Rissa all'Hotel Lori: profughi danneggiano il centro di accoglienza

hotel lori 06/01/2013 - Notte movimentata al centro di accoglienza profughi dell'Hotel Lori, sul lungomare di Marzocca. La struttura, che ospita profughi di guerra di varie etnie con prevalenza di magrebini e libici, è stata danneggiata dall'escandescenza in cui hanno dato alcuni degli ospiti.

L'allarme, lanciato dal personale che vigila la struttura, è stato dato intorno alle 22 di venerdì. All'interno del centro di accoglienza infatti si sarebbe accesa una lite fra extracomunitari. Motivi futili, ancora da chiarire, che hanno scatenato il finimondo. Alcuni tunisini e libici infatti avrebbero iniziato prima ad urlare fra di loro e poi dalle parole sono passati ai fatti. La lite però è presto degenerata passando alle mani ma non per azzuffarsi.

Gli extracomunitari infatti hanno preso a calci e pugni gli arredi, la mobilia, le sedie e tutto quello che capitava loro sotto mano provocando danni e mandando in frantumi diversi utensili. Per riportare l'ordine sul posto sono intervenute le forze dell'ordine. Polizia e Carabinieri hanno avuto il loro bel da fare per riportare la quiete all'interno della struttura che ospitava anche altri profughi che hanno dovuto sopportare il raptus di follia del gruppetto. I profughi coinvolti nei danneggiamenti sono stati identificati e gli inquirenti valutano ora se e quali provvedimenti prendere nei loro confronti. Anche se episodio così eclatanti non si verificano spesso, l'istituzione del centro di accoglienza sulla spiaggia di velluto ha sollevato nel tempo diverse polemiche.

Come nella primavera del 2001, in occasione dell'ondata di sbarchi di clandestini approdati nelle coste del sud Italia. In quella circostanza la Regione Marche aveva dirottato nella struttura di Senigallia una decina di profughi provenienti dal centro di accoglienza di Manduria. All'Hotel Lori il via vai di ospiti è piuttosto costante nel tempo. Tra profughi in arrivo e quelli che se ne vanno (per vari motivi), il centro è quasi sempre al completo.






Questo è un articolo pubblicato il 06-01-2013 alle 02:55 sul giornale del 07 gennaio 2013 - 7252 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, hotel lori, profughi

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Ecco il risultato dell'accoglienza!!! prima salgono sugli autobus e picchiano l'autista ora spaccano tutto!! Il tutto a spese nostre mangiano bevono telefonano fumano questi fannulloni. E i buonisti a buon mercato di casa nostra (vedi Volpini) continuano a difenderli questi mascalzoni.
Devono tornare a calci in culo al paese loro.
saluti

va bene l'accoglienza!
opterei anche per lavori socialmente utili visto che stanno li a spese nostre

a quanto scritto nell'articolo dal 2001!

ghost Utente Vip

06 gennaio, 10:34
Una sonora zampata in culo a quegli "albergatori" che non sanno fare il loro mestiere e per andare avanti si accontentano dei contributi statali per l'ospitalità di questi fannulloni cronici.

Fuori dalle @@ e subito senza se e senza ma, diamo il loro posto alle persone ITALIANE che in questo momento ne hanno bisogno. Mio nonno sovente mi ripeteva prima si pensa alle esigenze della nostra famiglia e poi agli altri.

giulio

07 gennaio, 09:39
Commento sconsigliato, leggilo comunque

E adesso chi paga i danni? Il "buonissimo" Volpini ed i suoi compagnucci?

Angela carloni

07 gennaio, 14:20
ma proprio belli gli insegnamenti della dc!!prima la famiglia e a c@@o tutto il resto! e il razzismo...mio dio che schifo!mi vergogno di essere vostra concittadina!mandiamoli a calci a casa loro!ma che siete tutti figli di borghezio?!!?!?
qualsiasi commento sarebbe sicuramente attaccato come buonismo quindi vi dico solo una cosa...pensate se ci foste voi in questa situazione, in un paese che non è il vostro, dove non ci sono reti di sostegno e di integrazione,dove siete odiati solo perchè la vostra etnia è diversa da quella del paese ospitante,dove siete rinchiusi in un cpt, cie o "hotel" con tante altre persone diverse anche da voi,con le loro idee diverse dalle vostre, dove non potete fare niente perchè non sono riconosciuti i vostri diritti e non c'è un cavolo di organo ufficiale che si occupa di farvi inserire tramite lavoro o altro nella società...praticamente come dei topi in gabbia...voi non dareste in escandescenza?! e non mentite dicendo che voi non fareste mai così perchè non è vero. anche noi italiani siamo stati emigranti e siamo stati odiati e bollati come mafiosi e persone poco raccomandabili,che ce lo siamo dimenticati?!
e per finire...in base alle norme internazionali i migranti hanno diritto di fare richiesta di asilo e di vedersi riconosciuto lo status di rifugiati e il Trattato di Dublino impone che chi arriva in uno stato e vi chiede rifugio debba rimanere lì. quindi prendetevela con qualcun'altro.

giogo giorgio

07 gennaio, 14:57
Perfettamente d'accordo con i lavori socialmente utili,e poi vanno espulsi i violenti.Per quelli tranquilli e non rissosi...che ne facciamo di tutta un'erba un fascio???Sarebbe un'ingiustizia palese!! Saluti

Angelo D.

07 gennaio, 15:13
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Ho aspettato fino ad ora, per vedere almeno qualcuno che esprimesse concetti simili ai miei: che tristezza, solo una persona.

Nessuno ha detto qual'è stata la causa scatenante di questo parapiglia, in ogni caso a leggere qui pare che sia stato causato da un numero LIMITATO di persone.
Quindi, casomai, qualsiasi azione va intrapresa nei confronti di QUELLE persone, e non verso tutti quanti come qualcuno "tra le righe" vorrebbe suggerire: non tutti sono "mele marce", come non tutti gli italiani emigranti erano "mafiosi".

L'articolo del Carino, dispiace dirlo, contiene subito una imprecisione. I profughi del Lori on sono Libici. I libici hanno la pelle bianca, e sono anche razzisti. E al Lori non ci sono nemmeno tunisini. Ma al loro sono tutti africani subsahariani, gente che è dovuta scappare dalla Libia in fiamme del 2011, obbligati dai generali di gheddafi a salire nelle barchette verso Lampedusa (quanti ne sono morti dentro il mare…) , per rappresaglia nei confronti dei governi europei. I neri del lori sono ex carpentieri, camerieri, meccanici, operai che lavoravano pacificamente in Libia e che sono dovuti scappare per colpa della guerra. Se solo qualcuno di noi si femasse a parlare con loro, quando li incontra, senza schifarli subito, chissà quante belle cose imparerebbe…
Vivono a Marzocca da due anni. Abbandonati a loro stessi. In una situazione scandalosa, senza mediatori cultuirali, senza sapere nulla del loro futuro, sneza nessuno che spieghi loro cosa succederà, cosa accadrà. Condivido in pieno la risposta che ha dato la lettrice che si firma Angela Carloni. In queste condizioni si impazzisce..

Prima di gettarci tutti con giudizi affrettati su commenti isterici, rimando a questo mio articolo uscito su Avvenire qualche tempo fa:
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1MM2VD

@ angela!
ma allora quale sarebbe secondo lei la soluzione??

Profughi di guerra maghrebini e libici?
Quale guerra?

Si, ma chi paga i danni?
Dai Angela, mano al portafoglio ;-)

bumat buba

07 gennaio, 22:52
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Mi permetto di dare un suggerimento alla gentile signora Angela: non si avventuri da sola nei pressi della Rocca perchè potrebbe essere scippata, come minimo, da qualche marocchino ubriaco dopodichè, immagino, riformulerebbe il suo commento al presente articolo. La prego indirizzi la sua gentilezza d'animo verso i nostri perchè così com'è ora è senz'altro mal riposta.
cordiali saluti

Angela carloni

08 gennaio, 10:22
@giosempre: verso i nostri?!quali nostri?!i nostri bei concittadini?!ci sono andata alla rocca e continuo ad andarci e non mi è mai successo niente.
@giorgino: sicuramente incrementare le possibilità di aiuto dei servizi sociali, creare una rete di supporto tramite mediatori culturali, psicologi e assistenti sociali così da poter aiutare la persona ad integrarsi nella società. aiutarlo a lavorare magari tramite delle borse lavoro.

Angela, non ci girare tanto attorno. Paghi o non paghi?

Ma lei (Angela) di che paese è??? Probabilmente è cittadina del mondo!! ecco è così si spiega la sua intemerata.
Si tenga i "suoi" di concittadini.
addio

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AVVENIRE (31,10, 2012) "Noi accolti e dimenticati"
Marco Benedettelli

Non ha mai conosciuto un mediatore culturale da quando è nelle Marche. Qualcuno in grado di spiegargli i suoi diritti, dove si trova, come fare così sperduto e lontano da casa. E non sa nulla dei centri per l’impiego, non ce lo hanno mai accompagnato per trovare un lavoro. Né ha mai visto uno psicologo. Modibo (nome di fantasia per garantire l’anonimato) vive all’Hotel Lori di Marzocca, frazione di Senigallia, da più di 14 mesi. La sua testimonianza è la dimostrazione di quanto, in troppi casi e come sta venendo a galla questi giorni, quello dei rifugiati si sia trasformato in un business per strutture di accoglienza improvvisate grazie anche alla latitanza degli enti regionali. Modibo, cittadino di un paese sub-sahariano, è arrivato in Italia nell’aprile del 2011, con l’ondata di profughi scappati dalla Libia in fiamme. Da Lampedusa è finito insieme ad altri 40 rifugiati all’Hotel Lori, una ex struttura alberghiera gestita da un nucleo familiare. “C’è un medico che parla in francese. Di altri operatori qui non ne abbiamo mai visti. Ci sono poi i quattro gestori dell’albergo che vengono a turno per cucinare e altri lavori di manutenzione. Fino a poco tempo fa ci davano solo pasta, tutti i giorni. Solo ora dal Comune è arrivato un operatore sociale, ma non c’è quasi mai e non fa nulla” spiega Modibo. La tv e le lunghe partite a biliardino sono l’unica attività per ammazzare il tempo. Per il resto si vive avvolti dal vuoto pneumatico. L’assenza di servizi è ingiustificabile, dato che lo Stato italiano spende per ogni rifugiato arrivato con l’emergenza nord Africa 41 euro al giorno (più di 1200 euro al mese) che dovrebbero servire a garantire le tutele, informare e formare i profughi e inserirli il più possibile nel tessuto sociale del paese di accoglienza. Avremmo voluto intervistare i responsabili dell’Hotel Lori, ma non ci è stato concesso nessun incontro. La testimonianza di Modibo, però, lascia pochi dubbi. “È come vivere dentro una stanza buia. Capisci? Non vediamo nessuno intorno a noi. Non sappiamo dove siamo, non sappiamo cosa ci capiterà”, ci spiega davanti alla spiaggia deserta di Marzocca. Eppure sulla carta i presupposti dell’accoglienza erano altri. Nella convenzione stipulata tra la regione Marche e i gestori dei centri è stabilito che le strutture ricettive devono garantire – direttamente o in subappalto – servizi di mediazione linguistica e culturale, informazione su diritti e normative, assistenza sociale e psicologica, oltre al vitto e all’alloggio. Nelle Marche oggi risiedono nei centri 446 richiedenti. Molte delle cooperative che se ne sono fatte carico (Gus, Perigeo, Casa Freedom per esempio) hanno fornito un servizio buono, in qualche caso ottimo. Ma l’esempio dell’Hotel Lori dimostra che le istituzioni non hanno mai esercitato un’opera di controllo costruttivo, fatto di riunioni e report periodici: “Noi ci siamo fidati delle varie associazioni con le quali abbiamo stipulato le convenzioni. Sono loro che si impegnano a garantire i servizi”, spiega Giovanni Rossini, responsabile regionale della Protezione Civile per l’Emergenza Nord Africa. Gli domandiamo se sono state svolte delle verifiche periodiche sulle attività dei centri gestori per vedere se tutto procede secondo quanto previsto nelle convenzioni: “Di accertamenti ne abbiamo svolti, ma all’inizio, per verificare l’agibilità delle strutture. Poi i miei tre collaboratori hanno fatto altre visite. Io mi tengo informato al telefono coi vari responsabili. L’Hotel Lori è una di quelle strutture ancora senza molta esperienza”. Colpisce che gli enti regionali in un anno e mezzo non siano riusciti ad istradare l’Hotel Lori verso il giusto funzionamento. Non è stato nemmeno controllato il curriculum del suo personale (così come quello degli atri centri marchigiani) per accertare se ci fossero le competenze adatte a un’opera di assistenza qualificata verso profughi africani, vittime spesso di traumi di guerra e di tortura, che non conoscono l’italiano e sono spersi nella giungla dei simboli della nostra società e in mille peripezie burocratiche. L’ex albergo, in oltre, funge da Centro di accoglienza ormai da 5 anni. Modibo oggi ignora se gli verrà concesso l’asilo politico o la protezione umanitaria oppure niente. La Commissione di Caserta non ha ancora impugnato il suo caso. Se il 31 dicembre il Governo non rinnoverà il piano di assistenza ai rifugiati, lui come gran parte dei 20mila arrivati dalla Libia nel 2011, rischia di ritrovarsi clandestino. Nelle Marche nessuno è stato in grado di metterlo nelle condizioni di autodeterminare il proprio futuro.

bibo Utente Vip

08 gennaio, 17:43
Ricordiamoci sempre che questi sono profughi di una guerra che NOI siamo andati a fargli a casa loro, quindi prima di dire di rimandarli a casa a calci, sarebbe bene che ce ne andassimo noi a calci dal loro paese...

Angela carloni

08 gennaio, 18:20
pagherà la prefettura,tramite le nostre tasse, le loro stro@@@@e!