Sciopero, la presidente Casagrande: 'Un gesto di responsabilità verso la parte migliore del Paese'

Patrizia Casagrande Esposto 2' di lettura 05/09/2011 -

Di fronte al carattere depressivo di una manovra economica che colpisce le fasce più deboli della popolazione, non chiede nulla ai possessori di grandi patrimoni e tutela gli evasori, lo sciopero indetto dalla Cgil, diversamente da quanto sostiene l'eterogeneo coro dei contrari, è prima di tutto un gesto di responsabilità verso la parte migliore, onesta e sicuramente maggioritaria degli italiani.



Quella dei lavoratori dipendenti che concorrono allo sviluppo materiale attraverso la fiscalità generale; delle imprese che producono crescita economica, occupazione e innovazione; delle amministrazioni locali capaci di garantire con equità ed efficienza l'accesso universale ai servizi essenziali. Uno sciopero per affermare e rilanciare l'idea che la crisi non può continuare ad essere pagata dai soliti noti, come accaduto negli ultimi tre anni, che il treno della ripresa economica non lo si può prendere attraverso la lesione dei diritti acquisiti, ma semmai con la loro estensione, ma soprattutto che questa volta davvero, come richiede l'eccezionale gravità del momento, chi più ha più metta. Invece, lungi da questa idea e incuranti di aver già spremuto tutto ciò che c'era da spremere dal mondo del lavoro nella sua accezione più ampia, si riscoprono vecchi ghiribizzi come quello dei licenziamenti indiscriminati.

Questa, infatti, è l'ultima trovata inserita nella manovra dal governo: la deroga all'articolo 18 che garantisce i lavoratori dal licenziamento senza giusta causa. Un proposito già respinto nel 2003 quando scesero in piazza oltre tre milioni di lavoratori e che oggi ritorna con l'obiettivo di far saltare definitivamente la Costituzione e lo Statuto dei lavoratori dentro i cancelli delle fabbriche. L'auspicio è che le strade e le piazze dello sciopero possano raccogliere l'alternativa a questo disegno del governo che divide, discrimina e impoverisce materialmente e culturalmente l'Italia. Raccogliere ma soprattutto unire le forze politiche, sociali e istituzionali che credono nel cambiamento, che vogliono e riconoscono come possibile costruire una società diversa da quella presente, restituendo significato a parole come diritti, giustizia e uguaglianza.


da Patrizia Casagrande
Presidente della Provincia di Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-09-2011 alle 15:58 sul giornale del 06 settembre 2011 - 835 letture

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Anonimo

il recente aumento del 5% della tassa a vantaggio della provincia che la Casagrande ha deciso di prelevare dalle assicurazioni auto che cosa sarebbe, secondo lei, una carezza con un petalo di rosa?

Abolizione delle provincie:"un gesto di responsabilità verso la parte migliore del paese"

Al di là del giudizio su una manovra che cambia ogni giorno ed è completamente disarticolata,

e al di là della retorica,

ma rispettando i saldi,

che cosa proporrebbe Patrizia Casagrante come manovra se fosse al governo anziché alla provincia?

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Evviva lo sciopero contro gli enti inutili, doppioni ed inutili baracconi messi in piedi per sistemare i cosiddetti "trombati" ed i parenti per il vero "voto di scambio".
Quando ci sarà questo sciopero altro che tre milioni di partecipanti.
La casta, quando si deciderà a fare un passo indietro? Discutono sempre a chi far pagare le tasse, mai a tagliare i rami secchi.
Questo sarebbe un gesto responsabile, proprio a cominciare dalle provincie.
At salut.