Mangialardi sulla polemica dei pagamenti all'esercito: 'Se pago allora scelgo io'

Maurizio Mangialardi 1' di lettura 08/02/2012 - Ed è polemica sulle richieste di intervento dell'esercito, avanzate dai comuni di Arcevia e Castelleone di Suasa, subordinate però al pagamento da parte dei comuni. Si tratterebbe di 70 euro al giorno per militare più vitto e alloggio.

“Fortunatamente ci siamo resi autonomi e non abbiamo avuto bisogno di chiedere l'intervento dell'esercito -precisa il sindaco Maurizio Mangialardi- ma se l'esercito deve essere pagato, allora, con tutto il rispetto, preferisco spendere quei soldi per scegliere il personale che mi deve aiutare. Da un punto di vista istituzionale l'esercito non può essere pagato, se devo pagarlo allora non lo voglio”.

Per questa prima ondata di maltempo il piano neve disposto dal comune ha retto bene. “Per il fine settimana ci stiamo preparando ad una nuova ondata di maltempo ma devo dire che per ora il nostro comitato ha lavorato molto bene -aggiunge Mangialardi- con turni anche insostenibili i nostri operatori hanno spalato la neve sotto le intemperie e con temperature sotto zero. Sulle strade urbane oggettivamente non si sono stati problemi. Qualche criticità si è avuta nelle zone collinari e nelle strade private dove non potevano intervenire”.

Martedì sera intanto, durante la trasmissione di Rai Tre Ballarò il Governo ha accennato ad un dietrofront con il ministro dell'Ambiente Clini che ha dichiarato che "non saranno i comuni a pagare l'esercito". Una dichiarazione informale dalla quale si attende la conferma ufficiale del Governo.






Questo è un articolo pubblicato il 08-02-2012 alle 09:17 sul giornale del 09 febbraio 2012 - 2605 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, neve, esercito e piace a eneabartolini

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Puffo Brontolone

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Ineccepibile ma...un articolo che inizia con la parola "Intanto" non si può leggere! Dottoressa Mancinelli, era per caso una parte di un articolo più lungo?

Luigi Mazzotti

Commento sconsigliato, leggilo comunque

L'ho trovato scritto su www.forzearmate.org:

Di polemiche l’ondata di maltempo e neve sembra destinata a crearne ancora. Dopo la battaglia tra Alemanno e Gabrielli, combattuta a colpi di interviste sulla ormai memorabile questione dei millimetri-centimetri di neve, ora è la volta dell’esercito.
Alcuni Sindaci puntano il dito contro la Difesa denunciando che l’intervento dei militari per spalare la neve è a pagamento. Urbino sborserebbe 700 euro al giorno per 10 spalatori (in tuta mimetica), a cui vanno aggiunte le spese per vitto e alloggio.

Ad Ancona il Sindaco dichiara di spendere 200 euro al giorno per i bobcat, 800-900 per una ruspa e poco meno di 100 euro a testa per ogni militare.

I comuni sono già a corto di risorse e in un caso di emergenza simile devono pure pagare le forze armate, già mantenute dai contribuenti? La polemica è ora sulle prime pagine di tutti i principali siti d’informazione.

Tanto che in serata è giunta la precisazione del ministero della Difesa: “il problema dell’onerosità dei concorsi – si legge in una nota – riguarda i rapporti tra le Amministrazioni ministeriali”. In altre parole, se verrà riconosciuto lo stato di emergenza, arriveranno le risorse per compensare le spese dell’intervento dei militari.


Le norme, disciplinate dal Regolamento di contabilità generale dello Stato, prevedono che gli oneri finanziari connessi con gli interventi per calamità e sostenuti dall’Amministrazione della Difesa sono a carico della stessa autorità civile che li ha richiesti, alla quale va inoltrata la relativa richiesta di rimborso «a consuntivo». Un rimborso, sottolineano le fonti, «peraltro

minimo rispetto alle reali spese sostenute per gli interventi e per i mezzi impiegati perchè relativo alle eventuali spese connesse con il personale: quelle di missione, nel caso in cui i militari siano impiegati al di fuori del comune dove è di stanza l’ente militare, e di straordinario, solo se il personale rimane impiegato oltre il normale orario di servizio».

Nel caso specifico, inoltre, poichè l’emergenza è ancora in atto, «i comandi militari impegnati non hanno inviato alcuna nota spesa ai comuni interessati».

Ma la situazione è molto complicata, anche perché ci sono alcune regioni come le Marche che ancora non hanno richiesto lo stato di emergenza e forse non lo faranno. Secondo il governatore Gian Mario Spacca, a pagare, in base al decreto Milleproroghe, sarebbero ancora una volta gli stessi cittadini con l’aumento ad esempio delle accise sulla benzina.
Il freddo che sta ghiacciando l’Italia intera non gela nuove polemiche. Tanto che è di poco fa la notizia di un’altra polemica sulla benzina dei mezzi dell’esercito a Conca Casale, in provincia di Isernia. Fonte: http://www.cronacalive.it





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