Curcio a Senigallia: niente domande sulle Br, solo 'capitalismo e lavoro'

Renato Curcio all'Arvoltura 2' di lettura 13/04/2012 - Si è presentato come direttore della casa editrice "Sensibili alle foglie" e ha posto subito la condizioni che non avrebbe risposto a domande sul suo passato. Un passato ingrombrante che non sarà mai scordato quello di Renato Curcio, teorico e fondatore delle Brigate Rosse, giovedì ospite del centro sociale Arvultura di via Abbagnano.

Curcio ha parlato, proprio come nel suo precedente incontro di un anno e mezzo fa a Senigallia, di lavoro e precarietà davanti ad un pubblico nutrito composto soprattutto da giovani che non sono tutti riusciti ad entrare nella stanza del centro sociale. Ad accogliere l'ex brigatista uno scroscio di applausi che a qualcuno è sembrato decisamente inopportuno.

Anche se Curcio ha pagato il suo debito con la giustizia impossibile dimenticare gli anni buoi macchiati del sangue sparso dalla Brigate Rosse cui sono stati attribuiti 130 delitti. Il ritorno in città di Curcio è stato definito nei giorni scorsi "inopportuno" e irrispettoso nei confronti delle vittime del terrorismo. Come il giovane carabinieri Euro Tarsilli di Belvedere Ostrense ucciso ad un posto di blocco in Toscana dalle Br. Giovedì però l'argomento dell'incontro era di tutt'altro tenore.

Curcio ha esordito parlando del "capitalismo industriale dove la precarietà riguardava il breve periodo che si viveva prima di entrare stabilmente nel posto di lavoro, una sorta di limbo in attesa del posto fisso". Poi ha toccato i temi legati agli anni ’90, con l’inizio del lavoro flessibile e legge Biagi per arrivare ad analizzare la fase attuale. "Adesso viviamo una fase di capitalismo finanziario – afferma Curcio- l’azienda ed i lavoratori sono inseriti nella logica dei mercati finanziari, per la quale, un’azienda che oggi è florida domani potrebbe chiudere, o venire delocalizzata perché non conta l’azienda, ma solo il capitalismo finanziario".








Questo è un articolo pubblicato il 13-04-2012 alle 21:30 sul giornale del 14 aprile 2012 - 2801 letture

In questo articolo si parla di lavoro, giulia mancinelli, renato curcio, arvultura, arvoltura, arvolutura

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Però...Curcio che parla di lavoro e precariato è una bella chicca. Ne parla lui che ha combattuto lo Stato Italiano con il terrorismo, ossia con attentati e omicidi...niente male! Il fondatore e teorico delle Brigate Rosse si erge a "professore"...ma non fategli domande sul suo passato, poverino non ne vuole parlare...130 delitti operati dalle Brigate Rosse, che ne parliamo a fare?
In Italia commemoriamo il 25 aprile e il 1° maggio e invitiamo Renato Curcio a "pontificare"...valori profondi questi! Valori così profondi che non si rispettano neanche i familiari delle 130 vittime!
Strano che non gli abbiano anche dato le chiavi della città visto che era la seconda volta che veniva a Senigallia.
Chissa, forse il prossimo invito lo potranno fare a Totò Reina in qualità di esperto agrario...a Senigallia tutto è possibile!
Meditate gente, meditate...

Commento modificato il 14 aprile 2012

@Marlive
Meditare su cosa? Sull'ideologo Curcio ,assolutamente criticabile,o sulla persona Curcio?
Del primo non mi interessa nulla, del secondo come ho già detto contesto il non aver "rinnegato" gli errori che hanno comportato la fine di vite umane.
Per il resto libero lui di parlare,libero io di non ascoltare.
In questo momento politico e sociale tutte le voci estreme e populiste o populistiche, TUTTE!!!!, sono assolutamente da evitare e stigmatizzare.
Di nuovo, buona camomilla a tutti

Synthesis

15 aprile, 02:51
@Marlive

----Però...Curcio che parla di lavoro e precariato è una bella chicca----

Hai letto qualcosa di suo? Dove non ti trovi d'accordo sulle tre fasi della flessibilità o sui tipi di precariato, o sull'analisi della fabbrica totale? Magari se mettessi qualche argomento la tua critica potrebbe essere presa un po' più sul serio.


----ma non fategli domande sul suo passato, poverino non ne vuole parlare...130 delitti operati dalle Brigate Rosse, che ne parliamo a fare?---

Se ne avesse parlato ora tu staresti qua a brontolare perchè 'il terrorista parlava di terrorismo'; così bofonchi lo stesso, ma con molti meno argomenti, anzi si sente rumore di unghie sullo specchio.

----Chissa, forse il prossimo invito lo potranno fare a Totò Reina in qualità di esperto agrario---

A differenza di Curcio, Riina non ha finito il carcere e soprattutto non è qualificato sull'argomento.

Un terrorista rimane un terrorista a vita.

Cosa significa avere pagato il debito alla società?

Mi sembra non molto etico ristabilire le condizioni di eguaglianza sociale ad una persona che se ne è fregata altamente dello stato.

Allora facciamo tutti cosi, si ammazza e si terrorizza, qualche annetto di galera e si torna puliti e lindi.

Troppo comodo.

Un assassino lo è a vita e un terrorista lo è a vita.

Se ha pagato il debito con la società buon per lui.

E non si capisce come una simile persona possa diventare un maitre a penser.

A meno che, qualcuno, non pensi che simili persone meritino due o tre possibilità nella loro vita.

Allora, già che ci siamo, riabilitiamo anche gli ex nazisti ed ex fascisti, tanto sono ex.

Buon cervello a tutti, se riuscite a trovarlo.

Synthesis

15 aprile, 16:14
@ tristalia

'Qualche annetto di galera'...già la dice lunga sulla superficialità con cui è affrontato il discorso. Ripassa la biografia di Curcio, gli anni digalera da lui fatti, e la vicenda delle Br e del sequestro Moro; almeno poi parli con cognizione di causa.

Per il resto -applicando il tuo ragionamento- se uno ha anche commesso crimini efferati ma ha finito il carcere non può svolgere l'attività per cui è qualificato?
Se questo vale per sociologi e ricercatori sociali vale per tutti: uno scienziato che avesse commesso un crimine a rigor di logica non avrebb mai più diritto di fare il suo lavoro anche se inventasse la cura per il cancro o per l'hiv e fosse inventato per una conferenza divulgativa sulla sua scoperta. Se la logica non è un'opinione questa è la conseguenza della proposizione espressa.

E questi sarebbero i difensori della democrazia...difendere un concetto senza capirlo è abbastanza singolare.




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