Cicconi Massi sul voto: 'nel Pdl un serio cambio di rotta o mi dimetto'

Alessandro Cicconi Massi 31/05/2011 -

Alla luce dei risultati elettorali appena scaturiti, voglio esprimere tutta la mia profonda delusione ed indignazione per quello che sta succedendo all’interno del PDL ed all’interno del nostro paese, ma che in realtà non mi stupisce affatto.



Credo che il risultato di Milano e Napoli, oltre a quello diffuso in tutta la penisola, rappresenti il punto più basso mai raggiunto dal centro-destra in questi anni di esistenza politica. La sconfitta di Milano ha un significato politico di portata enorme, mentre la vittoria plebiscitaria di De Magistris a Napoli sta a dimostrare che, anche in quella città, dopo anni di malgoverno della sinistra, la nostra proposta, sulla carta vincente, è stata, invece, assolutamente fallimentare.

Insomma, una sconfitta di un sistema politico, quello del PDL, che sta dando i segni di vetustà e di incapacità nel dare risposte credibili alla popolazione sui problemi veri che tormentano i nostri concittadini. Quello che mi stupisce e mi indigna ancor di più, è il vedere come la nostra dirigenza nazionale, ed in primis, il nostro Presidente, pur ammettendo la sconfitta, cosa francamente impossibile da nascondere, riconducano esclusivamente tale debacle al mal assortimento dei candidati presentati ed a problemi di carattere locale. Anche se fosse solo questo, la cosa sarebbe assolutamente tragica: non centrare nemmeno un candidato vincente, ma scegliere solo personaggi destinati alla sconfitta, sta a significare che il partito e con esso tutto il centro destra si trova in uno stato assolutamente disastroso in ambito locale, che non riesce a selezionare una classe dirigente locale credibile e seria.

Purtroppo non è solo questo; la cosa vera è che tale voto ha avuto un significato politico, un chiaro ed evidente valore nazionale. Il popolo italiano, e tra questo il maggioritario popolo moderato, liberale, cattolico che da sempre ha caratterizzato la composizione del corpo elettorale del nostro paese, ha preferito scegliere un “comunista” come Pisapia ed un “masaniello” come De Magistris, pur di non permettere che il PDL e Berlusconi potessero cantare vittoria e governare ancora in modo così maldestro; i nostri concittadini hanno voluto dire a Berlusconi che è ora di cambiare metodo, che è giunto il momento di ritornare a parlare con loro, di confrontarsi sui problemi veri, altrimenti la fine riservata sarà quella della Moratti o di Lettieri.

Solo un anno fa il centro-destra vinceva le elezioni regionali, Berlusconi sembrava destinato ad un governo lungo e duraturo, la sinistra estrema era scomparsa dal panorama politico nazionale, ed il PD brancolava nel buio. Sembra passato un secolo, ma sono bastati solo dodici mesi per far sì che tutto questo sia solo un opaco ricordo del passato. Siamo riusciti a sprecare un grande patrimonio, perdendoci in battaglie dannose, cercando di difendere posizioni indifendibili e leggi considerate inutili dalla stragrande maggioranza dei cittadini, in primo luogo, permettetemelo, quelle sulla giustizia (processo breve e lungo, legittimo impedimento o “lodi” vari). La voce e l’immagine del nostro partito è stata affidata a vecchi e ringhiosi personaggi, solo capaci di urlare e prevaricare, anziché ad esponenti giovani, moderati, dialoganti che dovrebbero rappresentare la classe politica di un centro-destra moderato ed europeo.

Abbiamo preferito gettare fango e redigere dossier sui nostri antagonisti, anziché confrontarci sui temi e comprendere il disagio di alcuni amici che già nei mesi scorsi sollevavano dubbi e critiche e che invece sono stati liquidati come “congiurati” e traditori. Credo che l’Italia avrebbe continuato a preferire o se non altro a tollerare, a parte tutto, il PDL se fossero state date in cambio risposte certe alla popolazione sui problemi veri. Mi chiedo se queste risposte siano state date. Mi chiedo se il mondo delle piccole attività produttive e commerciali, base fondamentale della forza elettorale del centro destra, schiacciato dalla crisi, dai debiti e dalle tasse abbia trovato queste risposte ed un aiuto dall’azione del Governo.

Mi chiedo se siano state date risposte al senso di paura e di malessere che regna in alcune città e se sull’immigrazione e sulla sicurezza sia stato fatto qualcosa che meriti menzione. Mi chiedo se il mondo dei pensionati, dei dipendenti pubblici e privati abbia perlomeno mantenuto le proprie posizioni sociali ed il proprio potere d’acquisto. Sinceramente non riesco a trovare, pur sforzandomi, risposte soddisfacenti a questi miei quesiti, così come non riesco a trovare soluzioni dietro l’angolo, né voglio mettermi a fare previsioni politiche, toto elezioni o toto successori a Berlusconi. Tali considerazioni le lascio ai commentatori, ai giornalisti ed ai scienziati della politica.

Da amante del mio paese, da giovane amministratore, da moderato e liberale chiedo un cambiamento e chiedo risposte. Se queste non arriveranno, anche il mio impegno come coordinatore comunale del PDL non avrà più ragion d’essere e sarà giusto ed inevitabile che gli elettori continuino a punirci.


da Alessandro Cicconi Massi
coordinatore Pdl




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2011 alle 17:13 sul giornale del 01 giugno 2011 - 4787 letture

In questo articolo si parla di alessandro cicconi massi, politica, Popolo delle Libertà, pdl, Pdl Senigallia

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Perchè queste analisi così accorate e fortunatamente anche reali, non le fate quando è giusto farle? Serviva questa debacle del PDl alle comunali per capire che il paese è allo sfascio e che il governo non stava facendo assolutamente niente per migliorare la situazione?
Perchè ogni tanto non si degna, questa classe politica così arrogante ed elitaria, a scendere nelle piazze e nelle fabbriche, per parlare con la gente dei problemi della gente?
La fine che ha fatto il PDL, è la fine che farà qualsiasi rappresentanza politica, se non ci sarà un ritorno concreto e tangibile alla discussione dei problemi e delle evntuali soluzioni ai mali che affliggono il paese e il sistema economico-sociale, fondato (non dimenticatevelo) e formato, dal popolo lavoratore e contribuente.

Io ho un'analisi molto semplice: Berlusconi ha voluto trasformare queste elezioni locali in un referendum pro o contro di lui.

E ha sbagliato i conti, affondando anche i suoi candidati.

Fa comunque piacere che la base del PdL non sia così supina come la descrivono certi giornali.

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Attento Alessandro: per aver cercato di dire cose e deduzioni molto meno gravi delle tue, guarda cos'hanno fatto a Fini e ad altri.
E comunque, a pensarci bene, una sconfitta pesante fa sempre meglio di una risicata o di una mezza vittoria, perchè costringe a rivedersi e analizzarsi: ed è da 15 anni che nessuno lo fa.

Addirittura ora si tira in ballo Fini.
Mavalà.
Se Bugaro diventa coordinatore il problema Cicconi Massi non si lamenta più.

Scendere dal carro dei perdenti è ancor più schifoso che salire sul carro dei vincitori.

La dignità e l'orgoglio d'appartenenza si deve dimostrare nel giorno della sconfitta.


Un giorno Einstein, per cercare di spiegare la sua teoria della relatività del tempo, fece il seguente esempio.
A tre individui, che identificheremo con A, B e C, venne presentato un piatto fumante pieno d'una materia di color marrone e consistenza pastosa.
Il soggetto A, secondo tutte le analisi cliniche una persona dal quoziente intellettivo nella media, senza patologie che ne inibissero le capacità sensoriali, ci mise 17 millisecondi ad accorgersi che la sostanza non era cioccolata.
Al soggetto B, invece, occorsero 17 anni per arrivare alla medesima conclusione di A.
Il soggetto C, dopo 17 anni, non era ancora arrivato alla conclusione di B. Anzi, si ostinava a dire che la sostanza fosse cioccolata. Quanta più ne ingurgitava, tanto più avidamente ne era ghiotto e tanto più ne cantava le lodi. E tra un boccone e l'altro, con la bocca aperta e un alito sopraffino, il soggetto C invitava gli altri due a rimettersi a tavola, per continuare il prelibato spuntino.

Aveva ragione Einstein: il tempo non scorre allo stesso modo per tutti.

Come minimo adesso tireranno fuori che il cognato d Cicconi Massi (se lo ha) possiede una casa a Montecarlo.
Ormai è sotto la gogna.

Anonimo

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queste analisi, queste prese di distanza, alla Giuliano Ferrara "Berlusconi ha sbagliato tutto", dette da uno che fino a qualche sera fa si strappava i vestiti di dosso nel seguire l'attacco alla magistratura del suo sommo capo durante la campagna elettorale, fanno proprio ridere e denotano la scarsa onestà intellettuale e la totale mancanza di ribellione se non l'assoggettamento incondizionato ad una bandiera. Dire "mi sono sbagliato" è un gesto che pochi osano fare anche se lo pensano nel profondo. E' come Fini e Bocchino, che improvvisamente, dopo 20 anni, si accorgono chi è Berlusconi. Apriti cielo! Meglio tardi che mai purchè non sia un modo per salvarsi il di dietro politicamente.

E se poi si scopre che è cioccolata?

Più che "Responsabili" la dicitura esatta sarebbe "disponibili" (lettera iniziale minuscola voluta).

Armando Magli

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A tanti di quelli che scrivono gli ci è voluto 70 anni per capire la democrazia che c'era nell'ex unione sovietica.
E tanti ancora non l'hanno capita.....
Secondo Einstein questi cosa sono, A,B o C?

Off-topic

Tutto è possibile.
Ma dubito che l'assistente di Einstein, che mise gli ingredienti dell'esperimento, potesse produrre cioccolato avendo mangiato porchetta e vincisgrassi la sera prima.

La merda, come la giri la giri, sempre merda resterà. Potrà essere rossa o nera, o candidamente bianca, ma la puzza e il fetore resteranno tali, anche se molti di noi continueranno ad amarla cecamente, indifferenti alla loro stessa dignità, noncuranti del fatto che tutti stiamo sprofondando nella più assoluta mediocrità di pensiero.

La politica è riuscita in questo, ma noi, ne sono convinto, possiamo fare molto di più per noi stessi e per il nostro paese,
basterebbe iniziare a pensare ognuno con la nostra testa.

Ssssshhh... Enea, parla piano e modera i termini: qui c'è gente che sta mangiando. A quattro ganasce.

provenzan salvani

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