Chiusura di Cardiologia: Mangialardi, 'Non ci provino neppure'

16/02/2013 - Lo avevano preannunciato appena due settimane fa l'assessore alla sanità Fabrizio Volpini e il presidente del Tribunale del Malato Umberto Solazzi ed ora anche i sindacati confermano.

L'Asur vuole tagliare l'unità operativa di cardiologia dell'ospedale di Senigallia. L'annuncio sarebbe stato dato dai vertici regionali dopo un confronto con le organizzazioni sindacali. Un'ipotesi che era già nell'aria dal momento che con il primariato vacante per il pensionamento dell'ex dirigente Nino Ciampani, l'Asur non aveva proceduto alla sua sostituzione. “Tagliare cardiologia è una scelta incomprensibile e sciagurata -chiosa la Cisl- l'Unità Operativa di Senigallia è la più grande tra le altre Cardiologie dell'Area Vasta 2, ha una dotazione organica di 10 medici, 1 coordinatore e 31 operatori. All'anno registra oltre mille pazienti con più di 7 mila prestazioni erogate in regime ambulatoriale”.

Sulla questione il sindaco Maurizio Mangialardi si dice pronto ad erigere barricate. “Non ho visto alcun atto ufficiale e sono rimasto alla conferma di un incontro con il direttore dell'area vasta Piero Ciccarelli per fine mese -premette il primo cittadino- detto questo, di tagliare cardiologia non se parla proprio. Non è pensabile che scelte così delicate vengano prese senza un confronto con il territorio e non voglio pensare che ciò sia stato fatto”.

Sul campanello d'allarme rappresentato dalla mancata nomina del nuovo primario di cardiologia di Senigallia (a differenza di quanto avvenuto a Jesi e Fabriano dove i cardiologi in pensione sono stati subito sostituiti) Mangialardi rilancia. “Invito caldamente l'Asur ad attivare immediatamente le procedure di bando per la nomina del nuovo primario -continua il sindaco- non è pensabile procedere con una operazione così disomogenea e iniqua all'interno dell'area vasta. Per Cardioloia possiamo discutere a chi assegnare il coordinamento d'ambito ma non certo sulla sopravvivenza del reparto nel nostro ospedale. Cardiologia non si taglia. L'ex primario Ciampani ha improntato l'unità operativa su una organizzazione strutturale e professionale che va assolutamente preservata e per questo dico che il nuovo primario deve essere nominato subito”.






Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2013 alle 23:50 sul giornale del 18 febbraio 2013 - 6204 letture

In questo articolo si parla di sanità, giulia mancinelli, politica, cardiologia

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Luca T.

17 febbraio, 14:26
All'ospedale di Senigallia ci sono Unità Operative di fatto svuotate di ogni senso e penso a Otorino ed Oculistica, la prima già senza Dirigente e la seconda che lo perderà a breve. Perché non accorparle a Chirurgia e salvare la ben più strutturata e funzionante Cardiologia?!?! Quali interessi sotto banco portano anche solo a svendere un reparto pienamente a regime salvaguardando due unità senza alcun senso (almeno intesi come servizi autonomi con tanto di primario!).
Certo, la solita politica che probabilmente tutela interessi locali che non si vedono, invece, intervenire laddove a toglier le tende è il Dr. Ciampani, anconetano e non senigalliese... mai che un volta si ragionasse in termini tecnici e strategici di opportunità del governo della sanità. Sfido a dimostrare il senso della ventilata soppressione dell'U.O. di Cardiologia a fronte del mantenimento di Otorino e Oculistica!!!

Stefania M.

17 febbraio, 19:58
Completamente d'accordo con Luca

stanlio

18 febbraio, 00:06
La penso come Luca; otorino è assente da anni senza che se ne senta disagio alcuno, quando non è sufficiente il nostro piccolo servizio fanno ormai fa riferimento altre strutture molto vicine, come Fano e Ancona, da decenni; la oculistica è diventata, con l'avvento della tecnologia, una branca ambulatoriale. In entrambi i casi la città non sente la necessità di un primario.
Invece una importante cardiologia fa la differenza tra vivere e morire. Avete letto infatti di Jesi e Fabriano stracciarsi le vesti per aver perso l'otorino o l'oculistica? Che si risparmino i due primariati e si investa su quello di cardiologia, operazione a costo 0 per la Regione ma ad ampio vantaggio per i senigalliesi! Che il Sindaco e l'Assessore si muovano in tal senso. Poi non meravigli che Grillo riempia le piazze quando questi sono i nostri dirigenti.

un altro mattoncino dell'ospedale che se ne va, un altro passo verso la chiusura mentre i nostri politici fanno finta di niente.

Tarcisio Torreggiani

18 febbraio, 11:04
Csrissino Sindaco,

Ti vorrei proprio vedere erigere barricate per difendere l'ospedale di Senigallia e in particolar modo Cardiologia, dopo essere stato zitto quando Spacca ha spostato la sede dell'Area Vasrta 2 a Fabriano anziche in località barientrica. Ti vorrei proprio vedere contestare il tuo Assessore alla Sanità regionale e il cosiddetto direttore dell'area vasta 2 dott. Ciccarelli( che si è dimenticato delle ragioni che sosteneva da sindacalista). Perchè non hai posto il problena dell'ospedale di Senigallia in occasione della venuta di Luchetti(che per conservare l'assessorato ha accettatato la sede dell'area vasta 2 a Fabrino) con l'Amati e la Brignone.

Ti sei mai domandato perchè l'iniziativa di Giancarli, mozione contro la sede dell'area vasta 2 a Fabriano, è stata firmata solo da 6 consiglieri regionali del PD?

Spacca sostenuto dal PD regionale sta svuotando la sanità di rete per favorire fabriano e Marche Nord e tu minacci barricate, ma contro chi se sei della stessa famiglia?

Ciao

Spero di non averne mai bisogno in futuro, ne per me ne per i miei cari.
Ma certo se si deve andare a fare una razionalizzazione dei costi, meglio subito accorpare settori poco sfruttati che altri che invece (purtroppo) sono essenziali per la vita della gente.
Non conosco esattamente le percentuali di persone ricoverate con problemi cardiaci, ma certo muovono più persone che altri settori (come suggerisce Luca, Otorino e Oculistica): ma muovere inteso come mezzi, persone che vanno a fare assistenza ai parenti, costi pesanti per le famiglie.
Assolutamente no, cardiologia da qui NON DEVE andare.

Vorrei che le varie forze politiche locali, dopo le elezioni, si facessero vere portavoci dei propri cittadini e spingessero subito i propri rappresentanti politici ad approvare IMMEDIATAMENTE uno degli ultimi decreti (cassato tra agosto e settembre) che introduceva il costo standardizzato di riferimento per i materiali medici ovunque in tutto il territorio nazionale, primo forte esempio di tagli di spese inutili.

Ci aggiungo che con tutti i crepacuore che la politica fa soffrire ai suoi"cittadini", mi serve avere una cardiologia vicino

Daniele a me lo scorso anno la cardiologia senigalliese nel mese di marzo mi ha preso per i capelli, altrimenti andavo a far compagnia a mio padre deceduto 55 anni fa sempre per infarto.
leo

Francesca Costantini

18 febbraio, 17:48
Sono un'infermiera presso la U.O.C. di Cardiologia - UTIC oggetto della discussione.
Premesso che vengo a sapere dai giornali di un possibile taglio al mio reparto, rimango allibita nel leggere i vari articoli.
Mi piacerebbe sapere se le persone che prendono tali (presunte) decisioni sappiano di che cosa stanno parlando.
Mi piacerebbe sapere se queste persone sanno chi siamo, come lavoriamo, quali progetti abbiamo in corso e quali quelli realizatti.
Mi piacerebbe sapere se queste persone hanno mai varcato la soglia del reparto o, addirittura, dell'ospedale stesso.
Mi piacerebbe sapere se i pazienti vengono presi in considerazione o, come al solito, restano l'ultima ruota del carro. Chiedete a loro se hanno voglia di fare la fila a Torrette nell'attesa di un posto letto.
Le prestazioni che abbiamo erogato fin'ora parlano chiaro.
Non ho le competenze per dire quali siano le U.O. che dovrebbero essere soppresse, ma chiuderne o declassarne una in piena attività mi puzza di politica e di soldi.

Luca T.

18 febbraio, 19:07
Commento sconsigliato, leggilo comunque

curiosity

18 febbraio, 20:34
Commento sconsigliato, leggilo comunque