Manovra di mezz'agosto: interviene la presidente Casagrande

Patrizia Casagrande Esposto 2' di lettura 13/08/2011 -

“Invochiamo un senso di responsabilità autentico da parte di un Governo che – dichiara la presidente dell’Upi Marche e della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande - per anni ha negato l’esistenza della crisi nel nostro Paese e oggi, “commissariato” dalla Bce, giunge a varare la terza manovra in meno di un anno, riducendo gli enti locali allo stremo, all’impossibilità (reale, questa volta, e non più paventata) di chiudere i bilanci.



È prevedibile che il nuovo rastrellamento di fondi, ancora una volta privo di indirizzo politico di crescita (o di sviluppo che dir si voglia), generi ulteriore pessimismo individualistico senza concedere ai cittadini, che subiranno in prima persona i tagli, una ragione valida per affrontare nuovi sacrifici. In quanto all’abolizione di un numero ancora imprecisato di Province e Comuni, poi, si fa lampante quanto sia sterile una manovra tampone all’emergenza di un Paese a rischio di fallimento: solo due anni fa, in piena crisi (negata) questo stesso governo lasciava che si insediassero nuove Province come quella di Fermo. Oggi, senza un chiaro disegno dell’architettura istituzionale dello Stato a cui si lavora da un decennio, le eliminano (con costi niente affatto trascurabili) e riducono alle restanti Province la rappresentanza democratica, senza averne definito compiti e funzioni con prospettive di efficienza e razionale semplificazione. Un provvedimento improvvisato che cancella con superficialità una parte della storia istituzionale del nostro paese, senza pensare quanto le Province e gli enti locali incidano sugli investimenti e, quindi, sull’economia dell’Italia.

In qualità di presidente dell’Upi regionale – prosegue – sono molto preoccupata per i servizi essenziali che non potranno più essere garantiti alle famiglie meno agiate in seguito ai nuovi tagli agli enti locali. Servizi pagati con le tasse dei cittadini onesti, i quali vedranno ridursi il trasporto pubblico o quella tutela da rischi ambientali che previene ingenti spese. Mi auguro che nelle prossime settimane le assemblee parlamentari correggano quest’ultima miope manovra, dando quel segnale forte che gli italiani si aspettano tagliando i costi della politica a partire da Roma. Mi riferisco alla riduzione del numero dei parlamentari, ai loro smisurati privilegi, alla revisione della configurazione delle due Camere, senza trascurare la lotta all’evasione fiscale e l’alleggerimento al patto di stabilità. Chiedo, insomma, sobrietà e significativi atti di responsabilità da condividere con l’intero Paese per una reale e produttiva riforma strutturale”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-08-2011 alle 17:01 sul giornale del 16 agosto 2011 - 875 letture

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In quanto all’abolizione di un numero ancora imprecisato di Province .........
Infatti il popolo ne auspicherebbe l'abolizione totale e non solo.......

Solo voi non l'avete capito o fate finta di essere sordi.


Cordialità.

Cosa non si dice e non si fa per le poltrone!!!!!
Il "senso di responsabilità": tutti i politici lo cercano e lo invocano (per gli altri e non per se stessi) e nessuno lo trova!!!

floriano schiavoni

alle prossime elezioni provinciali invito tutti a NON andare a votare così anche la Casagrande capirà l'utilità della struttura che rappresenta!!

Concordo sull'abolizione totale della province. Non alcune, ma tutte. Da qui a 5 anni. E alle prossime elezioni provinciali non si va a votare. Ben vengano anche i tagli ai privilegi parlamentari, al numero, alle camere ecc... La priorità deve poi essere il recupero dell'evasione fiscale e la lotta alla corruzione.

mimmo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Non c'è niente da fare, qui facciamo finta di non capire, va bene il taglio del numero dei parlamentari, va bene la riduzione degli emolumenti agli stessi parlamentari, aggiungerei il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari e consiglieri regionali.
Tutto giusto, però aggiungerei anche chiusura delle province, accorpamento dei comuni minori almeno fino a 10.000 abitanti.
Abbassamento dell'IVA per favorire la ripresa degli acquisti e incoraggiare la ripresa.

woman

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Tutti a casa, speriamo presto; tanto non servite a nulla.
Per me la Provincia è solo la distinzione fatta sulla scritta delle targhe automobilistiche; non so proprio a cosa di altro serve e sia mai servita, se non solo a far sedere inutilmente su comode e costosissime poltrone deretani di varia misura s sfacciataggine.