Amministrative 2012: Punzo (Patto per Jesi), le tigri da cavalcare di Augusto Melappioni

Patto per Jesi 6' di lettura 06/04/2012 - Il candidato Sindaco Augusto Melappioni si occupa finalmente – almeno così leggo da un articolo di ieri su questo stesso giornale - di due questioni che stanno a cuore a tutti noi jesini:
  • lo spostamento a Fabriano di tutte le sedi amministrative della Sanità dell’area Vasta 2 (che è costituita dal territorio dell’attuale provincia di Ancona)
  • la soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace e della sezione distaccata del Tribunale di Jesi e lo spostamento delle loro funzioni presso il Tribunale di Ancona.


A parte il tardivo interessamento (vi ricordo che, come “Patto per Jesi”, abbiamo indetto dai nostri “banchetti” elettorali una raccolta di firme contro le due iniziative già alcune settimane fa!), l’atteggiamento di Augusto Melappioni ci sembra stucchevole ed irrispettoso.

Prima di spiegarne le ragioni, vale la pena spendere qualche parola per illustrare il principio ispiratore di questi due provvedimenti, che – beninteso - non è sbagliato: ridurre i costi della macchina amministrativa regionale. Per farlo, si accentrano gli uffici in maniera da ridurre immediatamente i costi per le sedi nonché, in prospettiva, grazie alla sinergie che gli accorpamenti portano sempre con sé, ridurre anche l’organico e migliorare il servizio. Come si fa a non essere d’accordo.

Peccato che una cosa “giusta”, come la motivazione per fare un accentramento amministrativo, si mescoli intimamente - fino a diventarne indistinguibile - con una cosa “sbagliata” come il fine strumentale al consenso politico cui troppo spesso questa politica assoggetta le decisioni amministrative.

Dico questo perché la nuova sede designata per gli uffici della Sanità è nientedimeno che Fabriano, il posto più sbagliato dove collocarli, in quanto si tratta di una location assolutamente periferica rispetto al resto dell’Area Vasta 2 e che, perciò, massimizza i disagi legati alle distanze da coprire quotidianamente per i lavoratori di quell’amministrazione (che oggi risiedono dove erano localizzati i vecchi uffici, ovvero a Jesi, Ancona, o Senigallia) e – quel che più conta – massimizza le distanze ed i disagi dei cittadini dell’intera provincia di Ancona che devono servirsene! Il posto più logico – e per carità, lo dico senza alcun campanilismo – sarebbe stato proprio Jesi, perché geograficamente baricentrica all’intera provincia, perché immersa in un’area, la Vallesina, già di suo “pesante” come bacino di utenza e perché logisticamente raggiungibile facilmente e velocemente!

Viene da chiedersi: ma – allora – perché si fa la cosa meno logica, perché spostare il tutto a Fabriano?!?! Non è dato saperlo! E non ce lo dice nemmeno Augusto Melappioni, che pur è – come dire – “vicino” alla parte politica che ha deciso ‘sta cosa! L’ipotesi più credibile è che si tratti di una sorta di premio di consolazione per Fabriano una volta sfumata l’idea dei nostri vertici regionali di sostituire alle 5 province di prossima soppressione 6 aree vaste di cui una doveva essere – appunto - “Fabriano e la montagna”, si, proprio quella Fabriano tanto cara ai nostri vertici regionali. Come se non bastasse la “fregatura” intrinseca delle Aree Vaste, che non ridurranno di un centesimo i costi della politica perché accoglieranno gli stessi “posti” che adesso sono nelle Province, con l’ulteriore beffa che la loro “spartizione” e la loro assegnazione per “nomina” ai soliti personaggi che fanno da cinghia di trasmissione del consenso politico, non dovrà più nemmeno affrontare la “seccatura” di una tornata elettorale. Ed il “premio di consolazione” per Fabriano nasce – evidentemente – dal fatto che l’idea della sesta area vasta non deve essere piaciuta molto a qualcuno del governo Monti!

Quella della struttura Giudiziaria di Jesi, che verrà praticamente dismessa trasferendone le funzioni ad Ancona, non è storia molto dissimile. Cambiano gli interpreti, ma i personaggi e la trama sono esattamente gli stessi. Così come il ruolo degli interessi e dei bisogni dei “territori” amministrati che è e resta assolutamente secondario e marginale.

Noi di Patto per Jesi diciamo che, se si vogliono davvero risparmiare soldi, si fanno cose completamente diverse. Per prima cosa, si fa in modo che le società partecipate e gli enti direttamente sotto il controllo delle amministrazioni (a partire dalla Sanità), che assorbono la gran parte dei nostri soldi ed il cui compito è assicurare i servizi fondamentali ai cittadini paganti, vengano amministrate nella maniera migliore possibile, senza produrre debiti, con chiarezza di obiettivi (quantità e qualità dei servizi) ed evidenza di risultati! E magari lo si fa cominciando col mettere alla loro guida le professionalità giuste e non le solite cinghie di trasmissione degli interessi di questa o quella parte politica, caratterizzate troppo spesso dall’incompetenza verso i ruoli che vengono messi a ricoprire ed il cui unico scopo è trasformare gli enti che amministrano in macchine per costruire consenso. È lì che fluiscono fiumi di danaro da ottimizzare e recuperare! Non nella soppressione di un utilissimo Tribunale periferico o nell’accentramento di “quattro” uffici, peraltro molto ben disposti sul territorio provinciale! Non credete?

Dovrebbe allora essere chiaro perché ci risulti stucchevole vedere un pur tardivo Melappioni “fiondarsi” su queste vicende per ottenerne un qualche beneficio elettorale e che esordisce con frasi come questa: “… Il territorio di Jesi e della Vallesina non può essere ulteriormente sguarnito di servizi fondamentali per i cittadini: è l’appello all’unità della città e di tutte le forze politiche, nonostante la campagna elettorale!”

E dovrebbe essere chiaro anche perché ci sembri irrispettoso nei confronti dei cittadini elettori pensare che siano talmente “fessi” o “sonnolenti” da non capire che chi ha deciso entrambe le cose è esattamente la stessa parte politica che lo sostiene in questa campagna elettorale.

Quanto Melappioni scrive sull’inopportunità di queste due operazioni è pienamente condivisibile: ma non capiamo a chi si rivolge quando fa gli “appelli” e quando scrive “… auspichiamo l’impegno di tutti!” Ma di tutti chi? Spacca? Il PD o l’IdV, nelle loro segreterie regionale, provinciali e comunali? La giunta Belcecchi? Lui stesso (allo specchio)?
Ci faccia sapere!

Tuttavia, in attesa che lui ci faccia sapere (ma non credo …), cari concittadini, lettori nonché (ed è la cosa più importante) elettori, sarebbe interessante sapere cosa ne pensate voi di questa roba qui! Ma volete veramente continuare a sopportare una politica “così”? Non ne avete abbastanza? Vi serve un Sindaco che si “rimprovera”, “si fa gli appelli” ed si “auspica impegno” allo specchio?

È ora di cambiare. È ora di “mandare a casa” questa classe politica che non conclude niente da 30 anni! Insieme si può e si deve perché un’altra politica è possibile. Proprio a partire dall’elezione del sindaco di un comune di medie dimensioni come Jesi. Massimo Bacci – il nostro candidato – è un’alternativa reale ancorché credibile. Sosteniamolo insieme il 6 ed il 7 Maggio!






Questo è un editoriale pubblicato il 06-04-2012 alle 21:20 sul giornale del 07 aprile 2012 - 1664 letture

In questo articolo si parla di attualità, editoriale, patto per jesi, Alfredo Punzo

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Scusate, ma pensate che una lista civica o più liste civiche, di destra... è possibile dirlo visto che siete sostenuti dal FLI e ci sono con voi ex-candidati di AN?... verrebbe ascoltata più facilmente?

E' ovvio che il riferimento a parlare con le istituzione più alte è dovuto. Queste decisioni non le prende un Sindaco, nemmeno un Consiglio Comunale, ma organi sovrastanti.

E con quelli occorre andare a parlare.

Mandi, o un saluto...

Alfredo Punzo

Gentilissimo LedSed. Le devo alcuni chiarimenti.
Intanto, non ritengo che sia una lista civica o politica che dir si voglia a dover ottenere ascolto dagli organi sovraordinati. E’ il sindaco che deve farlo, quello che c’è adesso o quello che ci sarà domani. Magari – perché no, se la “spocchia” ed il delirio di onnipotenza di chi dovrebbe ascoltare è troppa – facendosi aiutare da qualche bel comitato locale di cittadini, del tipo di quelli che tanto efficacemente sono stati messi su per ben altre follie. Sono sicuro che qualche blocco stradale o ferroviario farebbe passare a parecchia gente la voglia di sottoporre le decisioni amministrative che prende alle rendite elettorali che quelle decisioni sono in grado di fruttare. Se non è chiaro questo, significa che non si è colta la questione di “metodo” che ho messo in campo in questo come in altri articoli. L’amministrazione della cosa pubblica – e parlo di enti, partecipate, società di servizi sotto il diretto controllo degli enti locali - è una faccenda maledettamente seria: assistiamo impotenti al loro utilizzo come strumenti nelle mani di poche congreghe (questo sono oggi i partiti) per fare consenso; all’occupazione delle loro posizioni apicali per mezzo di persone quasi sempre del tutto incompetenti per i ruoli che servirebbero ma in compenso assolutamente “affidabili” nella loro azione di “cinghia di trasmissione” del consenso. Vede, signor LedSel, il danno è enorme e non è costituito dagli stipendi che paghiamo a queste persone, pur considerevole: il danno ben più vasto è che poi questi enti NON FUNZIONANO, bruciano letteralmente fiumi di danari - i nostri – senza produrre né servizi e nemmeno sviluppo. I sindaci di Jesi, Senigallia, Chiaravalle, Ancona e di tutti i comuni dove risiedono uffici amministrativi della sanità provinciale dovevano fare le barricate e non assecondare – come invece hanno fatto volgendo lo sguardo “da un’altra parte” – ciò che veniva deciso dagli amici di cordata!!! E il candidato Augusto Melappioni è per storia e comportamenti parte integrante di questo sistema politico. È per questo che vedo per Jesi un’autentica jattura il solo fatto che si sia candidato. Significa che la gente non ha ancora capito dove siamo…. Spero di essere stato chiaro.
L’altra cosa che vorrei chiarirle è cosa sia una lista civica. Si tratta di cittadini che non si sentono rappresentati dai partiti politici che ci sono sulla piazza. Si tratta di questo, semplicemente di questo. Una lista civica è assolutamente trasversale e può esser fatta da persone che hanno militato o che ancora militano in un qualche partito, di destra o di sinistra che sia, purché condividano una modalità di azione ed un programma di cose da fare, come in Patto per Jesi ed in Jesiamo. Il sottoscritto – tanto per fare da contrappeso alla sua lettura delle cose probabilmente un po’ strumentale – è stato un iscritto del PCI 30 anni fa, ai tempi di Berlinguer, poi – come capita a tanti – mi son dedicato ad altre attività (lavorare, mettere su famiglia, pagare le tasse, tutte, etc…) limitando la partecipazione politica all’esercizio del diritto di voto, fino a ca. 3 anni fa quando – facendomi qualche complesso di colpe per l’andamento delle cose nel nostro Paese - mi iscrissi all’Italia dei Valori, per esserne rapidamente “cacciato” (e come poteva essere diversamente …). Ma io, almeno , qualcosa l’ho imparato, ovvero che parlare di destra e di sinistra in Italia non ha più alcun senso perché si tratta di puro e semplice marketing mentre ad osservarli in quello che fanno la destra e la sinistra sono esattamente la stessa cosa (persino nel vezzo della trasmissione genetica ed affettiva delle capacità politiche a figli ed amanti …). Ecco, una lista civica si concretizza perché vuole fare cose diverse. Tutto qui. La destra e la sinistra non c’entrano nulla! Ma questo, scommetto signor LedSed, lei lo sapeva già! O no?

Scommettiamo che si tornerà a parlare di una sesta area vasta con epicentro a Fabriano? Nel "disegno" della mappa della organizzazione territoriale sanitaria fatto dal Governatore Spacca (Corriere Adriatico di ieri 5 aprile) si cita proprio, virgolettato di Spacca, la "sfida" rappresentata dalle aree interne ancora troppo frammentate. Salterà fuori di nuovo una presunta razionalizzazione che porti ad una area "montana" trasversale che premi Fabriano, come nel progetto iniziale, ed al tempo stesso cancelli l'attuale assurdità dell'area 2 facendola passare come una vittoria delle istanze locali; a patto che la coccarda se la possa mettere chi è in sintonia con il governo centrale!

Vede, io non mi trovo assolutamente daccordo.
Per 2 ragioni:

1- Non faccio attività politica, ma credo nei partiti che sono parte integrante del sistema Costituzionale.
Per cambiare il loro comportamento, basta entrarvi e partecipare.

2- Sono stanco di sentire accuse generiche. Se qualcuno si deve lamentare di qualcosa, faccia nomi e cognomi. Non si limiti a dire... i partiti mettono persone nei posti apicali senza rispettare il metodo. Ma chi lo ha detto? Vale sempre? Così Tout Court?
Non credo.

Quanto a Melappioni, qui bisogna che qualcuno si metta daccordo.

Da qualche parte leggo che rappresenta un'alternativa alla struttura di partito, proprio perchè una persona che ragiona con la propria testa, tanto che alcuni giornali titolarono che a vincere le primarie fu proprio la critica alla struttura, essendo egli un candidato diverso da quello indicato dalla dirigenza cittadina e provenendo da un'opposizione molto costruttiva.

Altri sostengono che rappresenta solo l'ennesimo uomo di sistema.

I fatti, per ora, ci dicono che la prima è la più probabile.

Ma non è che ogni volta in campagna elettorale si finisce per strumentare tutto, passato, presente, futuro dei o del candidato avversario, interpretando ogni evenienza come più ci conviene?

Attenzione non dico sia questa la verità, non affermo che questa sia la sua posizione... ma alla fine c'è sempre questo profumo nell'aria.

Non credo che cavalcare sentimenti anti-partitici porti in alcun luogo.

Destra e sinistra sono molto, molto diverse basta entrare nel merito di ogni singola questione sul tavolo.

Ad ogni modo mi ritrovo nelle parole del candidato Marcozzi, che provo a citare a memoria...

"...alle amministrative si vota l'uomo, non il partito. Il partito si vota alle politiche e costituisce solo la base che supporta l'attività di chi è eletto Sindaco." Mi perdoni l'Avvocato se ho mancato l'esatta citazione ma credo fosse questo lo spirito.

Chiudo tornando sulla questione. Non ci si limiti a criticare il sistema, così nel suo insieme, ma si facciano nomi e cognomi. Perchè se si intraprende la strada più generale allora la conclusione è che ogni persona messa a capo o a dirigere un'attività o un ufficio o un ente o quello che è, pubblico, da un partito o da una coalizione di partiti non ne sarebbe all'altezza. COSA CHE NON CREDO ASSOLUTAMENTE, come non CREDO ASSOLUTAMENTE che esista un mondo dove tutti sono perfettamente qualificati, ma se trovo qualcosa che non và faccio nomi e cognomi.

Lo dico perchè altrimenti il SUO discorso, assolutamente NON il mio, potrebbe portare a chiedersi se qualcuno dei candidati abbia svolto ruoli apicali pubblici.

La saluto invitandola a continuare cmq nel suo impegno critico, perchè in democrazia così si deve operare parlando pubblicamente delle questioni e confrontandosi sui contenuti, lasciando possibilmente fuori le dietrologie. Condivido totalmente il fatto che l'Amministrazione della Res publica sia una cosa estremamente seria, per questo preferisco che la gioventù sia guidata dall'esperienza, soprattutto nei momenti che sono necessari ad uscire dalle crisi, e sempre per questo le goliardate mi han fatto ridere, ma ogni volta di meno.

La ringrazio della chiacchierata e dell'argume, è molto piacevole leggerla, ma resto dell'idea che le liste civiche siano trasversali, ma poi possono avere idee o di destra o di sinistra. Non mi pare ci sia una via di mezzo tra conservatori e progressisti. Anche qui la pregherei di dirmi la sua.

Alfredo, tu ce la metti tuta a spiegare, ma questi sono stati drogati dalle chiacchiere e dal sistema in modo talmente profondo che, al confronto è uno scherzo la GUERRA DELL'OPPIO, strategia con cui gli inglesi hanno drogato tutti i Cinesi, per poi conquistare la Cina senza colpo ferire, è uno scherzo.
Alfredo, questi non ragionano con le loro teste ma come tanti computer programmati aprono bocca e dicono quello che lgi è stato inserito ne data base. LO SO è allucinante una cosa del genere, non me ne redevo conto fino a qualche mese fa. Poi cominciando a contare le poltrone ho capito come allucinati o non stanno attaccati alla loro dottrina. Se vanno fuori dagli schemi brancolano come zombie alla ricerca di qualche ideaa oggettivamente buona.




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