Movida e guerra dei decibel, Paradisi: 'Divieti e sanzioni raggirate dalle attività consorziate'

roberto paradisi 2' di lettura 06/07/2012 - La legge è uguale per tutti ma non per la casta. Un’ordinanza del 28 giugno scorso aveva sanzionato il locale "Il Mascalzone" di Senigallia per aver superato il volume massimo della musica.

La sanzione (prevista da un’ordinanza sindacale del 2008) prevedeva 20 giorni di sospensione di attività sonora. Particolare di non poco conto: il locale “Il Mascalzone”, secondo la possibilità prevista dal piano degli arenili, ha costituito in data 12.05.2011 un consorzio tra imprese insieme agli stabilimenti balneari 67, 68 e 69. Tra questi, gli stabilimenti del presidente del consiglio comunale Enzo Monachesi (Italia dei Valori).

I consorzi, secondo quanto previsto dal piano degli arenili, sono composti dalle attività già esistenti con lo scopo di introdurre innovazioni nei modelli di gestione dei singoli esercizi “fino a caratterizzarsi quale nuova offerta turistica di spiaggia”. Il Consorzio esistente tra “Mascalzone”, stabilimento del presidente Monachesi ed altri, organizza attività ricreativa, musica ed altro in un apposito spazio sulla spiaggia dove è stato realizzato un gazebo, una postazione per la musica e un punto di ristoro. Ovvio che se arriva un provvedimento di sospensione ad un esercizio commerciale, il provvedimento coinvolge tutto il Consorzio, non essendo scindibile l’offerta unitaria turistica (così come disegnata dal Piano degli arenili).

E invece, voilà. Ecco il coniglio dal cilindro (come quando il presidente Monachesi forzò il regolamento comunale entrando in tutte le commissioni consiliari, possibilità negata per regolamento al Presidente del consiglio). A turno (ha iniziato proprio il presidente Monachesi con segnalazione di inizio attività di spettacolo pubblico del 29 giugno) gli stabilimenti balneari consorziati stanno comunicando (peraltro poche ore prima di iniziare le serate) l’organizzazione di serate musicali che si svolgono nei luoghi dove si svolge l’attività del Consorzio, così pensando di aggirare l’ordinanza di sospensione. Il tutto nel silenzio delle autorità comunali che, così facendo, frustrano il lavoro meritevole di vigili urbani ed Arpam che hanno trascorso notti intere a rilevare i decibel (non solo in quel punto) a difesa dei cittadini residenti.

La “furbata” è francamente inaccettabile. Ci si rifletta un attimo. Così facendo, tutte le attività consorziate della spiaggia potrebbero ben organizzarsi per fare musica in modo selvaggio e a qualsiasi ora facendo figurare oggi un’attività e domani un’altra. Continuando così a fare musica in barba ai divieti. Spiace che a comportarsi in questo modo sia colui che dovrebbe garantire, nel massimo organo assembleare della città, le basilari regole del rispetto e della democrazia.

Ai cittadini non piace essere presi in giro. Dobbiamo chiederci: se tale episodio fosse capitato a degli imprenditori lontano dalla casta, le norme sarebbero state così aggirabili o, giustamente, la sanzione sarebbe stata impietosa? Una cosa è certa: questa triste vicenda finirà in consiglio comunale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-07-2012 alle 15:02 sul giornale del 07 luglio 2012 - 3382 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamente civico

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A me risulta che la musica provenisse dai Bagni Bruna e non dal Piccolo Lido. Mi sbaglio?

I bagni Bruna sono anche loro consorziati con il mascalzone insieme con i bagni Piccolo Lido e in questo gioco di raggiro delle leggi si passano la palla

Per fortuna che Mariangela Paradisi ha sollevato il problema con una lettera pubblica al Sindaco, ma per un altro "eletto" questo dibattito sulla musica troppo alta ( alias fracasso ) "sta diventando stucchevole, dannoso, poco produttivo e pericoloso".
Si, per gli amici degli amici.

radom Utente Vip

08 luglio, 13:33
Non c'entra nulla con il mascalzone ma siamo sempre sullo stesso argomento. Da due sabati ai bagni 77 fanno musica per tutto il pomeriggio, definirla musica anzi mi sembra un tantino esagerato. Trattasi di rottura di scatole e basta, tanto che il frastuono arriva sino ai bagni 72. Mi chiedo, ma è possibile in questa città far convivere la musica con la permanenza al mare di chi vuole rilassarsi un pò? Oppure anche questo è stucchevole?




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