanesi, Ausili, Boria, Giovanni Trillini, mio fratello Giovanni. Era una Jesina vincente che, dopo un cammino intenso, trionfò e tornò in serie D.

Una storia d’amore che però si interruppe sul più bello, nel momento che era meritato raccogliere i frutti del buon lavoro. Qualche incomprensione, qualche errore e ognuno per la sua strada: la Jesina verso al serie D, io a muovere i primi passi da allenatore nella “mia” Chiaravalle.

Poi, come innamorati mai perduti, ci incontrammo di nuovo, nel 1999. Avevo appeso guanti e scarpette al chiodo e mi ero infilato il fischietto da mister. Era serie D, eppure, per me, ancora serie A. Ed era una bella Jesina, purtroppo rimasta eternamente incompiuta per i problemi economici che attanagliavano la società. Trasferte col cuore in gola a Ortona o Città di Castello, partite-spareggio a go go, infine la meritata, sudata ed agognata salvezza sul campo, senza neppure avere il tempo di festeggiarla perché altri, pur tra mille pacche sulle spalle e tanti complimenti, avevano già deciso che bisognava cambiare “manico”. Ed allora altri stadi, altri campi, altri spogliatoi. Ma il pensiero tornava spesso al “Carotti” ed allo stanzone che profumava di canfora.

Dieci anni: tanto è durato l’esilio, tanto è stata lunga la separazione. Ma il destino scrive pagine imperscrutabili ed allora, dieci anni dopo, sono tornato al “Carotti”, in quello spogliatoio, alla mia serie A: alla “mia” Jesina”. Storia recente ed inebriante. Campionato 2009-2010: Eccellenza grandi-firme e tante squadre ambiziose. Partiamo di soppiatto, senza molto credito né troppe aspettative. Ma siamo la Jesina ed allora, trascinati dal pubblico del “Carotti” sempre più vicino, sempre più caldo, sempre più numeroso, arriviamo allo spareggio di Falconara, contro l’Ancona, pardon, il Piano San Lazzaro. E vinciamo e continuiamo la cavalcata fino allo Spoleto, fino ai “quasi” sloveni del Kras, fino al fantastico ritorno in serie D. La gente torna al “Carotti”, sento il suo applauso, le sue grida, la sua pressione ed è bello, bellissimo. Mi lanciano sciarpe, maglie e…tanto affetto; io mi tolgo la cravatta e la lancio al vento e ad un tifoso giovane.

E torniamo, tutti insieme, in serie D a lottare e spesso a vincere contro squadre titolate: Teramo, Rimini, Sambenedettese, Forlì, Civitanovese, Santegidiese, Santarcangelo, Real Rimini, Triveneto, Cesenatico. Raggiungiamo i play off, con un gruppo di ragazzi fantastici con cui ogni giorno ci siamo donati reciprocamente qualcosa di importante e di serio: un sogno realizzato e, alla fine, spezzato dopo una grande partita a Teramo contro una squadra forte ed un arbitro un po’ troppo democristiano. Finisce un campionato ma non finisce il racconto.

Si gira pagina ma il libro biancorosso ne avrà ancora di storie da raccontare. Magari cominciando dal derby con l’Ancona che tornerà nel prossimo campionato e che tutti aspettiamo con trepidazione. La storia continua: una storia in bianco-rosso, i colori della purezza e del cuore, dei gigli dei campi e dell’amore.



Gianluca Fenucci
Allenatore Jesina calcio




Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2011 alle 12:11 sul giornale del 30 maggio 2011 - 2295 letture

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