Rocconi: siamo chiamati a vivere nell’amore del Signore

mons. gerardo rocconi 17/09/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 18 settembre.



Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». Parola del Signore


II MIEI PENSIERI NON SONO I VOSTRI PENSIERI
Potremmo dire che il messaggio di oggi è questo: in Dio non cercate una logica secondo la mentalità umana. La logica di Dio è solo quella dell’amore e della gratuità. Pertanto il modo di pensare di Dio è totalmente diverso dal modo di pensare degli uomini.”E per spiegare tutto questo Gesù racconta una parabola.

VAI A LAVORARE NELLA MIA VIGNA
La parabola ci presenta un proprietario di terreni, un datore di lavoro, che cerca sempre operai per la sua vigna. Ogni ora è buona per chiamare, ogni ora è adatta per offrire il lavoro. Anche alla sera il padrone è lì a chiamare. Certo, quando arriva il momento della ricompensa gli operai che hanno lavorato fin dal mattino pensano di meritare qualcosa di più di chi ha lavorato un’ora soltanto. In realtà il padrone aveva pattuito con loro un denaro per il lavoro dell’intera giornata, quindi non viene loro tolto niente, ma non riescono a capire come mai gli ultimi devono prendere come i primi. La logica e la giustizia umana richiederebbero un trattamento diverso.
E invece il padrone accusa di invidia i primi. Certo, è quello che può accadere anche nella vita dei credenti, rappresentata dalla vigna. C’è chi ha vissuto la propria fede da sempre, è stato fedele sempre, ha lavorato sempre per il Signore e può provare disagio di fronte ad uno che dopo una vita lontana si avvicina al Signore, e alla fine va in paradiso meglio degli altri. Sembra quella del Signore una misericordia troppo a buon mercato!
Cerchiamo allora di capire quello che il Signore ci dice.

LA GIOIA DI AVER CREDUTO SA SEMPRE
Certo, lavorare nella vigna del Signore, vivere fedelmente a lui, osservare la sua Parola a volte può essere faticoso. Ma dobbiamo soprattutto capire che quella chiamata non è semplicemente una chiamata a fare una faticaccia, bensì a vivere nell’amore del Signore. E allora essere stati chiamati fin dalla prima ora non è una sfortuna, ma è la più bella sorte che ci può essere capitata. Infatti quello che il Signore, rappresentato dal padrone, offre non è un semplice lavoro, bensì è il suo amore. E l’averlo conosciuto da sempre è solo motivo di gioia.

AMATI DA DIO E DESIDEROSI DI FAR CONOSCERE IL SUO AMORE
E cosa chiede il Signore? Di avere i suoi stessi sentimenti, i suoi stessi desideri. E come lui è contento che ogni uomo lo conosca, così chi vive nel suo amore è felice quando anche altri scoprono quanto il Signore ama i suoi figli. L’invidia è totalmente fuori posto. Come Gesù ha dato la sua vita per gli uomini, così chi ha fede vive uno spirito missionario e gioisce quando qualcuno ritorna al Signore, fosse anche l’ultima ora.
E quel denaro, cosa rappresenta? Ancora l’amore di Dio, la possibilità di vivere oggi e per sempre nell’amore di Dio, la gioia che solo Dio sa dare.
E raccontando che il padrone dà una paga superiore al merito, Gesù vuol far capire che noi non abbiamo nessun diritto di fronte a Dio, e il suo dono per tutti è immensamente puù grande di quanto ci possiamo meritare. Tutto è grazia. Nel Signore, prevale la misericordia, prevale la gratuità. Non ci dà secondo quello che meritiamo, ci dà secondo il suo grande amore.
Per amore instancabilmente ci viene a cercare, sempre per il suo grande amore ci dona una ricompensa immensamente superiore ai nostri meriti.






Questo è un editoriale pubblicato il 17-09-2011 alle 11:08 sul giornale del 19 settembre 2011 - 741 letture

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