Paradisi sull'autoconsegna della Polizia: 'Nessun marchio per i poliziotti'

roberto paradisi 30/11/2012 - Il nostro mondo va realmente alla rovescia se sotto accusa finiscono i poliziotti e gli aggressori mascherati e i violenti di piazza passano per martiri. L’idea di “marchiare”, come nei campi di concentramento, i poliziotti con un numero identificativo nei caschi non è solo balorda. E’ incivile.

Di più: è la consegna dei “buoni” (perché questo sono le forze dell’ordine) alla lista nera dei “cattivi”. E’ la segnalazione ai violenti e ai mascalzoni di piazza dei nomi e degli indirizzi dei ragazzi in divisa e delle loro famiglie. Per questo esprimo piena solidarietà agli uomini del Reparto Mobile di Senigallia (e alle forze dell’ordine in genere) che si sono consegnati in caserma oltre l’orario di lavoro.

Solo chi alimenta l’odio verso le forze dell’ordine può condividere l’idea criminogena di “marchiare” i poliziotti che fanno il proprio dovere in piazza per arginare devastatori, violenti ed estremisti. La gente per bene, non dimentichiamolo mai, è con la polizia e con i carabinieri. Nella sacrosanta battaglia per la dignità degli uomini in divisa e per la regolamentazione delle manifestazioni di piazza, auguro al Sap (il sindacato autonomo di polizia) di riuscire a far comprendere alle autorità governative ciò che appare ovvio ad ogni cittadino perbene.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2012 alle 23:48 sul giornale del 01 dicembre 2012 - 2782 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamente civico

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Jacopo Mutti

01 dicembre, 09:24
Caro signor Paradisi, come lei ben sa a chiunque, anche ad un poliziotto, può capitare di commettere un reato. Le tenute anti sommossa rendono impossibile risalire a chi lo abbia commesso. Così come nessuna persona di buonsenso affermerà che tutti i preti sono pedofili solo perchè qualcuno lo è e nessuno di buon senso affermerà che tutti i Musulmani sono Kamikaze solo perchè qualcuno lo è, nessuna persona ragionevole penserà che tutti i poliziotti sono criminali solo perchè, come in ogni ambiente, capita di trovare anche il poliziotto che non sa dare la misura alle sue azioni. Ma sarebbe gravissimo, e lei che rappresenta le istituzioni deve rendersene conto, che se lo stato si ostina a non rendere identificabili i poliziotti le persone ragionevoli potrebbero anche pensare che lo faccia perchè lo stato è complice di quel piccolo numero di poliziotti che commette reati con la divisa. Valuti con attenzione la cosa e valuti anche il fatto che queste osservazioni arrivano da una persona che difende le forze dell'ordine ogni volta che adempiono al loro dovere.

Oggi per radio ho ascoltato un rappresentante della Polizia (P maiuscola, sempre) che giustificava l'assenza di un codice identificativo ragionando sul fatto che esistono già dispositivi che colpiscono chi sgarra e tutto si basa sui capitani delle squadre.
Giustissimo, a livello teorico.
Ma questo non toglie gli eventuali cortocircuiti che possono capitare, come è accaduto alla scuola Diaz durante genova 2001 ad opera di una minoranza di soggetti che voleva vendicare gli accadimenti dei giorni precedenti, causando quello che hanno causato.

In ogni caso esigerei i codici sulle forze dell'ordine e contemporaneamente il divieto assoluto di usare caschi, maschere e quant'altro da parte dei manifestanti, pena l'immediato fermo dello svolgimento della manifestazione e la legittimità nell'arresto di quei soggetti coperti.
E chi si copre perchè sta male d'inverno, restasse a curarsi a casa.

Tra l'altro sui caschi delle forze dell'ordine andrebbe indicato solo un codice alfa-numerico, una matricola, mica nome, cognome, indirizzo, data di nascita.... A me sembra una cosa ragionevole e dovuta, che servirà soprattutto per tutelare, oltre ai cittadini, quei rappresentanti delle forze dell'ordine che fanno il loro lavoro con onestà, professionalità e buon senso.

mino Utente Vip

02 dicembre, 23:01
Anche perché le forze dell'ordine non dovrebbero scendere al livello dei provocatori che, protetti dall'anonimato di caschi, fazzoletti e sciarpe, picchiano e devastano.
Ovvio che la tenuta antisommossa deve servire a proteggere, ma non a nascondere chi esagera.