Darsena Bixio, piazza d'acqua straordinaria

ciminiera 5' di lettura 18/10/2011 -

L’imminente appalto per l’urbanizzazione del nuovo quartiere della Sacelit di 22 milioni di euro dovrebbe portare ad una necessaria riflessione per apportare correzioni a scelte poco appropriate. In un momento, così particolare, dove è in atto una trasformazione epocale della città e dove reperire risorse è sempre più difficile, non è più consentito sprecarle né sbagliare.



Una corretta pianificazione avrebbe dovuto, a suo tempo, prevedere la correlazione tra l’area di lottizzazione e il resto della città, ma visto che ciò è mancato, è quantomeno utile procedere, almeno oggi, con un tentativo di ricucitura con il contorno. Punto debole del progetto è la trombetta di accesso alla statale, dove l’ostinazione a mantenerla nello stesso sito, senza guardare altrove, ha portato ad una interminabile ricerca, che ha sempre ruotato intorno al progetto originale del piano portuale, senza mai arrivare ad una soluzione soddisfacente, nonostante il blasone dei progettisti cimentatisi, da Bhoigas a Gregotti fino a Portoghesi. L’ultima recentissima definizione prevede due rampe separate con attraversamento in sottopasso della ferrovia e, per quella a monte, anche della statale.

Per i trasporti eccezionali delle imbarcazioni è stata prevista un’altezza di 5,5 metri per il sottopasso, ma non si è potuto far meglio per la larghezza della carreggiata, che risulta strozzata, con il rischio per i bilici di rimanere incastrati o costretti ad eseguire difficoltose manovre di correzione in curva con retromarce in salita, con pendenza del 10 %. A causa di questa scelta, anche le percorrenze veicolari per l’accesso al porto, di parti della città comprese in linea d’aria in un raggio di 250 metri, subiranno un allungamento di percorso compreso 1,5 e 2 km. Ma a far scadere irrimediabilmente la qualità ambientale, di questa potenziale pregiata parte urbana, saranno, con un orribile impatto visivo, le tre strade parallele e affiancate alla ferrovia. Con la nuova urbanizzazione, peggiorativo e ancor più penalizzato, rispetto alla situazione attuale, sarà, il collegamento con il centro. Infine il collegamento tra i lungomari sarà malamente e incredibilmente sdoppiato tra l’avveniristica passerella sospesa ciclo pedonale e la strozzata strada, affiancata alla ferrovia, che conferisce precarietà effettiva e psicologica a una congiunzione non pienamente realizzata, che andrà anche a sottrarre spazi preziosi per i parcheggi, dove risulterebbero effettivamente utili al centro storico.

Ho sovrapposto integralmente il progetto edilizio di Portoghesi su una diversa ipotetica organizzazione dell’urbanizzazione per dimostrare come una diversa soluzione può cambiare radicalmente la scenografia urbana senza interferire con l’edificazione in corso. Essenzialmente questa alternativa va a produrre un deciso miglioramento funzionale, estetico e paradossalmente economico, facendo risparmiare diversi milioni di euro. L’accesso alla statale è pensato in corrispondenza di via Mamiani con pendenza inferiore al 5% (la metà della trombetta)e con rampa unica a doppio senso di marcia ed un solo attraversamento sotto la ferrovia. Il collegamento con il centro storico è migliorato da una circuitazione oraria a senso unico, tra il ponte del corso, il nuovo ponte e i due sottopassi ferroviari esistenti, che cederanno le corsie residue a comodi percorsi ciclo pedonali. Il nuovo unico ponte di collegamento, tra l’hotel La Vela e il ristorante Uliassi, realizzerà finalmente con la triplice funzioni carrabile, di passeggiaia e ciclabile la continuazione strutturata e naturale dei lungomari in perfetta fusione, con una pendenza accettabile del 5% (contro l’8% della passerella sospesa) e consentirà una percorrenza agevole anche ai disabili e ai ciclisti, disegnando un profilo altimetrico e un tracciato, eleganti e sinuosi, che gli conferiranno una indiscussa nonumentalità, definendo altresì una significativa marca a un confine permeabile tra la città e il mare paragonabile ad una porta urbana.

Il ponte viadotto potrebbe essere definito come la porta della città al mare e rappresentare anche il lato più importante della nuova piazza d’acqua, interamente pedonale e costruita intorno alla darsena Bixio, come in uno scorcio veneziano, che contiene e non esclude la città e dove viene sprigionato uno straordinario orizzonte visivo che si concentra al centro e ,viceversa, da questo si espande al porto. A fare da cornice alla piazza, dovrà essere la demolizione della cortina di vecchie case, con una parziale ricostruzione e sopraelevazione delle stesse e il recupero della ciminiera, come ulteriore totem monumentale, visto anche come appetibile opportunità economica facilmente ammortizzabile. Ho immaginato il recupero della ciminiera con una piattaforma in sommità di 300mq. con un locale tecnico chiuso di 50 mq. sottostante, alla quale si accederà, con un pedaggio, a piedi, tramite una scala elicoidale o con una coppia di ascensori trasparenti interni a una parallela torre reticolare, alla base potrà essere realizzato un altro locale pubblico di 600 mq. Credo che questa proposta abbia motivazioni sufficienti ad obbligare a riflettere perché ciò che verrà fatto non potrà più essere cancellato e optare per una scelta piuttosto che per un'altra significa costruire oggi e per sempre, con una sufficienza non raggiunta o con un livello di eccellenza, le future prospettive estetiche, economiche e turistiche della città.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2011 alle 16:28 sul giornale del 19 ottobre 2011 - 3256 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paolo Landi

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come sempre il paolo centra il problema/i , ma codesta poco lungimirante amm.ne non vuol sentire e vedere quel qualcosa di veramente palese.
in bocca al lupo ing. LANDI

ricordo che si era parlato di queste ipotesi. Sono idee interessanti ancora adesso. e che sfruttano in gran parte le idee delle ultime amministrazioni. soprattutto ora, in periodo di crisi economica con i comuni "asfissiati" non sempre per colpe proprie, riguardare a certe ipotesi alternative potrebbe portare anche a risparmi.

Andrea G.

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Alfio Romiti

Gentile Ing. Landi mi complimento per le sue riflessioni (che tra le altre cose sulla carta stampata così
come riportate non si capiscono) ma temo che purtroppo siano ancora una volta tardive.

Non voglio soffermarmi sull'operato dell'amministrazione (ricordo solo che si tratta di un'area privata alla
quale è stato posto sopra un macigno di oneri, sormontabile solamente da uno come lanari) e neanche sulle altre
"possibilità" progettuali mancate. Siamo una piccola realtà che purtroppo non può permettersi tutto questo,
quindi realisticamente lascerei perdere e prenderei la cosa come un dato di fatto.

Faccio solo una considerazione:
La soluzione del ponte tra i due lungomari che tutti propongono (per la continuità psicologica) ha senso?
e ha senso anche un'opera di 10 metri per far passare si e no 20 vongolare? Senigallia è sempre stata divisa, non dal fiume,
bensì dal connubio statale/ferrovia; Mi sembra (come dice poi anche lei) che questa cosa non si sia mai voluta studiare
a dovere ed il progetto di Portoghesi (o meglio dell'amm.ne) ne sia un esempio lampante. Speriamo non si faccia la stessa
cosa nel collegamento tra l'hotel marche ed il c.s.)

Mi pare invece che un punto recuperabile sia davvero la darsena Bixio, allora perchè un bypass e via?
Sfruttiamo davvero questa piazza d'acqua, ricostruiamo a dovere una cortina attorno ad essa e soprattutto evitiamo di costruire una barriera verso il mare.
Ecco che avremo il nostro collegamento tra i lungomari, non un ponte (o meglio non "il ponte") ma una piazza, quella che abbiamo oggi e che se notate (dopo le demolizioni)
ha cominciato a funzionare anche da sola pur essendo usata come parcheggio .

Non credo che il futuro sia una mobilità carrabile di quel nodo, bensi solo ciclo pedonale, ben venga il collegamento ciclabile ma perchè sopraelevarlo?
vi immaginate perdere la vista dei portici dal porto e viceversa del mare dalla darsena?

PS: seguendo il concetto di "opera simbolo" eviterei anche il progetto sulla torre, non si offenda ma il suo non lo capisco. Cosa ci azzecca una ciminiera industriale con una torre
piezometrica ed una rampa di lancio? ci serve davvero anche questa?

less is more

a.r.


Due domande:

1. Queste infrastrutture cosa c'entrano con senigallia (ovvero con la sua cultura, storia, architettura)?

2. La lottizzazione "di lusso" della ex-italcementi, in che modo migliorerà la qualità della vita dei cittadini (a occhio milgiora soltanto quella dei ricchi proprietari degli appartamenti del borgo)?

3. Sta ciminiera perchè non la si abbatte? E' un oscenità.

Per la viabilità esiste una soluzione adottata dalla maggior parte dei paesi civili europei: l'incentivazione dei mezzi pubblici.

Ossequi, collega.




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