Arcevia: Italia Nostra su piano cave, 'La Provincia ci riprova'

2' di lettura 16/03/2012 - Martedì 20 marzo il Consiglio provinciale voterà la “riapprovazione” del nuovo PPAE annullato dal TAR Marche e dal Consiglio di Stato. In particolare sarà riproposto il Bacino estrattivo di Monte S. Angelo di Arcevia, noto a tutti per i fatti accaduti durante la Resistenza, i più importanti della nostra Regione, nonché luogo di evidenze storiche, archeologiche, ambientali di prim’ordine.

L’iter formativo di questa nuova fase è avvenuta in grande segretezza. Sentiti tecnici, consiglieri provinciali, vari politici, nessuno conosce alcunchè. La stessa Amministrazione comunale arceviese non è stata consultata tanto meno è a conoscenza dell’esatta portata della cosa. Tutto in barba ai principi di trasparenza, di democrazia, di partecipazione, sbandierati dalla Presidente Casagrande ad ogni occasione. Principi che sono stati alla base del Piano cave approvato nel 2005 e di cui questa fase ne è la continuazione. Allora ci furono innumerevoli riunioni, dibattiti fra le parti, ad ogni livello, come previsto anche dalla normativa soprattutto quando si pianificano interventi enormemente impattanti per l’intero territorio quale è un Bacino estrattivo di questa portata. Ora è uno spettacolo pietoso vedere Consiglieri provinciali ignari che il prossimo Martedì pomeriggio dovranno approvare decisioni prese da pochi “addetti ai lavori”.

Addirittura discusse nella II Commissione (quella delle cave) lo stesso giorno, martedì mattina. Certamente poche ore di tempo, non è sufficienti per approfondire un argomento così complesso. Forse i giochi sono stati già fatti. Veramente riunioni ci sono state in Provincia ma soltanto con i cavatori cosa che la dice lunga sulle reali intenzioni della Provincia. Perché non sono state coinvolte anche le Associazioni ambientaliste ed il Comitato che hanno seguito la vicenda? In particolare Italia Nostra che si è opposta con motivi riconosciuti giusti da due Tribunali? Italia Nostra ed il Comitato chiedono di essere partecipi in questa riedizione del Piano cave, chiedono il coinvolgimento della popolazione, chiedono trasparenza come è loro diritto riconosciuto nella pianificazione. Dalle poche notizie che trapelano sembra che l’Amministrazione provinciale minimizzi l’importanza della bocciatura al TAR Marche riducendola alla mancanza di un requisito formale: le cartografie. Questa deduzione è molto grave perché la gestione di un territorio deve essere espressa con cartografie in assenza delle quali ci troviamo nella totale incertezza. Inoltre il Tribunale gravava la Provincia di aver negato l’esistenza di importanti vincoli di natura idrogeologica, archeologica, tutela dei boschi, ecc. Ci auguriamo che nella imminente votazione prevalga il buon senso, smarrito dai nostri politici, e che i Consiglieri provinciali agiscano di conseguenza nell’interesse collettivo quali rappresentanti eletti da tutti noi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-03-2012 alle 17:24 sul giornale del 17 marzo 2012 - 2890 letture

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