Fiamma Tricolore sull'arvultura: la protesta giovanile diventa anarchia

Movimento Sociale Fiamma Tricolore 3' di lettura 25/11/2011 -

Dopo il 15 ottobre scorso (scontri a Roma) se a qualcuno fosse sfuggito, pare tornata fra noi anche l’Anarchia. Quell’ideologia da quasi un secolo sparita dall’orizzonte politico. Quella con la A maiuscola. A come Arvultura. E’ inevitabile. Caduto il comunismo sovietico, la protesta giovanile di sinistra non può non rifarsi all’Anarchia. Per il marx-leninismo, l’anarchia fu il più forte concorrente e perciò il peggior nemico.



Nel 1917, quando a Mosca presero il potere i bolscevichi, l’Ucraina costituì una Repubblica Anarchica. Nestor Machno giunse ad avere un esercito di 50 mila uomini autogestito dai soldati. Un esperimento che l’Armata Rossa di Lenin e Trotski stroncò nel 1921 con cannonate ed esecuzioni. Ed infatti Machno riparò a Parigi. La stessa cosa si ripeté in Spagna nel 1936. La Catalogna si dichiarò Repubblica Anarchica. Stalin decise di soffocare questi concorrenti nel loro sangue. Se ne occupò di persona Togliatti. Di anarchia non si parlò più. Oggi pare tornata. A Senigallia. Ed in questa assurda vicenda a noi del Movimento Sociale non piace assolutamente come il sindaco Mangialardi stia “gestendo” il confronto con il Mezza Canaja e con il Collettivo Studentesco.

Nessun dialogo con chi crede che la vita sia una festa perpetua, trasgressione e libertarismo. Infatti lo spettacolo che stiamo assistendo in questi giorni è sconfortante. Figli di papà trentenni che si atteggiano a dittatorelli e censori di idee, che credono di esistere perché urlacchiano o ridacchiano. In via IV novembre, si esprime nel suo modo il detrito sociologico senza prospettive che è rimasto sul fondo, dopo tutte le rivoluzioni abortite dal '68 in poi: da quella marxista a quella sessuale e delle droghe. Un «quinto Stato» nutrito a Nutella e Coca Cola, che si è fumato quel pochissimo cervello con spinelli ed ecstasys, e che sogna l’ "utopia" come il luogo dove la Nutella scorrerà gratis e la Coca sarà abbondante come in un esproprio proletario perpetuo. Non sono utilizzabili per nessuna rivoluzione, perché anche per la rivoluzione bisogna sacrificare le pulsioni immediate per assoggettarle a uno scopo: loro sono quelli del «godere subito» e dello «sballo positivo». Perfetti conformisti nel loro specifico ambiente. Perfetti consumisti per le multinazionali, se solo avessero denaro in tasca.

Non ne hanno perché sono, per loro natura, dei marginali perenni: marginali per incapacità di reggersi all’interno della società, a rispondere alle esigenze minime del vivere comune. Non sono disoccupati, sono inoccupabili. Nella storia, solo i comunisti hanno sconfitto questa massa vissuta da pulsioni formicolanti, con i metodi che abbiamo detto. Il Sindaco Mangialardi, erede sfiatato di quel partito che per 70 anni ha esercitato l’egemonia culturale (il PCI) dovrebbe prendere esempio. Gli suggeriamo un gesto autorevole ed autoritario, a mo' d'esempio: un bel calcio nel sedere ad ognuno di loro !


da Riccardo De Amicis
Segretario Provinciale Fiamma Tricolore





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2011 alle 12:11 sul giornale del 26 novembre 2011 - 3877 letture

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