Paradisi: 'Mangialardi subisce l’estremismo del Sel. Tutto come da copione'

roberto paradisi 1' di lettura 15/11/2011 -

Come prevedibile, il sindaco Mangialardi e tutto il Partito Democratico hanno legittimato l’azione violenta e contraria alla legge dei no-global senigalliesi. Per il primo cittadino vale più l’alleanza con i vari Ceresoni e Girolametti che non il rispetto delle regole. Una pubblica amministrazione seria non tratterebbe con chi fa della violazione della legge una propria bandiera.



Non tratterebbe con chi commette reati. Non tratterebbe con chi insulta gli uomini delle forze dell’ordine (come è successo in piazza sabato) definendo addirittura (loro!) gli agenti in divisa dei “black block”. I senigalliesi per bene sanno perfettamente da che parte stare: con la legge, con il rispetto della convivenza civile, con gli uomini della polizia. Non è la prima volta che agli estremisti senigalliesi viene concesso tutto. Vedere una sala Giunta piena di estremisti che passano da una casa occupata illegalmente ad una sede istituzionale è uno spettacolo indecente che solo un sindaco come Mangialardi ci poteva riservare. Certamente, quando gli estremisti lamentano il fatto che in questa città vi sono due pesi e due misure, non dicono una bugia.

Vi sono associazioni amiche della Giunta che godono di trattamenti di favore con sedi concesse gratuitamente. E vi sono (la stragrande maggioranza) associazioni, ben più meritevoli di quelle privilegiate, che devono auto-tassarsi o rinunciare ad una sede. Questo però non significa avere una sorta di diritto ad occupare illegalmente spazi, trascinando peraltro anche ragazzini completamente inconsapevoli delle ripercussioni giudiziarie ed economiche che la commissione di reati così gravi potrebbero comportare per se stessi e per le proprie famiglie. Le battaglie si fanno nel rispetto della legge. Sempre che se ne sia capaci.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-11-2011 alle 12:09 sul giornale del 16 novembre 2011 - 2139 letture

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