Landi: 'Senigallia al bivio mediocrità ed eccellenza'

04/01/2012 -

Un più esteso centro città, di grande valenza estetico ambientale, più votato allo sfruttamento delle potenzialità turistiche e della migliore qualità di vita per residenti e cittadini, potrebbe essere realizzato con un’omogenea integrazione tra le importanti aree strategiche della Sacelit-Italcementi, del porto, del water front del lungomare Marconi con la città murata.



Ma è un obiettivo che sta sfuggendo di mano per la scarsa lungimiranza politica che, nel recente passato, ha guardato a scelte limitate e immediate, proprie di un’urbanistica ormai superata, negazionista e non incentivante della sostenibilità e della genialità progettuale, che ha portato ad una città orfana di un disegno generale, con la sconcertante prospettiva di una congruenza che non sarà mai realizzata, se non con interventi correttivi urgenti e non più procrastinabili.

C’è ancora margine operativo, ma bisognerà ricostruire e adattare, senza indugi, la pianificazione a posteriori, rivedendo e sostituendo le criticità con soluzioni che non interferiscano con i progetti in atto e che più in generale sia in grado di ricucire un tessuto urbano lacerabile con un lavoro di rigenerazione, che solo una progetto forte è in grado di dare. Nell’ipotetico nucleo di un nuovo centro circoscritto dal perimetro individuato da p,zza della Libertà, viale IV Novembre, stradone Misa, via Rossini, via A.Caro, via Panzini si intravede la brevità tra le distanze di punti diversi, che eccezionalmente sforano il chilometro, a dimostrazione che, in questo spazio, l’andare a piedi, come libera scelta, al di là di una pedonalizzazione imposta, rappresenta il più conveniente sistema di spostamento, a maggior ragione se saranno evitati alcuni aggiramenti con la realizzazione di una permeabilità diffusa delle barrire fiume e ferrovia.

Ma il prototipo di città intelligente e ideale, dovrà più riferirsi ai moderni criteri della fisica urbana, che a quelli, obsoleti, dell’urbanistica tradizionale, ormai sconfessata, dalla sua stessa rapida e inarrestabile evoluzione verso un modello, meno normativo e più propositivo. Secondo questa logica, con la prevalente pedonalizzazione, dovrà essere realizzata la città compatta per favorire al proprio interno la maggior movimentazione possibile, in condizioni di minimo valore del volume gravitazionale, in altri termini, all’interno di questo nucleo, si dovrà intensificare il volume del costruito, per riportare in centro funzioni e quanti più abitanti possibili, (lo stesso obiettivo del piano Cervellati, votato però ad un incremento insignificante e l’esatto contrario delle recenti scelte di riduzioni volumetriche) riorganizzando, allo stesso tempo, le vecchie piazze e gli spazi, librandone di nuovi per mettere in luce gli straordinari orizzonti visivi della città e infine prevedendo un’adeguata capacità di assorbimento dei veicoli di provenienza esterna per non farli circolare a vuoto alla ricerca di sosta.

Questo incremento insediativo, da attuarsi con piani di riqualificazione urbana, farà sentire l’effetto benefico, anche all’esterno di quest’area, contribuendo concretamente ad arginare l’espansione urbana e a calmierare i costi delle costruzioni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2012 alle 17:02 sul giornale del 05 gennaio 2012 - 2463 letture

In questo articolo si parla di porto, attualità, centro storico, senigallia, Paolo Landi, area ex sacelit

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Commento modificato il 04 gennaio 2012

Il discorso è valido.
C'è un progetto, può piacere o meno, ma c'è.
Ma sembra davvero poco collegato al contesto urbano, nonostante tutti i "varchi" e gli accessi: è che sembrano pochi e sottodimensionati.
Secondo me il COmune ha valide persone per poter prendere in mano il progetto generale dell'area e del suo inserimento alla città, non sarebbe male rivalutare anche altre proposte migliorative, magari meno costose.
Mi piacerebbe sapere se sarà mai possibile davvero un "viale ceccarini" a Senigallia, con una zona di negozi, locali di intrattenimento tutto pedonale, che fa da piazza Saffi per tutto il corso fino a porta Fano e oltre, arrivando alla statale e collegandosi alla nuova zona dell'ex Sacelit.
E da lì si potrebbe far passare il sottopasso per i mezzi pesanti, che ora invece si vorrebbe più verso la città ma che ne taglierebbe il miglior accesso pedonale

David

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