<| /yobee 2>

Ha sottratto 20 mila euro dagli incassi del comune, denunciato un dipendente

Soldi 2' di lettura 20/11/2011 -

La crisi che attanaglia anche le famiglie senigalliesi non risparmia neanche i dipendenti pubblici. Sarebbe stata proprio un gesto spinto dalla disperazione, provocata da una grave situazione economica, quello che avrebbe spinto un dipendente del Comune a sottrarre prima e a restituire poi qualcosa come circa 20 mila euro.



E' quello che sarebbe successo a R.G., un impiegato dell'assessorato allo sport, denunciato ora dal sindaco Maurizio Mangialardi per peculato. I fatti risalirebbero ad alcuni mesi fa. L'impiegato è accusato di non aver depositato alcune somme riscosse dal Comune per la gestione degli impianti sportivi. Soldi in prevalenza derivati dalle società sportive che utilizzano o gestiscono gli impianti sportivi ma anche dai privati che affittato le strutture sportive cittadine. Il tutto per una cifra intorno ai 20 mila euro. Un “prestito” che l'impiegato, tra l'altro ritenuto da tutti i colleghi al sopra di ogni sospetto, avrebbe preso per far fronte ad una grave crisi economica in cui si troverebbe.

Una cifra che però il dipendente comunale avrebbe rimesso al proprio posto poco dopo. Un gesto rispetto al quale il comune non ha certo potuto chiudere un occhio. I primi ad accorgersi di quello che inizialmente sembrava un probabile ammanco sono stati i tecnici contabili del comune. Il dubbio è diventato certezza dopo vari conteggi ripetuti ed incrociati. A quel punto l'assessorato allo sport ha subito informato il sindaco Maurizio Mangialardi che a sua volta ha denunciato il fatto alla Procura. All'autorità giudiziaria ora spetta il compito di verificare l'accaduto e di accertare le responsabilità del dipendente comunale.

Al momento R.G. è stato denunciato per peculato e rischia una condanna da 3 a 10 anni e l'eventuale licenziamento. Intanto però il dipendente resta comunque in servizio anche se è stato trasferito ad un altro assessorato. La legge infatti stabilisce che fino al rinvio a giudizio il dipendente pubblico deve continuare a svolgere il proprio lavoro. Sull'episodio, seppure grave, il Comune getta acqua sul fuoco rassicurando che l'ammanco è stato solo temporaneo e che comunque i soldi illegittimamente non depositati dal dipendente sono stato poi restituiti.






Questo è un articolo pubblicato il 20-11-2011 alle 20:58 sul giornale del 21 novembre 2011 - 2488 letture

In questo articolo si parla di cronaca, economia, giulia mancinelli, peculato

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/rTI





logoEV