Autoconsegna al Raparto Mobile di Senigallia, Sap: 'Chi difende i difensori?'

autoconsegna al reparto mobile di Senigallia 2' di lettura 30/11/2012 - Autoconsegna del personale dei Raparti Mobili di Senigallia e Padova. Il personale dei due reparti mobili di Polizia, con l'autoconsegna di venerdì, chiedono al Ministro Annamaria Cancellieri e ai politici che si adoperino per una revisione delle norme che regolano le manifestazioni in luogo pubblico.

I poliziotti rischiano ogni giorno la vita per 1.300 euro al mese, anche nei servizi di ordine pubblico, a causa di pochi facinorosi, a volte appartenenti all'area antagonista e alla delinquenza comune, che “inquinano” manifestazioni nate con finalità legittime e condivisibili, con costi sociali immensi per l'impiego massiccio delle Forze dell'Ordine e la distruzione di beni pubblici- spiega Filippo Moschella, segretario provinciale del Sap Ancona- Oggi esiste un profondo squilibrio fra i doveri dei poliziotti (compresa l'ipotesi d'introduzione dell'identificativo, che espone gli operatori a rischi di false denunce e minacce) e le tutele dei contestatori estremisti, violenti e prevaricatori, che non possono essere bloccati prima delle manifestazioni”.

Pertanto il personale del Raparto Mobile di Senigallia, in contemporanea con quello di Padova, con l'autoconsegna di venerdì dicono basta ai tagli delle Questure, degli straordinari e delle attrezzature e chiedono una revisione delle norme che regolano le manifestazioni in luogo pubblico. In particolare, spiega il sindacato, chiedono che venga valutata “l'introduzione del Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive), modificato per adattarlo alle manifestazioni di piazza, compreso l'obbligo di presentazione in concomitanza con l'evento cui non si può partecipare, del fermo preventivo, dell'arresto obbligatorio in flagranza e dell'arresto differito, qualora non sia opportuno procedere all'arresto in flagranza”.

Il Sap, inoltre, ha chiesto anche l'adeguamento delle protezioni e delle attrezzature per tutti i poliziotti, come scudi più resistenti e leggeri, lacrimogeni che, dopo il lancio, non possano essere raccolti e tirati contro i poliziotti, estintori portatili individuali e spray per evitare l'utilizzo di altri mezzi di coazione fisica. Presente all'autoconsegna Alessandro Cicconi Massi e Enrico Rimini del Ppe-Pdl e Giovanni Zinni, Consigliere Regionale de Il Popolo della Libertà.

E' giusto che chi sbaglia paghi ma il Parlamento non deve cadere nel buonismo- afferma Giovanni Zinni- Gli agenti devono poter lavorare nel modo migliore e in tutta sicurezza”.








Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2012 alle 20:00 sul giornale del 01 dicembre 2012 - 2902 letture

In questo articolo si parla di attualità, Sudani Alice Scarpini, autoconsegna, reparto mobile di senigallia, sap ancona

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Invece io sarei daccordo con il mettere un codice numerico che nessuno a parte le forze dell'ordine conoscono, come ho visto fare anche in altri paesi europei.
Non compromette la sicurezza di nessuno, e farlo toglierebbe alcune scuse agli scalmanati.

radom Utente Vip

02 dicembre, 14:29
Già il fatto che alla manifestazione fossero presenti due esponenti di uno schieramento politico che ha causato il vero sfascio dei conti per le forze dell'ordine, non depone a favore di chi l'ha organizzata.

Poi che si chiedano misure contro i dimostranti "facinorosi" ci sta, ma che siano bilanciate da misure contro gli agenti provocatori e violenti a senso unico. Ne va del buon nome della organizzazione intera.

Ma è poi vero che un agente percepisce solo 1.300,00 euro al mese? mi sembrano in effetti un pò pochini. E' il caso di leggere meglio le buste paga?




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