Qualità della vita, la Casagrande: 'Nonostante la crisi Ancona resta ai vertici nazionali'

Patrizia Casagrande 2' di lettura 03/01/2012 -

"Nonostante la crisi economica e le difficoltà finanziarie legate alle manovre governative che hanno sensibilmente ridotto i trasferimenti agli enti locali, il territorio provinciale si mantiene ad alti livelli per ciò che concerne la qualità della vita. Non è questione di una posizione in più o in meno: ciò che conta è che da anni la provincia di Ancona si mantiene ai vertici nazionali nelle classifiche degli indicatori di benessere della comunità".



Così la presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande commenta il lusinghiero 21° posto (su un totale di 103 Province) ottenuto dall'ente nella speciale classifica sulla qualità della vita stilata dal quotidiano finanziario Italia Oggi.

"Non va dimenticato - continua - che nell'ultimo triennio questo territorio è stato messo a dura dalla difficile congiuntura economica, con riflessi negativi sul lavoro e occupazione, indicatori fondamentali nella misurazione della qualità della vita e delle aspettative dei cittadini. Eppure Ancona si attesta su un incoraggiante 14° posto nella rilevazione del tasso di disoccupazione. Ma importanti sono anche le buone perfomance delle politiche ambientali che, pur in un territorio appesantito da un'area Aerca e da uno dei porti più grandi dell'Adriatico, ci pone complessivamente al 33° posto. In questa direzione, mi preme sottolineare gli ottimi i risultati ottenuti sull'utilizzo del trasporto pubblico locale (13° posto) e sui livelli di raccolta differenziata (28° posto), materie che rientrano nella programmazione del nostro ente".

"Mi sembrano dati - conclude la presidente - che dovrebbero far riflettere chi, con troppa semplicità, liquida il ruolo delle Province come inutile. La governance dell'area vasta è un livello istituzionale fondamentale per la programmazione di azioni eque e virtuose, capaci di garantire benessere e sicurezza ai cittadini. Auspico che la discussione sul riassetto di queste competenze che partirà a breve sia in grado di tenerne conto, senza cedimenti alla facile demagogia".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-01-2012 alle 11:41 sul giornale del 04 gennaio 2012 - 744 letture

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Sentito? I marchigiani se la spassano, possono pagare tranquillamente la benzina ad 1.80 e sicuramente, con i prossimi aumenti, anche di più.

Infatti non è dato sapersi se questa accisa extra voluta dalla Regione Marche sarà per qualche mese, qualche anno o, come funziona in Italia, per sempre. E' quasi passata come seconda notizia, sparata con il silenziatore ma si riverserà con violenza nelle tasche dei Marchigiani.

Parlano di equità e creano iniquità.

Perchè se è vero che la benzina la comprano tutti è altrettanto vero che non tutti hanno lo stesso potere d'acquisto e la generazione a 1000 euro che deve spostarsi obbligatoriamente con la macchina per andare al lavoro a 40 Km da casa dovrà devolvere il suo stipendio alle accise sui carburanti, volute dallo Stato e dalla Regione.

Sempre sui carburanti consiglio questo articolo:

"Soldi per opere inutili ma si tassano i carburanti"
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/soldi-per-opere-inutili-ma-si-tassano-i-carburanti/181205/

Caro dionisio,li votano e loro fanno quel che possono,cioè s.....
Cordialmenie.




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