Castelbellino: l'Amministrazione risponde al lettore di Vivere Jesi sulla centrale a biogas

Comune di Castelbellino 29/02/2012 - Gentile Direttore,
la lettera di opinione di un lettore di questo giornale online, ringraziandola fin da subito per averla pubblicata, ci permette di fornire ancora interessanti informazioni in merito alla questione ambientale relativa al progetto di impianto di produzione di energia a biogas a digestione anaerobica da 999 KW in attesa di Autorizzazione Unica presso la Regione Marche.

Il primo approfondimento riguarda l'ambiente: il Comune di Castelbellino, in maniera laica e non ideologica o partigiana, si è sempre posto e si pone un serio problema di impiego responsabile delle energie rinnovabili e sostenibili che non penalizzi il territorio.

Non è un caso che gli impianti fotovoltaici comunali più grandi si trovano sopra i tetti dei beni immobili comunali; e con gli utili generati si è provveduto a sostituire l'amianto in tutte le strutture pubbliche in cui era presente. Ma in quel caso gli impianti li ha realizzati il Comune.

Cosa ben diversa è la salvaguardia della salute, ovviamente non indipendente dalle questioni ambientali, perché qualsiasi valutazione di merito non può prescindere dal corretto utilizzo dei dati tecnico scientifici; valutati, in maniera analitica e seria.

A condizione che non si utilizzino i dati per trasmettere paure o per far carriera politica presentandosi alle elezioni per lucrare i voti degli impauriti. Occorre separare bene le opinioni, dalla scienza, dalla legge, dai desideri; e dalla politica strumentale.

Sono stati autorizzati ultimamente impianti a biogas a Jesi e ad Apiro, in un caso anche a combustione diretta di biomassa, è possibile che osservatori così attenti ed esperti non abbiano fatto niente per bloccare gli impianti? E' possibile che quegli impianti non rappresentino alcun problema e quello di Castelbellino si? E' possibile parlare di dati scientifici forniti "a rate"? La prima assemblea del comitato Salute e Tutela alias Movimento 5 Stelle ha concentrato l'attenzione sulla CO2 e sulle polveri sottili; sconfessati dal bilancio tra produzione ed emissioni pressoché a zero della CO2 (per questo l'energia prodotta da biogas è chiamata rinnovabile e sostenibile e va incontro alle esigenze del Protocollo di Kyoto) e del basso contenuto di polveri sottili, il Comitato non ha più parlato di questi temi; ricordiamo, per informazione, che le emissioni di polveri sottili sono pari a quelle di un camino domestico che brucia 43 quintali di legna da ardere, al netto delle emissioni di diossina che vengono prodotte dalla combustione della legna. Cioè tutto l'impianto ha le stesse emissioni di polveri sottili di un camino domestico in una invernata dura come questa.

Tutto ciò, non per dimostrare che va tutto bene (non ci interessano questi scopi!) ma per asserire che i dati scientifici devono essere presentati per quelli che sono e non per quelli che vorremmo che fossero per mettere paura ai cittadini, giustamente interessati alla salute pubblica (infatti abbiamo sempre detto quello che non va, ed oggi continuiamo a dirlo, aiutati dagli studi di approfondimento di alcuni amministratori di Castelbellino che nella vita svolgono le professioni di biologo ricercatore, di tecnico ambientale, di ingegnere ambientale, di laureato in scienze naturali e della terra, di avvocato, per le questioni legislative, che siedono in consiglio comunale a Castelbellino e da professionisti e tecnici esperti nei settori di interesse).

ll Comitato di Tutela e Salute, che si dice composto da esperti ma gli stessi non ci hanno mai detto con quali titoli di studio e professionali si dichiarano tali, invece di confutare i dati che abbiamo proposto nelle assemblee dell'amministrazione comunale (se fossero state bugie avrebbero avuto le gambe corte!) hanno cambiato tattica: via la CO2, via le polveri sottili dalla discussione, perché appena sconfessate non facevano più comodo; in un volantino di presentazione di una nuova assemblea si sono inventati il nuovo problema di tonnellate di monossido di azoto e di altri nubi tossiche. Fatta salva la realtà che il monossido di azoto è un inquinante presente in tutte le fasi della combustione e contemporaneamente è un gas utilizzato in molte applicazioni biologiche sanitarie, bisogna ricordare che esso è associato a molte macchine industriali e civili che utilizzano il principio di produzione di energia meccanica, elettrica e termica; per esempio, il riscaldamento di una grande serra, piccoli impianti aziendali o impianti di trasformazione di prodotti alimentari, generalmente producono, in funzione del carburante usato, grandi quantità di monossido di azoto difficilmente equiparabili nel confronto tra impianti che lavorano con emissioni istantanee e tempi di lavorazione diversi, ma che producono livelli di emissioni giornaliere molto alti. Quindi, quando parliamo di inquinanti, perché vengono tollerate le produzioni di monossido di azoto nei processi di combustione nelle caldaie, nei camini, nei motori, nei generatori di corrente e calore? Sarà per un impazzimento della comunità scientifica o perché la stessa ne ha valutato gli effetti? Il problema è capire bene la valenza degli inquinanti dei sottoprodotti di ogni processo di combustione. Si scoprirà così che il vero problema, rispettivamente ambientale e sanitario, risiede nelle emissioni di CO2 e nelle polveri sottili, come tutta la comunità scientifica afferma. Si ricorda, in merito, la particolare ordinanza emessa dal Sindaco di Ancona e da altri Sindaci italiani finalizzata al blocco del traffico e degli impianti che producono polveri sottili; l’ordinanza fece molto discutere perché intendeva bloccare anche le pizzerie a legna che sono al centro dell’attenzione scientifica da anni per le emissioni di CO2, di polveri sottili, di diossina, ed ovviamente anche di altri prodotti della combustione tra i quali l’ossido di azoto rappresenta un problema considerato minore. Anche se esiste.

Si riporta l’esempio perché le pizzerie a legna sono considerate impianti con elevati valori di emissioni giornaliere di ossido di azoto. Allora bisogna dare ad ogni discorso, la valenza scientifica ed ambientale che possiede, e questa la valuta la comunità scientifica italiana ed internazionale non gli amministratori di Castelbellino che si affidano agli scienziati stessi.

Non entriamo in ulteriori dettagli, non è una lettera la sede adatta, ma siamo pronti ad entrarci in ogni momento. A Jesi, Apiro, ed anche a Cingoli sembra che l’ossido di azoto non costituisca un problema.

E' certo che, se ogni discorso scientifico è forgiato sul principio di relativizzazione allo zero per facoltà di comodo è inutile confrontarsi; qualsiasi confronto con zero è una quantità maggiore. Di certo non viviamo in un mondo in cui si vive a “zero”; non ci muoviamo soltanto a piedi, non ci riscaldiamo soltanto con il sole, o non utilizziamo la dinamo della bicicletta per illuminare la nostra casa.

In più occorre ricordare che sono tutt’altro che zero le polveri sottili e la CO2 emesse durante la produzione di energia che utilizza i combustibili fossili, in via di esaurimento, come petrolio, carbone, gas naturale e di petrolio liquefatto. Tutti combustibili che il mondo ci chiede di ridurre drasticamente attraverso il protocollo di Kyoto, perché principali responsabili dell’effetto serra, delle mutazioni climatiche e di molte malattie sanitarie, a favore delle energie rinnovabili e sostenibili come quelle prodotte da Biogas. Non ci risulta che spegniamo, nè i Comitati chiedano di spegnere, le nostre serre florovivaistiche o i nostri impianti aziendali che usano prevalentemente i derivati del petrolio o il gas, con tutte le emissioni di polveri e CO2 che ne derivano.

Allora dobbiamo essere onesti e confrontarci seriamente, ricordando che l'altra faccia della medaglia delle eccessive paure dei cittadini sono gli effetti di una eccessiva propaganda “al bisogno”che il Comitato Tutela Salute alias Movimento 5 Stelle - Lista Grillo vuol fare in parte, anche a fin di bene per la popolazione, ma che in questo periodo è principalmente congeniale per sostenere il proprio Partito ed il proprio Candidato a Sindaco di Jesi, che nella stessa giornata di giovedì, con tre comunicati diversi ai giornali, ha parlato da esperto dell'ambiente e della salute, da candidato a sindaco di Jesi, da critico politologo sminuendo le "primarie del nulla". Un miracolo!!! Uno e Trino nello stesso giorno, con tutto il rispetto per i cattolici. Miracolo che non si è verificato nei mesi scorsi, lontani dalle elezioni, quando venivano autorizzati gli impianti di Jesi, Apiro, Cingoli ed anche Osimo.

Anche perché quando si scende in politica, lo sfolgorio della proposta del nuovo che avanza si affloscia subito se non si racconta la verità. Verità che proviamo a ricercare attraverso quattro semplici domande retoriche. La prima: è possibile che tutti i partiti politici italiani, dal primo all'estrema sinistra all' ultimo all'estrema destra, richiamino la necessità di inserire le energie rinnovabili e sostenibili nei loro programmi politici e di governo? La seconda: è possibile che tutte le Regioni Italiane, recependo la normativa europea ed i principi del “programma 20-20-20” (portare al 20% il risparmio energetico e al 20% il consumo di fonti rinnovabili entro il 2020) si stiano tutte organizzando a partire dalla Lombardia di Formigoni, dall'Emilia Romagna di Errani fino alla Puglia di Vendola (queste sono tra le regioni italiane con indici più elevati di produzione di energia da biogas), per assassinare i propri cittadini con l'inquinamento? La terza: è possibile che le principali associazioni ambientaliste italiane ed internazionali, tra le quali Legambiente, WWF, Greenpeace, con i dovuti accorgimenti, mettano a capo dei principi di "salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica" l'utilizzo di energie rinnovabili e sostenibili ed in particolare il biogas, il fotovoltaico, l'idroelettrico, l'eolico, la geotermia? Ultima domanda: è possibile che anche il nuovo che avanza, come il Movimento 5 Stelle, metta nel proprio programma nazionale per il settore energia, cito copiando, "produzione di energia elettrica aumentando gli incentivi alle fonti rinnovabili, legalizzando e incentivando i biocombustibili; produzione di energia termica con fonti rinnovabili come la biomassa vergine e la produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti" e lo stesso Movimento 5 Stelle di Jesi fa finta di non accorgersi?

E' possibile fare dei discorsi seri senza giocare con le paure dei cittadini e l'intimità delle persone per spillargli un voto, facendo analisi obiettive, confronti e discussioni soprattutto oneste? Perché se il Movimento 5 Stelle dice ai cittadini che tutto ciò “fa male” a prescindere, dovrebbe anche spiegare perché loro insieme a tutti gli altri partiti, associazioni, istituzioni e tutti coloro che si occupano di partecipazione democratica, lo propongono.

Rispondendo al lettore preoccupato diciamo: questi sono i motivi per i quali distinguiamo i cittadini comuni, giustamente preoccupati e desiderosi di conoscenza, da chi svolge attività politica nel Comitato di Tutela. Questo è il motivo per il quale la porta dell'ufficio del Sindaco è sempre aperta ed i cittadini che ci interpellano per essere informati ci chiamano non per ascoltare la verità degli uomini politici di parte, ma per sentire il pensiero degli amministratori che hanno eletto e dei quali si fidano ancora, perché non incontrano le persone del Comitato di Tutela quando si sta costruendo un nuovo asilo nido, si rinnovano le scuole, si finanziano i servizi sociali come pochi Comuni in Vallesina; quando si costruisce il fotovoltaico sui tetti per finanziare opere di rimozione dell'amianto o quando gli assessori guidano i mezzi comunali perché i pochi e laboriosi dipendenti comunali non arrivano a far tutto; quando montiamo palchi o ripariamo i semafori, quando spaliamo la neve e giriamo in compagnia della Protezione Civile di giorno e di notte per superare l'emergenza e quando lavoriamo per le nostre associazioni durante le manifestazioni popolari. A Castelbellino conoscono bene le nostre facce!. A Castelbellino, più di cinque Stelle le vedono sicuramente gli amministratori che di giorno lavorano per la propria famiglia ed in tarda serata lavorano con passione per la comunità in cui vivono; ma in questo periodo più di cinque Stelle le vedono anche i nostri familiari, vittime principali delle campagne d'odio e delle minacce che ci raggiungono in ogni dove come effetto delle campagne di disinformazione (si caro lettore, di questo si tratta!) finalizzate alla creazione dell'allarmismo pubblico ed al proprio tornaconto politico. E questo è il motivo per il quale ci confrontiamo con i cittadini e non ci confrontiamo con il Comitato di Tutela Salute alias Movimento 5 Stelle, dai quali abbiamo sentito una timidissima presa di distanza in una assemblea e mai un comunicato pubblico (tra le decine di comunicati giornalistici che mandano ogni giorno) con la richiesta di solidarietà per gli amministratori e con la richiesta pubblica di rigetto di minacce, bigliettini anonimi ed accuse ingiuriose. Aspettiamo ancora. A quel punto, saremo pronti ad ospitarli nuovamente in un Forum Tecnico sul biogas ed a discutere di contenuti.

Ma torniamo alla questione principale: la questione ambientale.

Nell'ordine del giorno approvato pochi giorni fa in consiglio comunale, abbiamo posto all'attenzione dell'istituzione comunale e dei cittadini presenti, alcune problematiche ambientali che da sempre ci preoccupano e che ci hanno condotto molto spesso a momenti di confronto teso e serrato con l'azienda privata costruttrice dell'impianto: l'alterazione del paesaggio agrario che si avrebbe con la produzione intensiva di biocarburanti, le emissioni odorigene, l'utilizzo dei sottoprodotti da fermentazione anaerobica (digestati), la concentrazione di impianti in territori poco estesi, la vicinanza al centro abitato e così via, punto per punto, in un lungo elenco relativo ad interventi territoriali ed ambientali. I temi verso i quali si esprimono riserve o autentica contrarietà sono riportati nell'ordine del giorno che Le chiediamo, cortesemente, egregio direttore, di pubblicare, al fine di fornire ulteriori mezzi per l'approfondimento dei cittadini. (Ndr., Vivere Jesi è lieta di pubblicare come in ogni occasione in cui è possibile, il testo integrale dei documenti prodotti così che i lettori possano sempre farsi un'idea precisa e diretta delle questioni, sempre che abbiano la pazienza e la volontà di approfondire e voler conoscere senza affidarsi ai "sentito dire". Anche in questo caso in fondo all'articolo, come al link poche righe sopra, è possibile reperire il documento in forma integrale)

Per quanto riguarda la salvaguardia della salute il problema è ancora più complesso, e se permette il lettore al quale ci riferiamo in risposta, ancora più spinoso.

Per una analisi obiettiva occorrono: l'analisi scientifica dei dati, lo studio sulla valenza degli effetti, la normativa nazionale ed europea in materia ambientale, sanitaria ed energetica; e l’analisi di quegli stessi principi ambientali spesso richiamati dal Comitato che sono però contenuti nei decreti legislativi (non scritti dal Comune di Castelbellino!) attraverso i quali, volenti o nolenti, si autorizzano gli stessi impianti di cui parliamo (e non li autorizza il Comune di Castelbellino).

E' facile dire che si può far tutto per bloccare gli impianti favoriti dalla legge nazionale ed accusare il Comune di non farlo. E pubblicizzare di aver mandato diffide che in Comune non sono mai arrivate.

In realtà, qualora fosse vero l'asserito, qualsiasi cittadino e qualsiasi comitato può ricorrere al Tar ed al Consiglio di Stato, alla Procura della Repubblica, alla corte Costituzionale. Lo ribadiamo perché il Comitato 5 Stelle nei giorni scorsi non lo ha capito bene (o ha fatto finta di non capire): non siamo noi che denunciamo il Comitato o che denunciamo chi ci diffida, ci mancherebbe altro, ma siamo noi stessi che chiediamo di andare alla Procura della Repubblica se si pensa di aver rilevato qualcosa di non regolare.

Per fare un esempio: abbiamo rilevato difformità sulle procedure di autocertificazione dell’azienda costruttrice finalizzate alla richiesta di contributi ed abbiamo informato la Regione Marche, responsabile della verifica di conformità delle pratiche per l'assegnazione degli incentivi europei. Non sappiamo se sono giuste o no le nostre impressioni, ce lo dirà la Regione Marche rivalutando il processo istruttorio. Comunque il principio è quello che se si osserva una difformità, la si comunica ad un soggetto interessato o agli organismi definiti dalla legge e si aspetta la pronuncia.

Nei confronti del Comune di Castelbellino, le parole che ascoltiamo per strada sono molte, le accuse sono sovrabbondanti, le insinuazioni non mancano, ma i fatti sono pochi.

E' la terzietà e la responsabilità giuridica ed amministrativa che danno fastidio ad alcuni ma che ci permettono di affermare pubblicamente le informazioni che abbiamo dato in questi giorni alla cittadinanza, emanando anche gli atti politici consequenziali come l'ultimo ordine del giorno in consiglio comunale. I discorsi sono ormai chiari: siamo favorevoli alle energie rinnovabili ma non riteniamo adatto il luogo di Scorcelletti, un luogo già gravato dalla presenza della limitrofa zona industriale, tra la Via dei Tesori (pista ciclabile), il corridoio rurale-fluviale, tra Pantiere e Stazione e vicino al depuratore consortile. L'amministrazione comunale di Castelbellino, non fa come altri che per populismo dicono: a noi vanno bene le rinnovabili, basta che non siano sotto casa nostra. Perchè poi bisogna andare in Regione a spiegarlo con argomenti seri e ben definiti per chiedere un confronto sui fatti e non sulle emozioni. Non basta, e non serve a niente dire soltanto un NO se non si forniscono giustificazioni sostenibili dal punto di vista legislativo. Bisogna fornire le motivazioni o creare le condizioni amministrative affinché si possano approfondire tutte le condizioni che determinano gli effetti delle deliberazioni. La Conferenza dei Servizi non è la piazza o il bar; in questi luoghi si può dire e fare tutto, nei luoghi delle istituzioni bisogna ponderare ciò che si dice e sapere ciò che si fa.

Per questo abbiamo presentato le osservazioni alla Conferenza dei Servizi con tantissime richieste costruttive e gestionali relative all’impianto, per questo abbiamo approvato l’ordine del giorno che sarà esaminato anche da tutti i consigli comunali limitrofi e spedito in Regione.

Per gli stessi motivi abbiamo richiesto all'azienda costruttrice di spostarsi in un luogo limitrofo; l'impianto è fortemente voluto nel luogo richiesto in quanto favorito dalla presenza della centralina ENEL di Scorcelletti la cui vicinanza fa risparmiare centinaia di migliaia di euro all'azienda stessa per la realizzazione dell'allaccio all'elettrodotto.

E dopo aver chiesto le integrazioni di documenti e gli approfondimenti previsti dalla legge, richieste fatte all’azienda per ben sette volte sospendendo ogni volta la DIA, non resterebbe altro che accettare le conseguenze di un atto unilaterale che forzi la legge non rispettandola, cosa che non faremo mai, perché il rischio di risarcire con milioni di euro la società costruttrice, che poi pagheranno i cittadini, è dietro la porta. In più non avremo affatto scongiurato la costruzione o dell’impianto da 249 kW di potenza o quello da 999 kW.

E' molto più facile raccontare notizie approssimate di comodo che verità scomode. Non si bloccano gli impianti con le emozioni o le paure o con il copia-incolla di documenti adattati, anche se farlo credere ai cittadini non costa nulla. Così come non ha senso prendere come riferimenti le esperienze di blocco di altri luoghi in Italia, perche ognuna è portatrice di contesti diversi e procedimenti autorizzativi ed autocertificativi diversi.

Per esempio, un attivista del comitato ed ex candidato (guarda caso!) non eletto alle ultime elezioni del 2009 contro questa amministrazione, chiedeva pubblicamente come mai è stato possibile bloccare pochi giorni or sono la centrale di Matelica e non è possibile bloccare quella di Castelbellino: la risposta gliela diamo noi, abbiamo già verificato (le domande dovrebbe farle a noi, che siamo i suoi amministratori, ma questo non capita mai): l'azienda costruttrice di Matelica ha presentato istanza di autorizzazione di un impianto alla Provincia di Macerata (e non al Comune ed alla Regione), richiedendo la Valutazione di Impatto Ambientale, non richiesta per gli impianti da 1MW di potenza (oggi fino a 3 MW) che poi vengono autorizzati definitivamente con una Autorizzazione Unica Regionale (Conferenza dei servizi). La Provincia di Macerata, evidenziando problemi sia di carattere giuridico che territoriale l’ha bocciata. E’ probabile che la stessa azienda rinunci alla costruzione dell’impianto, ma potrebbe anche ritentare la via dell’Autorizzazione Unica senza il passaggio in Provincia, e si ricomincerebbe tutto daccapo con una normativa meno stringente. Per l’impianto di Castelbellino con l’autorizzazione in itinere non è prevista la VIA, che altrimenti avremmo richiesto. Ricordiamo inoltre, che come impianto di “pubblica utilità”, quello a Biogas non è sottoposto ai vincoli posti dal Piano Paesistico Ambientale Regionale, normativa di riferimento dalla quale vengono emanati i PRG. Questa notizia la evidenziamo anche per il lettore di “Vivere Jesi” del quale conosciamo, al di là delle tante buone intenzioni presentate, il desiderio di “indagare” nella direzione dei vincoli di Piano; ma purtroppo, gli impianti in oggetto “scavalcano” completamente i PRG e l’approvazione in Regione con Autorizzazione Unica costituisce titolo di variante urbanistica al PRG.

Questo ci permette di invitare l’attivista di cui sopra, il lettore preoccupato e tutti i cittadini interessati a chiamarci o venirci a trovare in comune per dubbi ed incertezze, perché come ampiamente sottolineato, abbiamo le conoscenze e le competenze per spiegare molte cose: l'Assessore all'Ambiente del Comune di Castelbellino è il Responsabile Regionale dell'ENEA, ente statale che si occupa di energie rinnovabili.

Ma è sempre meglio una premura in più da condividere con i cittadini che una sottovalutazione di una questione specifica; quindi aspettiamo.

Oggi, non sappiamo come andrà a finire la Conferenza dei Servizi in Regione finalizzata al rilascio dell’Autorizzazione Unica; di certo, ne rispetteremo l’esito e non faremo nessun commento. Non parteciperemo ad alcun coro: nè al coro di chi ringrazierà, in caso di un esito, né al coro di chi accuserà, in caso di esito contrario. Continueremo a comportarci da Istituzione Comunale.

Se il Comitato fosse meno pregiudizievole nei nostri confronti, potrebbe anche trovare negli amministratori degli informatori preoccupati più di loro di tutelare il territorio, la legge e tutti i principi costituzionali di salute pubblica dei cittadini e di impresa definiti dalla Costituzione Italiana.

Non è un caso che abbiamo fatto più volte aperture di credito nei confronti del Comitato e li abbiamo perfino autorizzati ad “entrare” in Conferenza dei Servizi (ma questo non lo ricordano mai!), a condizione che la finalità del confronto fosse un percorso di comprensione condiviso del procedimento e non un accanimento mediatico e politico nei confronti del Sindaco e del Comune; ma siccome il Comitato parla poco di procedure amministrative finalizzate alla tutela del territorio e molto di tumori, di morte, di nubi tossiche, di Turbogas di Jesi (che è tutt’altra cosa dal biogas), di meriti per aver bloccato la Turbogas quando questo merito lo ha il Consiglio Comunale di Jesi, di Consiglio Comunale di Castelbellino “assurdo”, “surreale”, “inaggettivabile” (mancando di rispetto anche nei confronti delle istituzioni e della comunità) allora si comprende bene come da questo cocktail di parzialità e comportamenti prenda origine il nostro sentimento di diffidenza nei confronti del Comitato Tutela Salute alias Movimento 5 Stelle-Lista Beppe Grillo. E’ impossibile collaborare con chi parla d’altro oltre al biogas, in particolare di elezioni comunali a Jesi.

Cordiali saluti e grazie per l'attenzione riservata a questa risposta.



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Il testo integrale dell'ordine...






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-02-2012 alle 18:07 sul giornale del 01 marzo 2012 - 3212 letture

In questo articolo si parla di attualità, comune di castelbellino, castelbellino

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Bellissimo.

Sei pagine di "vuoto", dove l'unica cosa che si capisce è la "critica politica" verso gli esponenti del "comitato Salute e Tutela alias Movimento 5 Stelle" che, a detta di chi ha redatto il comitato, lo farebbero per raccimolare qualche voto basato sulla paura della gente.

Ora ho qualche dubbio in merito, prometto che studierò meglio la legge elettorale e l'organizzazione territoriale ... ma non credo di sbagliarmi se dico che CASTELBELLINO sia una citta DIVERSA da JESI .. e che alle amministrative di un qualsiasi comune possano votare SOLO i residenti del comune ...

Caro "Comune di Castelbellino", firmatario del comunicato, e caro "Mr. X", estensore fisico del comunicato, ce lo facciamo insieme un ripassino della legge elettorale? Magari, da jesino, scopro di poter venire a votare a castelbellino.

Ovviamente nel mio commento precedente intendevo "a detta di chi ha redatto il comunicato" non "a detta di chi ha redatto il comitato"

Roberto Celani

Caro Marco,
dovresti sapere che Pantiere (paese dove dovrebbe essere installato l'impianto a biogas) è a due passi da Jesi.
Non solo, Pantiere è per metà sotto il Comune di castelbellino e per metà sotto il Comune di Jesi.
Non solo, a detta del sedicente comitato, le firme di quella specie di diffida al Comune di Castelbellino, vengono prese anche a Jesi.
Studia Marco, studia che è meglio.

Egr. Roberto Celani.
A Jesi c'è una popolazione elettorale di oltre 30.000 persone.

Il suo discorso (e quello dell'amministrazione di castelbellino) sarebbe stato sostenibile a sole 2 condizioni:
1) su "meta' pantiere" ci fosse stato un elettorato attivo superiore a quello di jesi
2) l'amministrazione competente fosse quella di jesi

Visto che nessuna delle due condizioni sono vere, la sua proposizione è, dal punto di vista dell'algebra booleana, e del buon senso, FALSA.

Studi, Roberto Celani, studi.

Roberto Celani

Caro Marco,
la tua tesi è insostenibile e puramente demagogica, perchè:
1- La popolazione di Pantiere sotto il Comune di Castelbellino è di circa 500 persone, non credo faccia schifo a nessuno ottenere il loro voto;
2 - L'Amministrazione competente è quella di Jesi.

Visto che entrambi le condizioni sono vere ritengo che almeno la geografia vada meglio approfondita.

Studia Marco, studia.

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Leggo solo ora l'interessantissima risposta del Comune di Castelbellino sul tema e le risposte (ancor più interessanti...) di Marcomanno.
Complimenti all'amministrazione di Castelbellino. Queste questioni - almeno secondo il mio parere - si affrontano esattamente così: sapendo di cosa si parla, con la necessaria (direi mandatoria) onestà intellettuale, senza timori reverenziali nei confronti di chi - pur minoranza - sa essere molto rumoroso e va a toccare le “zone” più indifese dell’elettore medio. Con questo mio commento, voglio aggiungere tre piccoli contributi personali:
1) Il sito di NimbyForum va visitato. Dovrebbero farlo tutti, specialmente i cittadini comuni: imparerebbero almeno a difendersi ... Il Comune di Castelbellino è dotato di un'amministrazione che sta trattando la materia esattamente come suggerisce la Mission del sito: complimenti e ne suggerisco a tutti una bella lettura. Già che uno è lì, leggetevi pure l'elenco delle iniziative infrastrutturali "bloccate" nel nostro Paese. E' molto istruttivo.
2) Ma il gas generato da una discarica grazie alla digestione anaerobica della parte organica, se uno non lo capta e lo brucia, dove finisce? Ma è chiaro, nell'atmosfera. E questo ha a che fare qualcosa o no con l'effetto serra e l'inquinamento dell'aria in generale? Ah, saperlo, saperlo... diceva Riccardo Pazzaglia!
3) Quella della CO2 antropogenica che "provocherebbe" il riscaldamento glbale per effetto serra è una delle più grosse "bufale" del secolo scorso. Sono un ingegnere chimico, esperto di fenomeni di trasporto di materia, energia e quantità di moto, che è la fisica base che dovrebbe dimostrare il fantomatico effetto serra. Vi allego un sito da cui scaricare uno studio accademico molto ben fatto che dimostra la "bufala"! Il consiglio è "studiatevelo" (ovviamente chi crede di averne bisogno, magari perché ritiene di non essere portatore di verità infusa; io – ad esempio - l'ho fatto, investendoci una settimanella ...). Il sito è:

http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/0707/0707.1161v4.pdf

Concordo in pieno con Roberto Celani - che non conosco ma mi auguro di poter presto conoscere: bisogna studiare, studiare, studiare sempre. Lo so, è faticoso e non ci si guadagnano consensi, ma è l'unica cosa da fare per evitare di dire sciocchezze e provare ad essere un po’ socialmente "onesti".
Auguri alla centrale di Castelbellino. La partita non è del tutto persa! Anche se spuntarla sarà comunque complicato (sa, ci sono un sacco di tornate elettorali in vista e non siamo ancora alla fame, per cui ...........)
Saluti