Sicurezza degli edifici scolastici, Renzi: 'Abbiamo scuole troppo vecchie'

roberto renzi 2' di lettura 13/04/2012 - Le recenti cronache hanno riproposto l’annoso problema relativo alla sicurezza degli edifici scolastici. Una questione estremamente sentita dai cittadini che incontra notevoli difficoltà a trovare una risposta esauriente.

Gli ingegneri hanno la questione sicurezza nel loro dna. Garantire l’incolumità di chi abita in strutture pubbliche o private è per la categoria da sempre la priorità. Inevitabile quindi rivolgersi a loro quando si affrontono simili tematiche.

“In questi ultimi anni gli ingegneri hanno avuto occasione di visionare decine di scuole del nostro territorio – dichiara Roberto Renzi Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona. Si sono così potute verificare gravi carenze dal punto di vista strutturale visto che ci troviamo di fronte ad edifici costruiti tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta. E’ evidente l’utilizzo di materiali con caratterische scadenti con la conseguenza di essere alquanto vulnerabili come gli ingegneri hanno potuto verificare”.

Un’analisi che conferma il quadro nazionale”. Renzi presenta recenti dati relativi al patrimonio edilizio scolastico nazionale assai eloquenti: il 5% di scuole è stato costruito prima del 1900, il 13,36% tra il 1900 e il 1940. Complessivamente, gli istituti scolastici edificati tra il 1940 e il 1990 rappresentano il 75,13%, mentre le scuole di recente costruzione (tra il 1990 e il 2008) sono appena il 6,64%. Ancora più in particolare, oltre il 40% delle scuole sorge in zone a rischio sismico e una discreta percentuale (20,34%) è soggetta a rischi di tipo idrogeologico, vulcanico ed industriale. “Sarebbe necessario un investimento importante per attuare interventi articolati sia nelle costruzioni in cemento armato che in muratura”.

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona già lo scorso anno ha indicato nella cifra di circa 200 milioni la risorsa che sarebbe necessaria.

“Il presupposto per poter avere a disposizione una cifra simile è l’eliminazione del Patto di stabilità. Anche in questi giorni abbiamo potuto leggere come gli Enti locali abbiano a disposizione risorse economiche necessare per opere pubbliche ma si trovino con le mani legate per le regole rigide del Patto. La sua messa in discussione potrebbe, tra l’altro, essere un volano prezioso per rilanciare il comparto edile, uno dei settori della nostra economia più in difficoltà per la crisi economica”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-04-2012 alle 15:16 sul giornale del 14 aprile 2012 - 651 letture

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