Jesi: Ripa Bianca, dimenticanze e meraviglie a senso unico del Prof. Coltorti

Riserva Regionale Ripa Bianca di Jesi 14/01/2012 -

Alcuni giorni fa è comparso sulla stampa un lungo e polemico articolo del Prof. Geol. Mauro Coltorti dove veniva contestata l'azione del sottoscritto e del dott. Dignani riguardo la gestione delle problematiche connesse all’esondazione del fiume Esino all'interno della Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi. Sono rimasto esterrefatto dall'articolo di Coltorti che ritengo fuori luogo, ai limiti della diffamazione, e probabilmente frutto di una non approfondita conoscenza della realtà dei fatti e della normativa vigente o altro che non riesco ad individuare.



Rispondo cercando di non alimentare ulteriori inutili polemiche che lasciano sempre il tempo che trovano e che non portano nessun contributo ne alla salvaguardia del territorio ne alla conservazione della biodiversità.

CONFLITTO DI INTERESSI
Il conflitto di interessi che solleva Coltorti nei miei confronti non è altro che il corretto svolgimento del ruolo di direttore della Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi nell’applicare la normativa vigente in materia di aree protette e conservazione della biodiversità; normativa che Coltorti, per quello che scrive, sembra non conoscere adeguatamente.

Come direttore della Riserva ho il dovere, per legge, di esprimere pareri su progetti che privati e enti pubblici intendono realizzare all'interno dell'area protetta e di proporre e/o realizzare direttamente come riserva progetti finalizzati alla conservazione della biodiversità. Questo per Coltorti è fonte di incompatibilità: una assurdità.

La Riserva di Ripa Bianca è stata chiamata ad esprimere un parere formale nell’ambito della conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Ancona per la valutazione del progetto preliminare “Trentin”. In qualità di direttore della Riserva ho espresso un parere scritto inerente l’impatto ambientale che il progetto “Trentin” comportava sul sito di interesse comunitario “Fiume Esino in località Ripa Bianca” sulla base della procedura di Valutazione di Incidenza della Direttiva comunitaria “Habitat” 92/43 recepita dall’Italia con D.p.r. 357/97 e sulla base di quanto previsto dalla della L.R. 15/94 e dall’atto istitutivo della Riserva.

Successivamente la Riserva di Ripa Bianca ha affidato al geologo Dignani e ad altri tre professionisti (l'architetto Carlo Brunelli, il biologo Carlo Scoccianti e l'ingegnere Andrea Sorbi) l'incarico di progettazione per la redazione di un progetto di riqualificazione ambientale delle aree di laminazione e nel ruolo di direttore della Riserva ho partecipato come coordinatore del gruppo di lavoro per far si che le finalità del progetto fossero quanto più attinenti all’obbiettivo gestionale prioritario della Riserva, quello della conservazione della biodiversità.

Per quanto riguarda il progetto “Falappa”, in considerazione dell’esistenza per la stessa area del progetto preliminare “Trentin” già finanziato e con simili finalità idrauliche (e non esecutivo come dice Coltorti), e di una idea progetto presentata dalla Riserva al Comune di Jesi con finalità di riqualificazione ecologica e conservazione della biodiversità, ho inviato alla Regione Marche una lettera per richiamare l’attenzione dell’amministrazione regionale sui risultati tecnici che avrebbe prodotto l’incarico all’Ing. Falappa, al fine di individuare la soluzione tecnica e funzionale migliore agli obiettivi gestionali della Riserva.

NATURALISTI INESPERTI BLOCCANO I PROGETTI
Coltorti si chiede meravigliato “Possibile che un progetto esecutivo già finanziato venga bloccato e si cerchi di stravolgerlo? ”Possibile che dei naturalisti inesperti mettono sotto scacco una intera comunità?” Coltorti scrive anche “…ma i gestori della Riserva, ed attuali progettisti dell’ennesimo intervento, si sono sempre opposti a qualsiasi operazione che potesse interessare sia l’alveo che le sponde perché a loro parere potrebbero compromettere l’ecosistema fluviale”.

In quanto direttore della Riserva, agronomo con specializzazione post laurea in “Gestione dell’ambiente naturale e delle aree protette” e come sostiene Coltorti “naturalista inesperto” ho dato un parere richiesto da una istituzione pubblica nell’ambito di una conferenza istituzionale sulla base della normativa vigente.

Il parere è risultato negativo, sulla base della procedura della valutazione di incidenza prevista dalla Direttiva comunitaria Habitat, per il forte impatto ambientale del progetto, relativo all’asportazione di circa 61.000 metri cubi di ghiaia dal fiume (con conseguente distruzione di 2,5-3,0 ha di vegetazione fluviale) ed al ripetersi di altri prelievi di ghiaia ogni 3-4 anni, non compensato dagli interventi di miglioramento ambientale previsti dal progetto.

Riguardo il medesimo progetto la Riserva non aveva e non ha nulla in contrario sulla realizzazione delle opere di difesa previste dal progetto “Trentin” che difendono dal rischio idraulico le abitazioni ed altre aree della Riserva ne al prelievo di ghiaia sotto il ponte della superstrada, se realizzato nel rispetto della normativa vigente. Che poi il progetto “Trentin” sia bloccato dal 2007 in conferenza dei servizi presso la Provincia di Ancona non è certo da addebitare alla Riserva; la ricerca delle motivazioni dovrebbe essere fatta presso il Comune di Jesi e/o presso la stessa Provincia.

Per quanto riguarda il progetto “Falappa”, la Riserva non ha mai ricevuto formalmente il progetto per l’espressione di un parere per quanto di competenza e quindi è impossibile che lo abbia “bloccato”. Semplicemente, a quanto mi risulta, nessuno lo ha mai proposto nella fase esecutiva.

LA SEDE DELLA RISERVA ALLUVIONATA
Coltorti scrive: “…….rischio maggiore però interessa la Riserva dato che se si verificasse un evento analogo a quello del dicembre 1990, eventi che sono attesi con tempi di ritorno di 20-50 anni, il fiume uscirebbe dagli argini in sinistra idrografica spazzando nuovamente la pianura. Risulterebbero interessate da alluvionamento la sede della Riserva ed alcune delle abitazioni presenti in questo settore…..”. Coltorti sembra proprio non conoscere la realtà delle cose in quanto la sede della Riserva è già difesa dalle esondazioni da un argine realizzato circa dieci anni fa.

LA RISERVA NON HA ASSEGNATO IL PROGETTO TRAMITE BANDO
Coltorti scrive: “Questi tecnici hanno avversato e posto il veto su tutti i progetti avanzati da tecnici di indubbio valore e con conclamata esperienza anche nel campo dell’Ingegneria Naturalistica ed hanno infine avanzato un proprio progetto. Al sottoscritto sembra una procedura anomala ma qui non ci si meraviglia più di nulla. Forse sarebbe stato il caso di fare un Bando ma, in fondo, un progetto era stato già bandito ed assegnato all’Ing. Trentin!”

Gli incarichi diretti affidati ai professionisti dal Comune di Jesi, dalla Provincia di Ancona e dal WWF Italia sono legali e previsti dalla normativa vigente ma per Coltorti, a quanto pare, esistono tecnici figli di un Dio maggiore, per i quali vanno bene gli incarichi diretti, ed altri figli di un Dio minore, per i quali è auspicabile fare i bandi.

Coltorti si “meraviglia” che la Riserva di Ripa Bianca, gestita da un soggetto privato e non pubblico, non ha fatto un bando per l’assegnazione della progettazione ma sembra non meravigliarsi invece che il Comune di Jesi ha assegnato senza un bando ma con incarico diretto la progettazione sia all’Ing. Falappa sia alla società I.R.I.S. (progetto “Trentin”) per importi ben maggiori rispetto agli incarichi affidati dalla Riserva per la redazione del progetto preliminare.

Lo stesso Coltorti nel 2007, 2008 e 2009 ha ottenuto incarichi dalla Provincia di Ancona (coordinatore dell'osservatorio delle acque) e dal Comune di Jesi ("coordinamento tecnico scientifico per il miglioramento idraulico del bacino del Fiume Esino compreso fra Jesi e la foce, utilizzo del materiale di sovralluvionamento per la difesa costiera e produzione di biomasse per fini energetici") senza aver mai partecipato ad un bando, sempre con incarico diretto e sempre per importi superiori rispetto a quelli degli incarichi a Dignani e agli altri progettisti da parte della Riserva. Ma anche di questo Coltorti non si meraviglia.

IL PROGETTO DELLA RISERVA, DELL’ING. TRENTIN E DELL’ING. FALAPPA.
Coltorti non si meraviglia che il progetto dell’Ing. Falappa e quello dell’Ing. Trentin interessavano la stessa superficie ed avevano entrambi la medesima finalità principale: diminuire il rischio idraulico. Si stupisce invece della presenza del progetto della Riserva di Ripa Bianca che non ha finalità idrauliche ma di riqualificazione ecologica ed aumento della biodiversità (ottenendo contemporaneamente una riduzione del rischio idraulico) e oltretutto interessa tre diverse aree di laminazione, separate tra loro, e tutte interessate dalle esondazioni del fiume Esino (di cui una sola oggetto dei progetti “Falappa” e “Trentin”).

Il progetto della Riserva non ha una finalità idraulica perché questa non è tra le finalità dell’atto istitutivo della Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi che invece ha l’obiettivo della conservazione ed incremento della biodiversità. Il progetto della Riserva è finalizzato alla riqualificazione ecologica delle aree interessate dalle esondazioni del fiume Esino e se realizzato completamente porterà ad un aumento di 26,7 ettari di boschi ripariali ed aree umide, pari al 28,25% della superficie della Riserva. Il progetto della Riserva recepisce le finalità di numerose direttive comunitarie (Dir. Habitat e Dir. Quadro Acque), del P.A.I. e le indicazioni degli strumenti normativi di pianificazione vigenti.

Il progetto della Riserva, nella fase esecutiva, può integrarsi tecnicamente e completare naturalisticamente la realizzazione delle difese dal rischio idraulico per le abitazioni e per alcune aree della Riserva previste dal progetto "Trentin. In questa maniera si coniuga la difesa delle strutture con la conservazione della biodiversità. A conferma di questo approccio integrativo, il 27 agosto 2008 era già stata presentata a riguardo una idea di progetto al Comune di Jesi.

Il progetto della Riserva è stato inviato alla Provincia di Ancona e al Comune di Jesi nel mese di Marzo del 2010, non ha ricevuto pareri negativi di risposta e successivamente è stato positivamente valutato per la partecipazione a bandi comunitari. Il progetto è stato anche presentato alla commissione consiliare del Comune di Jesi sul fiume Esino ricevendo pareri favorevoli. L'unico contrario sembra essere Coltorti.

Tra l’altro, né il progetto del canale scolmatore, né il progetto di uno sghiaiatore o altro è stato mai posto all’attenzione della Riserva per una valutazione formale, per quanto di competenza, sulla base della normativa vigente.

SERGIO ROMAGNOLI
Ho avuto l’occasione solamente una volta di incontrare “Sergio Romagnoli” ma ho l’onore di portare avanti un suo sogno e progetto. Coltorti, caro amico di Sergio Romagnoli, lo chiama in causa per avvalorare le proprie tesi senza che costui possa dire la propria opinione. Ciò non merita neanche un commento e penso solamente che se Sergio Romagnoli fosse ancora in vita sarebbe probabilmente felice di vedere di anno in anno l’aumento delle specie animali e dei visitatori che frequentano la Riserva.

LA COMMISSIONE
Coltorti auspica l’istituzione di una commissione per valutare il progetto della Riserva. Propongo invece un convegno pubblico per la discussione dei tre progetti (Trentin, Falappa, Riserva Ripa Bianca) con la presenza di esperti esterni di indubbio valore, non coinvolti né economicamente né emozionalmente, dove i progettisti illustrano i tre progetti e gli esperti e il pubblico possono farsi le proprie idee ed esprimere le proprie opinioni.


da David Belfiori

Riserva Regionale Ripa Bianca di Jesi





Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2012 alle 19:13 sul giornale del 16 gennaio 2012 - 1558 letture

In questo articolo si parla di attualità, Riserva Regionale Ripa Bianca di Jesi, ripa bianca, David Belfiori

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Dove sono stati l'oasi di ripa bianca e il wwf jesi nei tre anni di lotta contro la raffineria e centrale a biomasse sadam (che, vale la pena ricordarlo, sarebbe dovita sorgere ad un tiro di sputo dall'oasi) ?

E cosa pensano l'oasi di ripa bianca e il wwf jesi dei megastore e dell'outlet che sorgeranno ad un tiro di sputo dall'oasi ?

Mi scuso per l'off-topic.. ma è così raro sentir parlare certi signori.. che ho approfittato.

comelaneve

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