Cesanella 1: infondate le accuse sul cantiere abusivo

municipio 10/04/2013 - Occorre far luce sulla vicenda del comparto Cesanella 1, rispetto al quale il Consiglio Comunale, con una variante al P.R.G. che ha riguardato tutta la fascia costiera e che è stata votata dal Consiglio Comunale, ha ridotto la capacità edificatoria e ha disegnato un comparto funzionale al miglioramento della vivibilità dei luoghi e della qualità urbana rispetto alle previgenti previsioni del P.R.G.

Come accaduto nel comparto vicino, denominato Cesanella 2 ed oggi realizzato, oltre ad edifici di edilizia privata si sarebbero dovute realizzare importanti parti di città pubblica quali un’ampia area verde fronte mare da organizzare a spazio verde pubblico con vegetazione dunale, un sottopasso ferroviario di collegamento tra il lungomare ed un consistente numero di parcheggi pubblici al di la’ della ferrovia. Il fatto che un cittadino proprietario, nel caso di specie il Signor Mariani, si opponga alla realizzazione di una strada di interesse pubblico prima nella fase delle osservazioni respinte dal Consiglio Comunale e poi nel procedimento giudiziario amministrativo, è una circostanza che rientra nella normale dialettica democratica e partecipativa tra cittadino ed Ente pubblico.

Quello che desta molte perplessità e sconcerto è invece il contenuto dell’articolo trasmesso alla stampa ieri dal Consigliere Paradisi. A tale proposito l’Amministrazione Comunale intende precisare quanto segue. Il contenuto della sentenza del T.A.R. Marche n. 141/20013 lascia spazio a molteplici iniziative di esecuzione da parte dell’Amministrazione stessa che sta valutando ed analizzando attentamente con il servizio dell’area tecnica, l’ufficio legale ed i propri consulenti legali di parte, tutte le iniziative da mettere in campo.

Si stigmatizza dunque la radicale infondatezza delle superficiali dichiarazioni apparse sulla stampa locale. Si comunica perciò che l’Amministrazione Comunale, nei termini di legge, attiverà tutte le azioni funzionali a tutelare l’interesse pubblico dell’Ente. Da ultimo registriamo con qualche stupore l’ondivago atteggiamento del Consigliere Paradisi, la cui esternazione appare a sua firma nei quotidiani cartacei e, almeno nella prima parte della giornata, anche in quelli on line, salvo poi trasformarsi in corso d’opera in una comunicazione proveniente dal cittadino interessato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2013 alle 17:30 sul giornale del 11 aprile 2013 - 4870 letture

In questo articolo si parla di comune di senigallia, politica, senigallia, municipio

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/LDi


A precisazione dei fatti la Redazione intende chiarire l'andamento cronologico dei fatti. Nella mattina dell'8 aprile riceviamo una mail da Roberto Paradisi con la dicitura "lettera di un cittadino senigalliese, vincitore di un ricorso al tar contro il Comune, che continua la sua battaglia di legalità contro atteggiamento inqualificabile della pubblica Amministrazione". Non pubblicando interventi anonimi abbiamo pubblicato l'intervento a firma "da Roberto Paradisi". Solo alle 19.30 dello stesso giorno lo stesso Paradisi invia una seconda mail precisando che il testo non è una sua dichiarazione ma attribuibile al sig. Mariani. A quel punto, avendo fornito il referente, la redazione ha provveduto a sostituire la firma, come chiesto dal consigliere Paradisi. L' "errore" che Paradisi attribuisce alla stampa e dunque anche a noi, non ci appartiene. Evidentemente la prima mail inviata da Paradisi non era così chiara dato che tutta la stampa, sia online che cartacea ha commesso lo stesso "errore". Per noi la questione finisce qui e non intendiamo inseririci in ulteriori botta e risposta tra il consigliere e il comune che ovviamente riguardano il contenuto del comunicato. Tanto era dovuto ai nostri lettori.
Giulia Mancinelli e Michele Pinto

Da Roberto Paradisi abbiamo ricevuto un ulteriore intervento in merito alla firma sulla paternità del comunicato da lui inviato l'8 aprile. Ecco il testo.

"Delle due l’una o il sindaco rivela chi ha vergato l’intollerabile e vile comunicato sulla questione della Cesanella o lo riterrò personalmente responsabile delle gravissime affermazioni contenute contro la mia persona. Affermazioni frutto di disinformazione e malafede. Addirittura contenenti intimidazioni nei confronti di un consigliere comunale (figuriamoci se mi lascio intimidire da questi signori!). Il “Comune” (chi si nasconde “coraggiosamente” dietro questa sigla?) mi accusa di aver scritto un comunicato “sconcertante”, di aver fatto dichiarazioni superficiali e di aver assunto un atteggiamento “ondivago”. Infine minaccia azioni legali. I fatti: un cittadino senigalliese, pesantemente vessato dall’Amministrazione, mi invia una lettera con preghiera di trasmetterla ai giornali. Si tratta di Massimo Mariani, il vincitore del ricorso al Tar contro le delibere dell’Amministrazione riguardante il comparto Cesanella 1. Come sempre a disposizione dei cittadini vessati, rigiro il comunicato ai giornali, sottolineando a chiare lettere che non è un mio comunicato ma una lettera del cittadino che ha vinto il ricorso amministrativo (ovviamente conservo copia della comunicazione). Erroneamente alcuni giornali attribuiscono a me la paternità dell’articolo. Nella stessa giornata (e il sindaco e i suoi scribani anonimi non possono non aver letto la precisazione sui giornali on-line), appena mi accorgo dell’evidente errore, invito formalmente i giornali a rettificare il nome dell’autore della lettera scrivendo il testuale comunicato:

“In riferimento all’articolo apparso oggi sui giornali e sugli organi di informazione on-line, devo precisare, come d’altronde avevo ben specificato nella email di invio, che il comunicato non era e non è il mio ma di un cittadino senigalliese (Massimo Mariani) che ha vinto il ricorso al Tar contro il Comune di Senigallia. Devo pertanto precisare che non possono essermi attribuite, come invece è stato fatto da alcuni organi di informazione, frasi ed espressioni non mie. Della vicenda mi sono ampiamente occupato nelle settimane scorse invitando in Consiglio comunale il sindaco a far rispettare la sentenza del Tar Marche e chiedendo di intervenire immediatamente per far sospendere i lavori. Condividendo pertanto la battaglia del cittadino che si vede ingiustamente penalizzato dal Comune di Senigallia, confermo, come peraltro più volte precisato in sede istituzionale,  che il Tar ha sancito l’illegittimità degli strumenti attuativi (varie delibere) in base alle quali è stato rilasciato il permesso di costruire nonché tutti gli atti conseguenti. E’ dunque evidente che l’Amministrazione comunale ha il dovere di sospendere i lavori senza fingere che non ci sia una sentenza esecutiva del Tar”.

Parole (queste e solo queste mie!) che torno a sottoscrivere senza remora alcuna.A questo punto, o il sindaco si scusa pubblicamente con il sottoscritto indicando l’autore del comunicato denigratorio nei miei confronti o sarò io a tutelarmi nelle apposite sedi.

Mariani Massimo

11 aprile, 10:01
Buongiorno a tutti,
sono “il cittadino proprietario….il sig. Mariani” che essendo parte in causa può parlare conoscendo molto bene la questione.
Intanto il ricorso al TAR è stato presentato (ed accolto) non solo da me ma anche da mia madre, Elide Sabbatini . Per completezza bisogna dire poi che ci sono altri due ricorsi pendenti, per la medesima questione, da parte di altri due cittadini; quindi i cittadini “scontenti” sono almeno 4.
Ciò premesso quello che non dice il “Comune di Senigallia” (il Sindaco, l’assessore all’urbanistica, o chissachì) è che c’è una sentenza del TAR (la n.141/2013) che deve essere rispettata. Il mancato rispetto di una sentenza è un fatto grave, perseguibile a termini di legge, tanto più se commesso da una pubblica amministrazione.
Tutto il resto è noia, come diceva una famosa canzone…
E’ noia dire che l’intervento edilizio pianificato ha migliorato la vivibilità dei luoghi: se un tribunale dice che gli atti che stanno alla base di questo intervento sono errati e quindi nulli, vuol dire che questa trasformazione del territorio non si poteva fare. Se demolissimo Ponte Vecchio a Firenze, ne guadagneremmo in termini di sicurezza dall’esondazione dell’Arno, ma chiunque, anche un assessore di un piccolo Comune di provincia, capirebbe che si tratta di un atto illecito.
E’ noia dire che il cittadino Mariani si è opposto alla realizzazione di una strada di interesse pubblico: intanto i cittadini Mariani e Sabbatini si sono dovuti opporre da subito perché sui loro terreni volevano costruire anche due palazzine e poi, l’interesse pubblico della strada è del tutto opinabile dato che, la strada, cortissima, serve di fatto solo al nuovo edificato e non è nemmeno indispensabile dato che ci sono numerose soluzioni alternative.
E’ noia dire dire che “l’amministrazione sta valutando ed analizzando… tutte le iniziative..”; sono quasi due mesi che la sentenza è nota a tutti e nel frattempo il cantiere progredisce mettendo lo stato di fatto di una costruzione quasi ultimata contro lo stato di diritto che non consentiva questi lavori.
Appare evidente che il Comune, a causa dell’emanazione di atti illeciti (lo dice il TAR) si trova nell’incomoda posizione di obbedire ad una sentenza e quindi danneggiare il costruttore o fare il contrario.
Sarà per questo che, prevedendo ciò che è poi realmente accaduto, il Comune di Senigallia ha approvato uno schema di liberatoria da far sottoscrivere al lottizzante che liberi l’ente da ogni responsabilità in caso di accoglimento dei (numerosi) ricorsi pendenti ( DD n.492 del 17.05.2012).
Sulla bontà di un tale modo di governare decidano i cittadini; sulla liceità di un simile atto giudichino i più esperti in materia.
Ma se la vicenda dovesse sfociare in un contenzioso fra impresa e Comune, i cui costi ricadrebbero per l’ennesima volta sui contribuenti senigalliesi, che nessuno dica che l’evento era imprevedibile.
Cordiali saluti.

ice25 Utente Vip

11 aprile, 14:42
Ma in tutto questo sig Mariani se il TAR le da ragione perche' non chiamare le forse dell'ordine e fare eseguire la sentenza sia chiaro io sono con lei.

Buongiorno sig. Mariani
Può cortesemente spiegare, a me e ai tantissimi che non ne sapevano nulla di tutto questo fino a pochi giorni fa, qual'è la motivazione per cui si è arrivato ad un pronunciamento del TAR?
C'è un errore nella variante di piano?
Si contesta la legittimità del Piano urbanistico relativo alla zona o la mancanza di una qualche autorizzazione di Enti sovracomunali?
C'è una previsione del piano che va contro qualche suo diritto, per cui ha deciso di impugnarlo davanti ad un giudice che le ha dato ragione?
Insomma, perchè e su cosa alla fine il TAR si è effettivamente pronunciato?

Sole, non è che si fa un ricorso al TAR per un cappuccino venuto male al barista

"Rigiro alla stampa una lettera di un cittadino...."

Se l'email mandata dal Consigliere Roberto Paradisi alla stampa inizia con questa frase....penso che "qualcuno" abbia toppato in primis e cercato poi di parare la toppa in maniera maldestra...ma questo non mi meraviglia di sicuro ben conoscendo le "alchimie della vita"...

Massimo Mariani

11 aprile, 20:06
Per Daniele_sole,
per spiegare tutto nei particolari ci vorrebbe un libro. Ti consiglio di leggere la sentenza alla URL http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/frmRicercaSentenza.asp. La sentenza è la n. 141/2013. Se ci sono dei dettagli che posso chiarire sono a disposizione.
Tanti saluti a tutti.

Massimo Mariani

@Francescocon
E' vero quanto dici, e in fondo il TAR gli da ragione, ma questo non risponde alla mia richiesta che era un'altra: volevo sapere COME si era arrivati a quella sentenza.

@Massimo Mariani
Grazie, era quello che cercavo, o almeno una sua sintesi: avevo provato ad aprire il link postato qualche tempo fa ma non mi dava accesso.
Distinti saluti