Massaccesi (Pdl): perchè ritengo necessaria una società locale di riscossione dei tributi

Daniele Massaccesi - Pdl 3' di lettura 09/09/2011 -

Al di là di provocazioni ed interpretazioni giornalistiche, intelligenti, anche argute ma a volte un po’ spinte, ho cercato di portare un contributo, uscendo dalle solite alchimie, nell’ottica di una razionalizzazione e di un miglioramento della “macchina comunale”, e da qui l’idea di una società locale di riscossione dei tributi - di nuova costituzione o “utilizzando”, previa necessaria modifica / adeguamento dello statuto e dell’oggetto sociale, una delle società già esistenti, posseduta al 100% dal Comune -, e senza quindi esautorare il Comune da quei servizi (sociali, ecc.), diversi, che sono maggiormente connaturati al settore pubblico.



Risultati od obiettivi di tale progetto, e previo esperimento di alcune verifiche preliminari:
- ottimizzazione dei processi di riscossione e di controllo, con l’effettuazione di controlli diretti e più mirati, con un forte e deciso contrasto all’evasione e/o all’elusione nel pagamento dei vari tributi comunali;
- “liberazione” o separazione dei “destini” del Comune da quelli di “Equitalia”, la cui operatività comporterà anche un risparmio rispetto agli “aggi” pagati attualmente a questa Società;
- recupero degli introiti direttamente a favore del Comune di Jesi;
- attuazione di una vera gestione aziendale, slegata o scevra dai lacci e lacciuoli tipici di quella di un ente pubblico, sì da avere un “guadagno”, ad esempio, anche per la parte relativa all’IVA, che così non sarebbe più un costo in qualche modo non recuperabile, costituendo invece per la Società operante, di fatto, una partita di giro;
- anche in esito al recente referendum, gestione “in house” da favorire e privilegiare, specie in termini di economicità;
- definizione e messa a regime di quel processo di “esternalizzazione” peraltro già consolidato, anche a Jesi, per alcuni servizi od aspetti, ed adeguamento al federalismo fiscale, dando così attuazione anche a quel processo già in corso in alcuni Comuni del Veneto e della Emilia Romagna, perché no anche recependone o “copiandone” le modalità.

Insomma, nessun taglio, nessuna soppressione di servizi, nessuna falcidia, specie in questi momenti drammatici, ma una razionalizzazione di alcuni servizi, quelli non “sensibili”, che peraltro potrebbero comunque permettere economie, da un lato, e recupero di risorse, dall’altro, con soli benefici per la gestione Comunale, con una programmazione seria che dovrebbe comprendere anche:
- una razionalizzazione dei servizi
- la valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune
- l’attuazione di un approfondito controllo di gestione
- la rinuncia ad alcuni dei rapporti instaurati, come quello attuale, ed oneroso, in essere con il Direttore Generale
- una riduzione delle figure, previo accorpamento delle relative funzioni, dei Dirigenti Comunali
- l’attenzione ai vari finanziamenti esistenti (regionali, nazionali, europei), ed ai relativi bandi, per avere opportune risorse
- la manutenzione e la cura della Città, per ridarle credibilità.

Lo si può fare, e presto – l’attuale Amministrazione -, ed in prospettiva – la futura Amministrazione -.

O non si può? O non si vuole?


da Daniele Massaccesi
Popolo delle Libertà – PDL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-09-2011 alle 14:26 sul giornale del 10 settembre 2011 - 649 letture

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