La vendita degli animali in Fiera, Amati: una pratica al limite del maltrattamento

Silvana Amati 2' di lettura 16/08/2012 - Avevo salutato con gioia la delibera del Consiglio Comunale di Senigallia con la quale all’unanimità si era deciso di vietare la vendita degli animali alla fiera di Sant’Agostino.

Ritengo importante che la delibera ci sia stata perché segnala come la nostra comunità abbia assunto la consapevolezza che gli animali prima di tutto non si maltrattano , che non vengono considerati cose, da comperare e poi, come qualche volta purtroppo avviene, da buttare quando richiedono impegno di attenzione e cura. In molti ormai ci chiediamo se sia umanamente educativo per i bambini vederli esposti al caldo in spazi angusti , dopo essere stati trasportati chissà come e chissà da dove, in condizioni al limite del maltrattamento. Sono molte le amministrazioni locali che assumono atti consimili a quello deliberato dal Comune di Senigallia.

Con qualche successo negli itinerari di applicazione come avvenuto con sentenza del TAR della Toscana recentemente. Non credo che chi riuscirà a continuare in questa pratica commerciale ignori che in tanti non si è più d’accordo sulle effettive modalità di attuazione. Sono anche certa che tanto più dopo la presa di posizione del Consiglio comunale chi vorrà comunque esporre animali in fiera lo farà sapendo che devono essere rispettate anche le norme esistenti contro il maltrattamento animale. Finalmente sono anche certa che non mancheranno i controlli sulle condizioni degli animali esposti nelle varie ore del giorno.

Sarà interessata anche la Forestale, al cui grande impegno si devono i risultati contro l’allevamento della morte di Green Hill. Chi ha infatti il compito di rispettare e di far rispettare le regole saprà verificare misura e funzionalità delle gabbie che contengono animali in vendita, nonchè eventuale esposizione a temperature e condizioni di stazionamento non agevoli, corrispondentemente agli standard previsti. In diverse città questo aspetto della custodia è stato con successo fatto valere con ordinanze e regolamenti locali , che superano le attuali norme senza violarle.

Credo che Senigallia e il suo Consiglio Comunale abbia dimostrato di voler fare passi avanti, costruendo nuove iniziative che facciano crescere ,a partire dalle scuole , una cultura del rispetto che certo disincentiverà pratiche commerciali discutibili.

Dal Parlamento al Consiglio Regionale, con il supporto indispensabile delle tante associazioni animaliste che quotidianamente vigilano sul rispetto degli animali, stiamo mettendo in campo parallelamente nuove iniziative che consentano di cambiare la legislazione vigente. Il lavoro sarà lungo, ma può dare ottimi risultati, condivisi, per città che siano più a misura di esseri umani e di esseri senzienti, assai spesso in piena sintonia tra loro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-08-2012 alle 14:33 sul giornale del 17 agosto 2012 - 3789 letture

In questo articolo si parla di attualità, silvana amati

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Ma la Amati siede in Consiglio Comunale a Senigallia? Mi risulta di no.

Sta portando avanti in Parlamento qualche proposta di legge contro il maltrattamento degli animali nelle fiere? Da questo comunicato non sono riuscito a capirlo, eppure questo è il suo lavoro, non commentare il lavoro altrui.

Vanessa B

16 agosto, 23:52
Era una delibera atesa da ANNI quella che fu fatta contro la vendita di quei poveri cagnolini alla fiera.. ma come sempre ci dimostriamo un paese indecente, in cui gli interessi privati di qualcuno VINCONO di fronte alla giustizia contro il volere della cittadinanza e contro una giustizia etica... rnrnAuguro con tutto il cuore a tutti quei venditori che anche quest'anno torneranno a mettere 4 cani in un gabbiotto al caldio di agosto di non guadagnare neanche 50 centesimi.

Paul Manoni

17 agosto, 03:32
Di certo non servirà a rendere migliori le condizioni di vita dei cuccioli, ma visto la scellerata decisione del TAR contro la civilissima delibera comunale, l'unica cosa possibile da fare a questo punto è BOICOTTARE tali bancarelle.

Non comprateci nulla, non stazionateci davanti, non andate a vedere gli animali, tirate dritto senza nemmeno avvicinarvi, ed invitate quanta più gente possibile a fare altrettanto, così che i titolari delle bancarelle capiscano l'antifona e prendano atto che alla fiera cittadina, non sono più graditi.

Questa è, a mio avviso, la linea da seguire in attesa che venga riconosciuto il ricorso.

invece di fare commenti su delibere che il Comune di Senigallia sa farsi molto bene da solo sarebbe bello se l'Amati ci facesse sapere cos'ha fatto per la nostra città in questi lunghi 5 anni.

francesca

17 agosto, 10:59
E' intollerabile che nell'anno 2012 gli animali abbiano un simile trattamento:vengono venduti cani anche di razza.Se uno vuole un cane di razza è bene che se lo compri in un allevamento serio.(anche se io sono per l'adozione piuttosto dei tanti cani rinchiusi in canile)Tenere animali sotto il sole e rinchiusi in gabbie senza possibilità di uscire, in gabbie sporche di escrementi , è maltrattamento al limite della vivisezione del famoso Green Hill, in particolare per cani e gatti, ma anche per conigli ecc..Ci sono i canili e i gattili pieni di animali in attesa di adozione e gratis :adottate questi poveri animali piuttosto , ve ne prego.

Senatrice, per carità, è giusto e sacrosanto sapere anche il suo parere su questa questione, ma appunto solo un parere: poche righe sarebbero state ben più che sufficenti.
Non prenda questa mia come un'offesa, non lo vuole essere, ma onestamente trovo che la sua carica, con tutti i problemi che ha il Paese Italia attualmente, la renda più importante a dirimere ben altre questioni e quindi più doveroso fare di tutto in quella sede per quelli: casomai interessarsi di problematiche locali della sua città per questioni più serie e gravi (emergenza casa, per dirne una).

Nel caso in particolare, fermo restando che comprare animali da compagnia nei negozi vuol dire avere più certezze sulla loro origine e come sono stati trattati, questo non toglie che in Italia anche le ditte più serie spesso nascondano altre problematiche.
A prescindere, trovo più corretto liberalizzare la vendita di animali da compagnia e non sarei intervenuto con un divieto: casomai sarei intervenuto regolamentando gli spazi destinati a contenere i nostri "amici".
Volete vendere animali in giro?
Bene, fatelo pure: ma oltre ad avere documenti in regola (se li danno per i frigoriferi, perchè non per gli animali di compagnia?), devono stare in ambienti o gabbie molto più grandi, con acqua e cibo in giuste quantità.
Insomma, diverse da quelle viste finora.

Tarcisio Torreggiani

17 agosto, 11:56
Approvo integraente il contenuto del commento fatto da Daniele. la Senatrice Amati la smetta di far finta di interessarsi degli animali e a non interessarsi della condizione delle persone (anche di quelle che continuano a darle il voto)

Roberta

17 agosto, 12:37
Scusate il tono polemico, ma non capisco proprio chi va a comprare animaliin generale, ma in queste fiere in particolare.
In generale non è possibile vedere le fattrici, nè le condizioni di allevamento col rischio di alimentare l'esercizio di questa attività in modo inaccettabile per il benessere animale. C’è poi il rischio che provengano dall’est Europa, anche se di età adeguata secondo la legge, dove è noto esserci vere e proprie fattorie di cuccioli e le norme di tutela animale inesistenti.
E noi li compriamo a qualche centinaia di euro pensando di fare il grande affare, e magari non sappiamo nemmeno leggere il libretto sanitario o i documenti del cane appena acquistato.
Prima di acquistare un animale in occasioni di commercio itinerante sarebbe buona cosa consultarsi col proprio veterinario sull'opportunità di farlo perchè essi con la loro professione sanno valutare la serietà degli allevatori almeno in zona e vi illustreranno i pericoli insiti in criteri di allevamento almeno discutibili.
Ed inoltre proprio non ci interessa che questi animali stiamo 4 gg di seguito sempre in gabbia, senza la possibilità di muoversi, nemmeno di notte, perchè di notte sono messi dentro un camion? E la nostra non è l'unica fiera. Dopo Senigallia e prima ce ne sono altre. E così i fortunati venduti sono liberi, quelli non venduti continuano ad andare in giro per fiere. Ma proprio non interessa a tutti quelli che OGNI VOLTA vanno lì anche solo per vedere. Gli animali non sono merci: che razza di educazione si dà ai bambini! Sono avvilita per lo spettacolo desolante che dovremo ancora vedere.
Che bisogno ha uno come Hobby Zoo che ha un parco in provincia di MAceratain cui allevare di tutto, nell'epoca di Internet, in cui la gente prende e parte a comprarsi ciò che vuole, di portare ramengo per le Marche con caldo pure dei cuccioletti. Checchè ne dicano lor signori non lo chiamino amore per gli animali. Ci metterei loro dentro a delle gabbie notte e giorno. Scusate lo sfogo ma alla barbarie non c'è fine.

La Giunta ama talmente tanto gli animali da fare le delibere a c...di cane (tanto da farsele sospendere dal Tar).
Quanto alla Amati, il suo presenzialismo mi fa quasi sospettare che confidi in elezioni anticipate.

radom Utente Vip

18 agosto, 19:03
La battaglia della Senatrice Amati a favore degli animali dura da parecchio e con esiti abbastanza positivi. Tra le varie funzioni di un parlamentare credo non vi sia soltanto l'occuparsi della propria città, cosa che peraltro fa abbastanza bene.
Per quanto riguarda la vendita di animali io non la demonizzerei. L'obiettivo è quello di vendere animali in condizioni tali da non costringerli a soffrire, cosa che invece accade durante la Fiera e, per quello che si vede in giro, non solo a Senigallia.

Roberta Mercuri

20 agosto, 17:56
Io credo che sia arrivata l'ora che voi senatori iniziaste a legiferare nelle sedi competenti.Inutile parlare..piuttosto regolate adeguatamente le condizioni di vendita degli ambulanti e basta. In sei anni da senatrice non si riesce a fare una legge del genere??Se le cose non le fa lei Sig. Amati che è in Senato chi altri dovrebbe occuparsene??
E poi vorrei chiederle anche un'altra cosa, a prescindere dal fatto che una società civile deve aver conto degli animali, ma perchè nessuno non parla mai della mercificazione dei bambini che vengono scambiati come merce e oltre a pagare tantissimi soldi per essere adottati rimangono negli istituti. Vorrei chiedervi perchè nessuno si batte per loro, non manifesta o non fa legiferare a tal proposito eppure sono bambini!!




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