L’Esino come un quadro d’autore e uno spicchio di mare

La festa del fiume sull'Esino 20/08/2012 - La luce di un tramonto agostano lambisce le deboli increspature dell’Esino.
Lento e consumato dall’afa estiva, ormai lontano dalle mete dei vacanzieri, il vecchio fiume rinnova imperturbabile, attimo dopo attimo, il suo cammino fino al mare, disciplinando col suo nastro sinuoso le infinite sfumature di verde della vegetazione e il lilla delle infiorescenze che concludono un paesaggio degno di un quadro d’autore.

È sorprendente quanti “volti”, sempre diversi, riesca a guadagnare, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. E come cambi, col suo aspetto, il suo umore…

Saremo pronti a tenergli testa all’arrivo delle prime piogge autunnali?

Intanto, le cronache di questi giorni riportano le immagine che ritraggono gli ombrelloni aperti come fiori sul prato verde delle due piscine della città nell’intento di regalare l’illusione di uno spicchio di mare agli jesini rimasti a casa o comunque “patiti della tintarella a portata di mano”.

Immagini straordinariamente simili a quelle di qualche decennio fa, quando si faceva la festa al fiume Esino.

Scrive lo storico Giuseppe Luconi: “La prima festa del fiume si tenne nel 1978, precisamente il 10 settembre, su, al Moreggio, e fu un successo di partecipanti (anche molti giovani), di gare, di giochi, di musiche e di invenzioni gastronomiche. Si andò avanti così per qualche anno, ma esaurito lo slancio iniziale, con sempre minore partecipazione di gente e di entusiasmo. Fino al 1983, quando si tenne l’ultima edizione. Una conclusione in sordina, amara per gli organizzatori e per i fedelissimi del fiume. Con disappunto del padrone di casa, l’Esino, che aveva creduto in una clamorosa rivincita sul mare”.







Questo è un editoriale pubblicato il 20-08-2012 alle 09:29 sul giornale del 21 agosto 2012 - 1131 letture

In questo articolo si parla di attualità, editoriale, esino, Paola Cocola

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