Volpini sull'occupazione: 'La vendita di un bene non garantisce i servizi alla persona'

Fabrizio Volpini 2' di lettura 16/11/2011 -

E’ in corso in questi giorni un vivace dibattito sull’occupazione da parte del “Mezza Canaja” e del Collettivo Studentesco dei locali della casa dell’Ex Custode di V.le IV Novembre. Sono convinto che bene abbia fatto l’amministrazione ad affrontare con tempestività la situazione e aprire un dialogo con gli studenti e con i rappresentanti del movimento, che mettono alla luce, seppur con modi e metodi distanti dalla legittimità, ragioni e problematiche comprensibili e in parte condivisibili.



E sono convinto anche che in questo dialogo bene faccia l’amministrazione ad ascoltare in maniera attenta bisogni e necessità, chiedendo però allo stesso tempo il rispetto delle regole e della legalità, per trovare soluzioni condivise e alternative all’occupazione di quel locale. Proprio il rispetto della legalità e di un percorso condiviso per la ricerca di una soluzione alle istanze dei ragazzi deve essere però il vero motivo per chiedere a “Mezza Canaja” e Collettivo Studentesco di liberare lo stabile.

Non ritengo infatti che si debba addurre la motivazione della vendita dell’edificio, ricordando che i proventi della stessa dovranno essere utilizzati per difendere le politiche e i servizi sociali erogati dall’Ente. In qualità di assessore ai servizi sociali sono infatti orgoglioso di come questa Amministrazione, in un tempo in cui la crisi economica e la mancanza di trasferimenti dallo stato si ripercuote sensibilmente sui bilanci degli enti locali, sia riuscita fino ad oggi a confermare tutti quei servizi e strumenti di sostegno al reddito che il Comune di Senigallia è stato in grado di offrire a chi, nel territorio, ha manifestato questi bisogni.

La dismissione del patrimonio pubblico deve pertanto servire, se necessaria, a razionalizzare le risorse in maniera complessiva, ma non può essere il mezzo per garantire la capacità dell’Ente di confermare i suoi servizi, che devono invece essere sostenuti, a livello locale così come a quello nazionale, attraverso strumenti di redistribuzione della ricchezza ed equità sociale. Non è certo l’alienazione di un bene che può infatti garantire il mantenimento dello stato sociale di questa città e di questo Paese. Che si continui quindi il dialogo, in maniera ferma, chiara e costruttiva, spiegando le posizioni dell’Amministrazione senza pretesti, ascoltando senza pregiudizi le ragioni di una parte di questa città, e tenendo ferma la bussola di un dialogo costruttivo all’interno della legalità e del rispetto.


da Fabrizio Volpini
assessore ai servizi alla persona




Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2011 alle 15:27 sul giornale del 17 novembre 2011 - 2137 letture

In questo articolo si parla di fabrizio volpini, politica

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/rJc