'Trappola' per ciclisti nella ciclabile della Cesanella

1' di lettura 09/11/2012 - I ciclisti senigalliesi, si sa, sono indisciplinati: percorrono le strade in senso contrario, attraversano le strisce pedonali in sella e minacciano la sicurezza dei pedoni nelle zone pedonali. Così qualcuno ha pensato bene di piazzare una "trappola" per ciclisti sulla pista ciclabile della Cesanella.

Il nuovo cantiere nel Parco della Cesanella, aperto poche settimana fa per costruire nuovi appartamenti, ha bisogno di corrente elettrica. Così per portare l'allacciamento è stato passato un cavo interrato che ha tagliato il prato e la pista ciclabile all'altezza di via Brandani.

La ricopertura in una parte della pista ciclabile però non è stata fatta a regola d'arte ed ha ceduto creando un avvallamento profondo circa 15 centimetri decisamente pericoloso per i ciclisti, specie per quelli che percorrono la ciclabile nel tardo pomeriggio o la notte.

Intorno all'avvallamento non è stata posta alcuna segnalazione.

Al di là di questo caso specifico ed eclatante nella maggior parte delle strade di Senigallia sono visibili i segni di interventi di chi deve passare cavi, tubi e quant'altro sotto il manto stradale.
Non sarebbe opportuno che chi svolge questi lavori anziché rappezzare la strada riasfalti tutto il tratto coinvolto?








Questo è un articolo pubblicato il 09-11-2012 alle 13:15 sul giornale del 10 novembre 2012 - 6680 letture

In questo articolo si parla di attualità, michele pinto, cesanella, pista ciclabile, biciclette

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Egregio Pinto,
non conoscendola, non ho idea se il "si sa" sia ironico o meno.

Si sa anche, a senigallia,che gli scooteristi sorpassano con la doppia riga continua, tamponano i ciclisti che voltano a sinistra dopo aver debitamente segnalato (successo a me) e se ne fregano dei limiti di velocità ovunque e comunque, parlare di come affrontanto rotatorie e incroci sarebbe troppo dispersivo.

Non parlo, ovviamente, degli scooteristi con marmitta truccata, tutti illegali, soprattutto i maxiscooter che fanno più casino di una lamborghini in accelerazione.

Si sa anche che nella zona lungomare, dove i cartelli suggeriscono una velocià di 30 all'ora, gli automobilisti vanno anche a 80 sorpassando sulla pista ciclabile.

Si sa anche che oltre il ciarnin si viaggia a 100 senza l'ombra di un vigile per settimane.

Se dobbiamo parlare di disciplina, almeno il ciclista non inquina, difficilmente ammazza una persona e non fa rumore.

Sempre, naturalmente, che lei abbia l'intelligenza intellettuale, l'onestà e la civiltà di accorgersene.....

E sempre che pubblichiate questa letterina.

Gentile Tristalia,
l'ironia del primo paragrafo credevo fosse evidente a tutti, tanto più che in passato ho scritto molti articoli e fatto molte battaglie a favore dei ciclisti.

Il fatto che alcuni scuteristi abbiano comportamenti quanto meno discutibili o che alcuni automobilisti infrangano costanntemente il codice della strada non autorizza chi, come lei e me, preferisce muoversi in bicicletta a non rispettare le regole.

Ma non è questo l'argomento dell'articolo.

radom Utente Vip

10 novembre, 13:17
L'inosservanza delle norme del codice riguarda tutti, dai pedoni che attraversano dove gli pare, ai camionisti che non si fermano in viale Leopardi manco a sparargli. Passando per tutti gli altri ordini di veicoli. Ovviamente non tutti i conducenti si comportano così, la stragrande maggioranza è rispettosa del codice, infatti si fa prima a notare uno indisciplinato che cento corretti.

Ma per quanto riguarda l'intervento di Michele direi che ha perfettamente ragione. Troppi lavori restano a metà, malcurati e mai terminati, con le conseguenze da lui indicate.

Comunque viva la bici.

Non ho ancora potuto controllare di persona, ma mi hanno riferito che ora la buca è stata riparata, ma il manto stradale è tutt'ora in pessime condizioni.

Due cose:
1) 92 minuti di applausi alla risposta di Miky a Tristalia (nomen omen, lo prendo alla lettera, visto che è lui il primo a non riconoscere l'ironia nemmeno se gliela indicano). Se c'è un utente fondamentalista della bici a Senigallia quello è Michele. :)
2) La questione riparazione dopo il taglio non dovrebbe essere tutto 'sto problema: si va a leggere il contratto di appalto alla ditta che ha fatto i lavori di posa dei cavi e si cerca cosa dice in caso di necessità di manomettere altri manufatti. Se c'è scritto che va fatto il "ripristino alle condizioni originarie" i cari amici sarà il caso che tornino sul punto e rifacciano la pista ESATTAMENTE com'era, se no SEMPLICEMENTE non li si paga. "Il portafoglio Ramon! Se vuoi uccidere un'impresa devi mirare al portafoglio!".
E' così difficile??
E lo dico pur detestando cordialmente i ciclisti...




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