Gsa: salvaguardia delle ultime dune costiere

Gruppo Società e Ambiente 3' di lettura 16/04/2012 - Il progetto di ripristino e gestione dell’ambiente dunale senigalliese è arrivato al suo terzo anno di vita. Gli obiettivi messi in programma mirano alla tutela dell’esistente, ossia le dune già formate e presenti lungo il litorale del Ciarnin e il ripristino delle dune lungo il litorale nord (Cesanella-Cesano) attraverso metodologie a bassissimo impatto ambientale.

La formazione delle nuove dune infatti segue il processo naturale mediante la gestione della flora di spiaggia che favorisce la deposizione della sabbia trasportata dal vento e l’accrescimento, nel tempo, delle dune. L’amministrazione comunale ha sposato sin dall’inizio il progetto, il quale mira anche alla tutela del Fratino, piccolo e sempre più raro uccello che nidifica in spiaggia e protetto dalla direttiva comunitaria “Uccelli”, e dei fossi dove vive il Rospo smeraldino, anfibio tutelato dalla direttiva comunitaria “Habitat”.

Dopo due anni di lavoro i risultati sono evidenti: l’arresto, o per lo meno il controllo, dell’erosione antropica alle dune del Ciarnin e lo sviluppo delle prime proto-dune lungo il litorale nord. Anche Fratino e Rospo smeraldino hanno visto migliorato il loro status di conservazione. In questi due anni però le difficoltà non sono state poche, dalla reticenza di alcuni operatori balneari e bagnanti alla irriducibile “superficialità” della ditta incaricata della pulizia dell’arenile, spesso troppo legata al concetto di pulizia a discapito della vegetazione dunale e a volte dei nidi del Fratino. Anche la mancanza di comunicazione tra gli uffici comunali è stato un problema, manifestato in occasione degli eventi turistici che non hanno tenuto conto della tutela delle dune in formazione del litorale nord. Ma questi problemi possono anche rientrare nel gioco e nelle difficoltà di gestione di un ambiente in cui sono tanti gli interessi, sia naturalistici che economico-turistici. Il Piano degli Arenili, approvato ad aprile 2011, avrebbe dovuto creare una sintesi di questi interessi, permettendo lo sviluppo economico legato al settore turistico e al tempo stesso garantire la salvaguardia delle dune e dei suoi abitanti. Purtroppo così non è stato e gli interessi corporativi si sono materializzati la sera dell’approvazione del Piano dove, nonostante le indicazioni che l’amministrazione aveva concordato con gli ambientalisti riguardo la delocalizzazione degli stabilimenti balneari, è bastato stranamente un emendamento presentato all’ultimo minuto per sconvolgere quanto di buono fatto in due anni di lavoro.

Il che non può essere ritenuto casuale. Così due nuovi stabilimenti sorgeranno in aree di pertinenza dunale lungo il litorale nord, uno di questi in particolare presenta impatti significativi sia per la vegetazione della spiaggia che per il Fratino, andando ad occupare una porzione di uno dei siti storici di nidificazione. Dopo di che è legittimo nutrire forti dubbi sulla reale intenzione dell’Amministrazione di tutelare fino in fondo l’ambiente costiero e sulla sua capacità e volontà di resistere alle pressioni dei soliti interessi economici che si ritengono precostituiti. Noi crediamo al contrario che in campo ambientale non vi siano diritti economici precostituiti: gli unici diritti precostituiti da sempre sono appunto quelli dell’ambiente. Il Gruppo Società e Ambiente sta lavorando su una serie di proposte per la gestione, il recupero e la tutela del nostro sistema dunale ed il mantenimento delle ultime spiagge libere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2012 alle 16:26 sul giornale del 17 aprile 2012 - 1886 letture

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Federico Fanesi

16 aprile, 17:17
nel cartello che pubblicizza la prossima apertura dello stabilimento a cui vi riferite c'è scritto: aperitivi con musica, feste in spiaggia, etc..Possiamo (i bipedi, i fratini e le dune) dire addio alla pace di quel tratto di spiaggia, probabilmente il più bello di Senigallia. E' giusto dare la possibilità agli operatori balneari soggetti effettivamente ad erosione di ricollocarsi, ma deve essere fatto con criterio. Non si potevano colmare i vuoti come quello presente di fronte al sottopasso di via Goldoni? Oppure affiancare i nuovi stabilimenti a quelli già preesistenti?
Di sicuro mi dovrò ricollocare...
saluti

Le dune, che il comune stesso mirava a proteggere in base alla direttiva europea "habitat".. Direttiva 92/43/CEE del consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.

In seguito alla presunta delocalizzazione di alcuni stabilimenti balneari, vorrei chiedere all' amministrazione comunale, che non ha chiarito in merito, se verranno asportate queste dune? e se affermnativo, di quanti metri stiamo parlando, ed in che zona?

Ok, possiamo tranquillamente dire addio al fratino




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