Ostra Vetere: Bello sulla festa della Liberazione, 'Non emoziona più nessuno'

festa della Liberazione a ostra vetere 1' di lettura 26/04/2012 - “Sul 25 aprile tanta gente spreca parole senza senso. Gente che si infervora perché qualcuno a Roma inneggia ai caduti della Rsi, altri che rivendicano discendenze dirette dai partigiani, altri ancora che storicizzano non si sa bene cosa, altri invece che fingono impulsi neofascisti o neoantifascisti, ma la stragrande maggioranza non si cura di questa pratica.

Il perché? E' una data che non emoziona più nessuno perché rappresenta una pagina politica definitivamente chiusa dell'Italia e oramai metabolizzata. Speriamo che la storia si studi finalmente serenamente senza strumentalizzazioni della politica e senza giovani, o meno giovani, che si esaltino per ciò che non c'è più! Che si metta grinta nel presente e per qualcosa che valga la pena vivere.”

Lo afferma in una nota il Sindaco di Ostra Vetere Massimo Bello all’indomani delle celebrazioni della Festa della Liberazione, nella quale il primo cittadino nel suo intervento ha sottolineato “come queste occasioni celebrative debbano rappresentare un momento di riflessione per tutta la comunità nazionale e per capire se le attuali generazioni, e soprattutto il mondo della politica, abbiano veramente raccolto appieno il testimone ereditato”.

La cerimonia di Ostra Vetere ha previsto la deposizione di due corone d’alloro, l’una al Monumento dei Caduti e l’altra ai giardini “Caduti di Nassirya” e un corteo delle autorità, che, accompagnato dalle note della Banda cittadina “G.B. Pergolesi” diretta dal Maestro Filiberto Campolucci, si è ritrovato nella centralissima Piazza della Libertà per gli interventi delle Autorità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2012 alle 18:00 sul giornale del 27 aprile 2012 - 1308 letture

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Ha ragione Bello.
Meglio una festa nazionale vera, come il 17 marzo celebrato solo lo scorso anno, non necessariamente legata ad una pagina così ambigua della storia d'Italia.

Se l'amministrazione comunale di Ostra Vetere non si emoziona e non è partecipe dei valori della festa della LIBERAZIONE è invitata per i prossimi anni a lasciare le celebrazioni a chiunque ancora, nonostante i revisionismi storici,viva questa giornata con partecipazione ed entusiasmo.

vinicio contini

26 aprile, 23:01
Il parere di Bello è un parere di una persona che non ha memoria storica che si dimentica del sacrificio di giovani italiani per liberare l'italia dal fascismo è un offesa alle persone che hanno combattuto per questo e che sono morte ....Non è una festa di piazza, non è la sagra della porchetta è un giorno in memoria di persone morte per l'Italia!

tommig

27 aprile, 01:06
a parte le parole di bello che sono incommentabili...sarebbe bello cosa c'entra l'omaggio alle vittime di nassirya...

Un paese che non ha memoria non è civile, ed un sindaco che parla con la pancia non va rieletto.

Complimenti al Sindaco Bello. Finalmente qualcuno che dice le cose come veramente stanno e dovrebbero essere. Immagino che i commenti negativi qui sopra vengano da persone ultraottantenni che hanno vissuto in prima persona quel triste periodo: rispetto.

giovanni gregoretti

27 aprile, 12:44
signor sindaco Massimo Bello, se oggi siamo qui a dialogare forse lo dobbiamo a quelle persone che si sono sacrificate per eliminare le dittature nazifasciste. Sottolineo che qualunque dittatura è una "cosa" assolutamente negativa. Concordo che bisogna mettere grinta per risolvere i problemi di oggi e per qualcosa per cui valga la pena di vivere e... c'è molto da lavorare come Lei ben sa. Ma il passato non si deve ne scordare e ne travisare: costituisce utile insegnamento a tutti (giovani e anziani) affinchè non si ricada in situazioni simili. In ultimo, ricordiamoci caro signor Sindaco, che i diritti umani non sono una cosa che viene gentilmente donata da qualche potente di turno, ma si acquisiscono, così come i doveri, al momento della nascita. Purtroppo molti cittadini, ancora oggi, si sentono sudditi e questo fa il gioco di quelli che i sudditi considerano potenti. Mi scusi per la divagazione. Rispondo all'utente Vip Pelo59: io ho 60 anni e non ho vissuto "quel" difficile periodo storico.

radom Utente Vip

27 aprile, 13:50
Guai a quel paese che non conserva memoria delle proprie radici. L'Italia di oggi trae forza anche e soprattutto dal coraggio di pochi che seppero scegliere di rischiare la propria vita per combattere la barbarie nazifascista, mentre gran parte del popolo italiano stava a guardare. Quella parte che nel dopoguerra si sarebbe schierata dalla parte dei vincitori, permettendo la costruzione di uno stato monco, nel quale la corruzione è la regola e il servilismo una virtù.Certo, stando dalla parte del sindaco Bello è normale guardare con occhio malevolo la Resistenza, ma tant'è, la sua parte politica è uscita sconfitta da quella esperienza, ed è solo colpa sua se ancora non ha metabolizzato quella lezione. Noi continuiamo a festeggiare, con orgoglio e con l'affetto che si deve a chi ha sacrificato la propria vita, spesso a vent'anni, affinchè al proprio Paese venisse riconosciuto nel mondo quel ruolo che gli spetta.

Una parte di Italia pensa che ce ne sia un 'altra che non ha alcun diritto di partecipare alla festa del 25 Aprile, finchè si protrarrà questa convinzione non potrà esserci condivisione. In Italia non condividiamo la storia perciò il 25 aprile è una festa di parte e non di tutti gli italiani.

radom Utente Vip

27 aprile, 22:16
No, c'è una parte d'Italia che si autoesclude perchè non accetta l'idea di aver militato dalla parte sbagliata e non vuole fare pubblica ammenda.
La festa della Liberazione è la festa di tutti quelli che l'hanno capito, chi non vuol capire faccia come meglio crede.

le radici dell'Italia non c'entrano con la Liberazione.
L'Italia c'era già prima.