Vigor Senigallia: 'La città e i tifosi non rispondono alla squadra'

2' di lettura 18/11/2011 -

La squadra, reduce dalla vittoria del Campionato, gioca bene, ottiene i risultati e milita nella zona alta della classifica di Eccellenza, nonostante ciò la città ed i tifosi non rispondo al richiamo e non rendono merito alla Vigor Senigallia”.



A dichiararlo è il presidente della Vigor Senigallia, a nome della società rossoblù, che non vede riscontro da parte dei tifosi, degli imprenditori e della città. “Noi siamo la società, in Eccellenza, che spende meno. Otteniamo buoni risultati grazie al lavoro e l'impegno dei giocatori e dello staff ma, a quanto pare, non basta per avere un aiuto, una collaborazione e una partecipazione attiva. Abbiamo cercato molti contatti, oltre che di parlare con la città, i giovani e vecchi imprenditori per ampliare la società. Nessuna risposta dalla città”- aggiunge Mandolini e confermano Frulla e Carboni.

Non siamo riusciti a raccogliere forza e disponibilità ad entrare in società per rendere la stessa più forte e contribuire al suo sviluppo e alla sua crescita. Quello che viene dato alla Vigor Senigallia- tengono a sottolinearlo- non è per chi ne fa parte ma per la squadra e per la città. Significa rendere la squadra più competitiva, rafforzare le sue qualità e poter puntare al traguardo che tutti si aspettano. Attualmente, se le cose non cambiano -evidenzia la Vigor Senigallia- non siamo attrezzati per resistere a certi impegni. Il nostro obiettivo resta la salvezza ma siamo consapevoli che possiamo giocarcela alla pari con tutti. Però, per mantenere la squadra a certi livelli abbiamo bisogno di far crescere l'organico societario e di avere più seguito. Ringraziamo ovviamente gli imprenditori, i senigalliesi e i tifosi che ci sostengono, che non sono pochi. Tuttavia sono insufficienti. La città non apprezza l'impegno e non contribuisce- concludono- alla crescita dei giovani, dei giocatori e della squadra, oltre della società”.

Stiamo lavorando per nuovi contatti e se andranno bene, come auspichiamo, potremo proseguire nel nostro progetto. In caso contrario, ci dispiace dirlo, dovremo pensare ad alcuni tagli. Verrebbe così a mancare anche la garanzia di potenzialità”.

La Vigor Senigallia, che domenica alle 14:30 ospita l'Urbania, spera in una risposta più attiva e partecipativa da parte di tutta la città, nelle proprie possibilità, per continuare il progetto con uno spirito condiviso dal settore giovanile alla prima squadra. In primis, la società rossoblù spera nella collaborazione dell'Amministrazione comunale: “Non ci aspettiamo un contributo perchè sappiamo che il bilancio non lo permette. Chiediamo un'azione di sensibilizzazione perchè per alcune società è stato fatto. E nella correzione della convenzione per la gestione degli impianti sportivi: il Comune risparmia i 2/3 rispetto alla precedenza, noi invece ci perdiamo. Non pretendiamo e non lo abbiamo mai pensato di guadagnarci ma di far pari si”.






Questo è un articolo pubblicato il 18-11-2011 alle 16:57 sul giornale del 19 novembre 2011 - 3390 letture

In questo articolo si parla di attualità, calcio, vigor senigallia, Sudani Alice Scarpini

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È vero. Ad esempio i lettori di vs hanno cliccato lo stesso numero di volte l'articolo sulla Vigor e l'articolo sul calcio amatoriale Uisp. Secondo me non è un caso.

Nathan Never

Il calcio ormai è uno sport che si può vivere come tale solo a livello amatoriale. Il tifo è un'altra cosa. Chi scrive si ricorda gli anni 70, la serie D con partite dove la trasferta più lontana era Forlì o Cesena a nord e Macerata a sud. La gardinata fatta con tubi innocenti, le noccioline e le "becche", i grandi che bevevano il borghetti monodose in plastica, la goliardia che segue le vittorie: ricordo una domenica di giugno del 74 (credo,non sono sicuro) dove i tifosi della Vigor (io ero con mio babbo, avevo 10 anni) bloccarono la statale a Fano, sul ponte Metauro per festeggiare la vittoria in campionato e la promozione in serie D ai danni del Montecchio.
Forse gli ultimi anni del calcio che hanno vissuto anche i nostri padri, quello delle bandiere e del sano campanilismo: ogni domenica un derby.
Poi vennero gli anni 80, quelli degli sponsor, delle SpA e dell'inizio dell'esasperazione del professionismo. A Senigallia fummo fortunati, arrivò il presidentissimo Walter Vignoli, uno che non era di Senigallia, ma era innamorato della città e della Vigor. Si perchè una volta la Vigor non era solo la squadra di Senigallia, ma di tutte le vallate e dintorni. Ogni domenica una media di 3.000 spettatori. La società era forte e la squadra produsse i risultati che chiunque è o è stato tifoso della Vigor conosce: la C2, la C1 sfiorata. Poi, la lenta ma continua decadenza fino ai nostri giorni.
Ora, anche a livello basso dilettantistico i costi sono proibitivi: si dice che una stagione ai livelli della Vigor costi oltre 200.000 €.
Come si può pensare di attrarre investimenti?
Inoltre, per chi come me, ha questi ricordi, andare a vedere una partita con l'Urbania o con il Piano San Lazzaro a 10€, francamente...
La disaffezione alla squadra e al tifo è naturale.
La Vigor deve tornare ai livelli che gli competono, e non sono questi.
Come fare non sò, ho voluto solo comunicare il mio pensiero di tifoso, anche se non vado più allo stadio.

Sono daccordo con Nathan, in più c'è anche da dire che il calcio ha ormai saturato tutti gli spazi: non c'è sera che in tv non ci sia una partita di calcio. Una volta si aspettava la domenica per andare allo stadio, oggi ci siamo abituati a metterci davanti alla tv, a casa o al bar, e la domenica andare allo stadio è diventata quasi una fatica. Oggi la gente la domenica pomeriggio fa altre cose

Tanto di cappello agli osservatori della vigor, ed a mister Clementi, che hanno individuato i ragazzi giusti per disputare il buon campionato in corso, contenendo al massimo i costi. Attualmente, la prospettiva di non intravedere la possibilità che possa giocare in serie superiori, causa la mancanza di soldi, per me è un pò demotivante. Insomma, se si sapesse che gli obbiettivi fossero quelli di salire credo che ci sarebbe più entusiasmo.




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