Amministrative 2012: Punzo (Patto per Jesi), perché accordare il proprio consenso ad una lista civica

Alfredo Punzo 15' di lettura 13/04/2012 - L’argomento di oggi trae spunto da un commento da parte di un concittadino (che si firma con lo pseudonimo LedSed) ad un articolo che ho pubblicato su questo giornale qualche tempo fa (7 Aprile: “Le tigri da cavalcare di Augusto Melappioni”).

Innanzitutto, a scanso di fraintendimenti, voglio ringraziare il concittadino LedSed perché il suo è il primo commento “di livello” che arriva da una persona estranea alla mia cerchia di amici e conoscenti dopo circa un mese di pubblicazione di articoli. Un commento che arriva, tra l’altro, nel corso di una campagna elettorale in cui si continua a “non parlare” di niente, probabilmente per non disturbare il “sonno” degli elettori che – dovessero mai essere svegliati – potrebbero mettersi a “pensare” ed allora … vai a sapere l’esito del voto! E poco importa – dico sul serio - che il commento di LedSed esprima disaccordo con quanto sostengo nel mio articolo. Per me la sua risposta è comunque un’ottima notizia, perché è il segno evidente che “c’è ancora vita su Marte”!

Ciò detto, nel commento di LedSed, vengono sollevati due questioni, a mio parere, molto importanti. La prima riguarda il rapporto tra i cittadini ed i partiti; cito LedSed alla lettera:

“… 1- Non faccio attività politica, ma credo nei partiti che sono parte integrante del sistema Costituzionale.
Per cambiare il loro comportamento, basta entrarvi e partecipare .”

La seconda riguarda il disaccordo di LedSed sul giudizio molto negativo che esprimo, ormai da tempo, sui risultati che ha prodotto e produce la politica di questi partiti; cito ancora alla lettera:

“… 2- Sono stanco di sentire accuse generiche. Se qualcuno si deve lamentare di qualcosa, faccia nomi e cognomi. Non si limiti a dire... i partiti mettono persone nei posti apicali senza rispettare il metodo. Ma chi lo ha detto? Vale sempre? Così Tout Court?
Non credo. …”

Mi rendo conto, proprio dal tipo di osservazioni fatte da LedSed, che ho dato per scontato alcune “cose” che evidentemente non lo sono. E perciò, provo a porvi rimedio.

Tengo a precisare che anch’io - come LedSed - “non faccio attività politica” nel senso che faccio altro per vivere, non essendo la politica il mio “mestiere”. Va tuttavia detto, ed a chiare lettere, che in termini assoluti l’affermazione “non faccio attività politica” è “sicuramente” SEMPRE falsa perché anche il tenersi rigorosamente fuori da qualsiasi attività politica all’interno od all’esterno di un partito, addirittura evitando finanche di andare a votare, in realtà, costituisce un comportamento “politico”. Perché l’assenza di un cittadino dal dibattito delle idee e dal voto come minimo abbassa il quorum sia della democrazia che del consenso! Che è uno degli obiettivi della politichetta che viviamo ai nostri giorni.

Sia io che LedSed, stiamo facendo politica,eccome! Anche in questo preciso momento! E, senza forse, stiamo facendo politica molto, ma molto più di quanto stiano facendo in questa campagna elettorale parecchi candidati sindaco …

Anch’io, come LedSed, credo che i partiti – quelli definiti nella Carta Costituzionale – siano una parte indispensabile alla vita democratica del Paese. Senza quei partiti non si va da nessuna parte. Ed infatti sono uno di quelli che ha sempre votato per questi partiti! Il punto però di cui LedSed sembra non rendersi conto è che NESSUNA delle organizzazioni rappresentate nel nostro parlamento e che vediamo all’opera, specialmente nelle tante realtà locali come Jesi di cui è fatto il nostro Paese, sia pure per motivi anche molto diversi, somiglia nemmeno da lontano ai partiti descritti dalla Carta Costituzionale.

Un partito dovrebbe essere, infatti, il luogo ideale in cui i cittadini partecipano alla vita politica del Paese, esercitando il loro diritto democratico non solo di votarli, ma di elaborare, mediante il confronto delle idee, le Visioni ed i Programmi che servono a realizzarle quelle visioni. Perché, in estrema sintesi, fare politica significa realizzare nella società la propria Visione Valoriale: uno scopo talmente nobile che la Costituzione ritiene necessario garantire anche da un punto di vista finanziario la vita dei partiti!

Il problema che abbiamo di fronte sta proprio nel fatto che, invece di queste bellissime intenzioni costituzionali, i cosiddetti “partiti” con i quali abbiamo quotidianamente a che fare sono tutta un’altra cosa. Dei danari del finanziamento pubblico non si sa praticamente niente: bilanci autoreferenziali che definire “bizzarri” è un eufemismo; documentazione delle entrate e delle uscite che se le presentassimo LedSed ed io nelle nostre dichiarazioni dei redditi, lo Stato – giustamente – ci farebbe neri! Gli iscritti non hanno mai un centesimo per fare politica. Nessuno, Stato compreso, sa nulla di quello che succede ai soldi tranne quando si scopre, come negli ultimi casi della Lega e della Margherita (ma, c’è da scommetterci, sono solo la punta dell’iceberg …), che i vertici hanno fatto “carne di porco”. E che dire della sostanza, ovvero la rappresentanza, il confronto delle idee, la Visione Valoriale ed i Programmi per realizzarla. Tutto nel mondo dei sogni! Imperversa il leaderismo più assoluto, in cui c’è uno che decide cosa si fa e gli altri – da lui nominati – che gli vanno dietro, per conservare la rendita di posizione che il leader gli elargisce sotto forma di scorciatoie, prebende, incarichi.

Ma il pezzo forte è proprio “il cosa si fa”. Vedete, quello che è successo è che, pian pianino, nei partiti non è più una Visione che si decide ma le strategie per impadronirsi di pezzi sempre più vasti e grassi dello Stato, con il fine – che non ci si cura nemmeno più di nascondere - di alimentare interessi materiali che nulla hanno a che vedere con lo scopo primo della Politica di cui dicevo sopra. Ed è così che ai Politici pian pianino si sono sostituiti i politicanti, i mestieranti della politica, e si è arrivati ai giorni nostri che somigliano tanto al tardo impero romano: il “come si fa” ad assicurarsi il prossimo incarico (un po’ più pingue di quello che ho oggi, elettivo o meno che sia); i nepotismi di varia natura (parentale, sentimentale …) in cui i figli, le amanti, i “famigli” del capo sono – per trasmissione genetica o affettiva (alla faccia di quelli del progetto Genoma) - tanti “De Gasperi” in nuce; partiti ridotti a congreghe, a bande armate, capillarmente organizzate sul territorio, che la mattina “aprono la serranda” con “i posti” che i manuale Cencelli gli riconosce in base al consenso che hanno raccolto e dai quali, oltre ad alimentare i propri privilegi e le loro prebende, scambiano “scorciatoie” di ogni tipo con altro consenso, per ottenere alla prossima tornata elettorale il diritto ad occupare sempre più posti in una spirale che ci sta praticamente uccidendo sotto il profilo morale, sociale ed economico! Per non parlare del “marketing” che usano dove non arriva la compravendita delle scorciatoie: ogni questione è buona per fare consenso, altrimenti non si spiegherebbe perché nascono 1000 comitati su ogni problema e non una – dicasi una – soluzione che comporti l’onere di fare ed attuare delle scelte.

SedLed afferma che nei partiti bisogna entrare e partecipare per cambiarli: mi creda, io c’ho provato, con tutte le mie forze. NON È COSÌ! Non funziona così! In questi partiti non si entra per determinare o cambiare qualcosa: si può anche entrare mossi dai più nobili motivi, ma ci si resta se ci si adegua e se si è animati dalla stessa “pulsione” predatrice di chi li governa. E lo dico per esperienza diretta. Se vorrà saperne di più su questo punto specifico e sull’esperienza personale mia e di altri come me – tuttavia – dovrà contattarmi sulla mia posta privata (la trova sul sito di Patto per Jesi, in calce al mio volantino elettorale): è una misura “minima” per ridurre il rischio di querele!

Sono invece profondamente convinto, ed è il motivo per il quale sono in una lista civica a sostenere il candidato sindaco Massimo Bacci, che L’UNICO MODO PER “CAMBIARE” QUESTI PARTITI SIA PRIVARLI DELL’UNICO BENE CHE ANCORA SONO COSTRETTI A “MENDICARE”: I VOTI! Sono fiducioso che altri concittadini si rendano conto che se in comuni medio - grandi come Jesi a Maggio o Ancona tra non molto dovesse “vincere” una lista civica, avremo dato un sonoro schiaffo al sistema che – quantomeno – non potrà far finta di niente e dovrà interrogarsi sulle ragioni. Magari all’interno di qualcuna di queste congreghe, qualche cambiamento di leadership potrebbe maturarsi: ed è questo l’unico modo per cambiare la politica nazionale, caro concittadino LedSed. La politica non si cambia a Roma, ma si cambia nella base del Paese, nei comuni, piccoli, medi e grandi. Bisogna mandare a casa questa banda di politicanti che A CASA DA SOLI NON CI ANDRANNO MAI e - comunque – soccomberanno solo dopo che sarà toccato a noi tutti, come fanno i parassiti che non abbandonano mai il proprio ospite se non dopo che l’han ridotto a “fetida carogna”. Ed il paragone non è, ripeto NON E’ esagerato.

Basta vedere come “siamo combinati” e come continuano questi “signori” a comportarsi! Significa che, prima che questi si tolgano dalle scatole, vedremo aumentare ancora ed a più riprese le tasse, ridurre ancora e di molto i servizi ed il welfare, assisteremo ad un ulteriore degrado della città etc. etc., mentre la cosidetta “classe politica” manterrà intatte le proprie rendite e le loro posizioni nei gangli dai quali si fa potere e distribuzione di ricchezza … finché ce ne sarà anche una sola briciola!

Si guardi intorno LedSed. Il Presente di oggi non è altro che il Futuro di 10/20 anni fa. Non ho bisogno di espormi a querele (a questo ci si espone se si fanno i nomi ed i cognomi che pur – direi ingenuamente – lei mi chiede …) per spiegarle che quel Futuro che oggi è diventato il nostro Presente doveva essere progettato, pensato, propiziato, allevato, coccolato, realizzato …. dalla politica lustri fa; la stessa politica che in tutti questi anni invece NON HA FATTO NULLA di utile a che questo Futuro oggi fosse PRESENTE; si è invece preoccupata di coltivare e mantenere i propri privilegi, difendere le proprie posizioni e dilapidare le nostre risorse! Come? Non facendo, facendo male e “sciupando” risorse ingentissime in una gestione “allegra” di cose importantissime e costosissime come il Welfare, la Sanità, la Formazione, i Servizi alla Persona, i Servizi alle Aziende …. e chi più ne ha più ne metta. Vede, oggi i settori chiave del nostro passato economico – gli “splendenti” distretti della pelletteria, del tessile, dell’arredamento, dell’elettrodomestico – sono in una crisi strutturale, irreversibile e “largamente” prevedibile. La crisi non dipende da una caduta della domanda (che pur c’è stata) ma dal fatto che “altri” producono a costi molto, ma molto più bassi dei nostri. Vista nella corretta cornice macroeconomica, la crisi di questi distretti è una crisi di valore aggiunto che non è più sufficiente a sostenere il livello di vita di chi in questi distretti lavora; livello di vita che è cresciuto (e questo è un bene, non mi fraintenda) ed al quale ci siamo abituati. È la stessa identica cosa che è successa negli anni in tanti altri settori come i fertilizzanti, la siderurgia, l’agricoltura estensiva, o che sta succedendo per la raffinazione del petrolio e la produzione di energia tradizionale. E oggi, a fronte dell’evidente mancanza di nuovi distretti che avrebbero dovuto essere pensati, propiziati e costruiti quando era ora, si affannano a “confonderci” con le varie e multicolori quanto improbabili “economy” (la green, la blue , etc….) che nessuno ha capito esattamente cosa siano né tanto meno dove stiano o mai staranno … poveri noi!

È chiaro, LedSed son d’accordo con lei anche su questo, ci sono le solite (e per fortuna!) eccezioni che confermano la regola: non tutti han fatto male nelle posizioni apicali degli enti in cui sono stati messi. Qualcuno è “sfuggito” alla maglia, invero, molto stretta ma, evidentemente, non infallibile del “manuale Cencelli”. Posso dire solo che Massimo Bacci, per esempio, non ha fatto solo ”bene” alla ZIPA ed a ‘Progetto Jesi’, due enti partecipati in cui ha ricoperto ruoli apicali: HA FATTO BENISSIMO, lasciando gli enti che ha gestito in una posizione migliore di come li ha trovati ed ha raggiunto – senza fare debiti ma producendo utili – gli obiettivi statutari che quegli enti avevano ed ancora hanno. E Massimo Bacci non è il solo, ovviamente, anche se va riconosciuto che appartiene ad una MINORANZA assolutamente marginale, non in grado di farci dire che i suoi risultati caratterizzano “generalmente” la gestione delle società partecipate o controllate. D’altra parte, caro amico LedSed, nessuno può disconoscere che il fiume di danaro proveniente dalle nostre tasse e riversate in questi enti NON HA sicuramente contribuito a costruire un Futuro accettabile! Dopodiché, per i nomi ed i cognomi che mi chiede, si guardi intorno e si cerchi da solo le risposte! È facile e non si prendono querele: basta andare sul WEB e “leggere” gli organigrammi passati ed attuali dei principali enti partecipati o controllati e si individuano perfettamente e con estrema facilità i legami e le dinamiche! O no?

Allora appare chiaro perché, cari concittadini, vi chiedo di votare per una lista civica come quelle che sostengono il candidato sindaco Massimo Bacci.

Caso mai non fosse ancora chiaro, provo a riassumere. Ci sono due importanti ragioni.

La prima è dare un segnale che metta in crisi il sistema dal basso.

La seconda è smettere di perdere ancora tempo e risorse e iniziare, almeno nella nostra città, a mettere un argine ai danni morali, sociali ed economici che la politica di questi partiti e l’occupazione della cosa pubblica di cui si sono resi colpevoli sta producendo da troppi lustri!

Io in un partito ci vorrei pure tornare, caro amico LedSed: non voglio però diventare il “famiglio” di nessuno. Alla mia Dignità di Cittadino non rinunzio in nessun caso!

Da ultimo il parere che LedSed esprime su Melappioni. Sarò brevissimo: ci dice che (cito alla lettera) i “fatti” direbbero che “… rappresenta un'alternativa alla struttura di partito, proprio perché una persona che ragiona con la propria testa, tanto che alcuni giornali titolarono che a vincere le primarie fu proprio la critica alla struttura, essendo egli un candidato diverso da quello indicato dalla dirigenza cittadina e provenendo da un'opposizione molto costruttiva..”

Ma chi, dico io, lo stesso Melappioni del “Caffè da Augusto”?!?!? O quello delle primarie vinte con il contributo determinante degli extracomunitari di cui – però – abbiamo perso le tracce nelle liste che lo sostengono! Peccato che i fatti - come li chiama LedSed – in realtà li può ricostruire chiunque sul WEB (d’accordo, ci vuole un pò di tempo perché le cose sono un po’ frastagliate e disperse): la carriera politico/professionale di questo signore dimostra che è difficile immaginare un personaggio più “contiguo” di lui al sistema che le ho descritto. Come si fa, poi, a pensare che Augusto Melappioni rappresenti nientedimeno che “opposizione” rispetto alla parte dominante negli ultimi 20 e passa anni nel panorama politico jesino! Ma lo vogliamo capire o no che i presunti contrasti di facciata che ci sono stati e che ancora serpeggiano all’interno del PD e della coalizione sul suo nome sono solo “scaramucce tra amanti”, “contese tra amici”, “specchietti per le allodole”? Melappioni è assolutamente IDENTICO ai suoi presunti antagonisti di partito o concorrenti di coalizione, presenti, passati e futuri. Farà esattamente le stesse cose, con identici risultati! Il reale oggetto del contrasto è stato ed è uno solo: stabilire “a chi tocca ‘sto giro”!

Se siete ancora perplessi, fatevi almeno qualche domanda. Ma la state vivendo o no questa campagna elettorale? Di cosa si parla? Di cosa si dibatte? Dei nostri bisogni forse? O delle nostre aspettative? O di come dovrà essere il prossimo Futuro? Io, l’unica cosa che ho letto qualche giorno fa è ancora il solito Coltrinari (quello del partito del “facciamo progetti in comune a Jesi”, magari come ad Ancona) che continua ad “ammorbarci” lui ed il Modello o Laboratorio Marche qual dir si voglia con acclusa fotografia di Vasto o di non so dove! Ma, dico io, che roba è?!?

Quand’è che ci svegliamo e tiriamo fuori un po’ di DIGNITA’? Ve lo dico io: il 6 ed il 7 maggio abbiamo tutti una magnifica occasione. Ed è l’unica nei prossimi 5 anni per cambiare qualcosa, almeno nella nostra città! Il mio fraterno consiglio per noi stessi e per i nostri figli è: cerchiamo di coglierla carissimi concittadini! Siamo gli unici ad averne la facoltà!








Questo è un editoriale pubblicato il 13-04-2012 alle 22:19 sul giornale del 14 aprile 2012 - 1762 letture

In questo articolo si parla di attualità, editoriale, Alfredo Punzo

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La ringrazio Ing.Punzo, dopotutto abbiamo anche altro che ci accomuna.

Qui andrebbe fatta una lunga disquisizione su quello che lei dice, che in diverse parti mi trova concorde.

Mi permette 2 rapidi flash?

Il PD a livello locale ha dimostrato di essere un partito diverso da come lei lo descrive, un gruppo di giovani cittadini, provenienti da fuori, si sono iscritti e ora hanno in mano il governo dello stesso in molti dei suoi organi. Quindi non vi è tutta questa difficoltà a cercare di cambiare le cose, si dia tempo al tempo.
E su Melappioni è piuttosto semplice risponderle, se lei dice quanto ha scritto o non conosce bene le vicende del 2007 o non ha mai parlato con quello del caffè. Nemmeno lei può affermare quale sarebbe l'operato futuro di una persona, nemmeno se la conoscesse, quindi quantomeno lasciamoci la possibilità o il dubbio di non saper prevedere il futuro.
Il discorso sulla crisi lo condivido appieno e la mia soluzione è una soltanto, lo stile di vita deve abbassarsi, solo così si tornerà competitivi ma questo ci porta lontano e forse senza lavoro.

A coda di questo bell'articolo, che finalmente pone le basi per un dialogo che non sia fatto di offese o sberleffi e su questo sia chiarissimo che la ringrazio senza se e senza ma, aggiungo una domanda.
Pensa davvero che sia così facile cambiare la politica Italiana? Questo genere di elezioni di Liste Civiche se ne sono viste, ma non hanno praticamente mai superato il livello locale, perchè non hanno le possibilità di intaccare la situazione sovralocale dove solo i Partiti possono arrivare, per risorse e organizzazione. Cosa succederebbe a livello di richieste intercomunali quando negli uffici del Parlamento Regionale si presentasse un esponente di una Lista Civica? Che peso politico potrebbe avere? Ed è sicuro che questo cambierebbe davvero qualcosa nei Partiti o farebbe solo peggiorare la situazione attuale, facendo perdere tempo e aumentando la ricerca di controllo, di cui lei parla, di quest'ultimi?
Il sistema si cambia solo se si parte dalla base e si può arrivare alla cima, solo e soltanto così.
E' vero entrare in un Partito e cambiare le cose è molto difficile, ma possibile se si trovano altri cittadini con le stesse idee e le stesse energie. Lo strumento delle Primarie che tutti danno per scontato è invece positivo e molto potente, avendoci regalato ottime scelte in varie località Italiane, come non citare Milano o la Puglia?
Sulle querele, la capisco benissimo, anche io tremo ogni volta che scrivo, ma poi rifletto che se un giudizio di pessimo operato è netto e chiaro da essere sotto gli occhi di tutti, nell'esprimersi liberamente a riguardo non credo ci sia nulla di illegittimo o illegale.
Su Bacci non conoscendolo non ho motivo di dubitare, ma come concilia il fatto che in 2 progetti così importanti per la città non siano stati messi uomini di partito, ma persone capaci? Perchè in fondo non credo ci sia tutto questo complotto e che in ogni caso ci sono spiragli di luce.

Mi lasci sorridere sulla battuta degli extracomunitari, essendo un uomo che si basa, come il sottoscritto, sui numeri avrà sicuramente fatto una semplice sottrazione e visto che il numero dei voti di differenza alla Primarie del Candidato Melappioni è superiore a quello dei votanti non Italiani e avrà sicuramente letto che la vittoria è stata in 5 seggi su 5, anche nei 4 dove i non-Italiani non votavano. Apprezzo lo scherno, ma nessuno di noi 2 credo abbia visto lo schede.

La ringrazio per aver preso un utile spunto dalle mie parole, purtroppo la mia condizione non mi permette di incontrarla per le strade, ma farò tesoro del consiglio circa il contatto mail. Molti avrebbero bollato il mio intervento come provocatorio o da pasdaran di partito, perdendo l'occasione per un interessante confronto.

La saluto.

TERZA QUESTIONE
SQUADRA CHE PERDE SI CAMBIA.
la squadra che ha governato la città di Jesi ha perso. (qualcuno ci ha guadagnato, i soliti.) per cui deve andare a casa.
Se ci andrà( a casa) vorrà dire che i soliti sono meno degli altri. Se non ci andrà, vorrà dire che i soliti sono più degli altri. ma questi altri continueranno a pagare le convenienze dei soliti
FERMO restando che i cittadini diversi dai soliti si sveglino

Egr Punzo mi risulta che lei è/era dipendente API e la sua idea di SVILUPPO (come dice lei, rintracciabile sul web in altri suoi comunicati) è tale e quale a quella dell'oramai ex sindaco Belcecchi (con l'aggiunta dell'incenerimento di rifiuti .. supportato in questo anche dal PdL) che pur di portare avanti una raffineria si è dovuto dimettere.

E parla di discontinuità ?!?

Alfredo Punzo

16 aprile, 10:59
x la Zanzara (che non si conosce chi è... ma pazienza).
Ero un pò preoccupato perché mi chiedevo: "ma quand'è che qualcuno mi scriverà che lavoro all'Api e che - perciò - sono una cosa tra il delinquente ed il non ho ben capito cosa?" Preoccupazione risolta: finalmente la "Zanzara" C'HA PENSATO. Poi, magari, mi spiega pure perché uno che lavora all’api e contribuisce a produrre ricchezza per la comunità si dovrebbe sentire come Lei prova a farmi sentire con le sue allusioni al mio lavoro. Magari facesse uguale con chi “mangia e beve” di politica o di chi “mangia e beve” di servizi esosissimi e di scarsa qualità come quelli che abbiamo noi …. E poi, magari, mi spiega pure perché a Vienna c'è la stessa installazione che si poteva fare (ma non si è fatta...) a Jesi - così, tanto per entrare nel merito delle cose.
Perché, vede Zanzara esimia: per favore, entriamo nel merito delle cose che di comitati e di sciocchezze non se ne può più; ci stiamo morendo di sciocchezze! La partita della discontinuità la si gioca proprio su questo.... Lei SU QUESTO, che dice?
P.S.: se mi dice pure lei chi è come si guadagna da vivere, magari giochiamo ad armi pari. Sarebbe pure un fatto di educazione e civiltà, non crede?
Tra l'altro, non ho capito cosa c'entra il suo commento con QUESTO articolo (e non glielo chiedo perchè ho remore ad affrontarlo: l'ho fatto spessissimo ultimamente ...) Me lo spiega? Sempre "per favore", ovviamente!