Approvata la tariffa-truffa sull'acqua

acqua 02/05/2013 - I Sindaci dell’AATO 2, ovvero i Sindaci di gran parte della provincia di Ancona, o i loro rappresentanti, continuano a non rispettare l’esito del referendum popolare sull’acqua del 2011.

Il 23 aprile ’13 hanno infatti approvato il nuovo metodo di determinazione della tariffa elaborato dall’ Autorità per l’Energia Elettrica e Gas (AEEG), consapevoli che la nuova tariffa inserendo le voci “oneri finanziari” e “rischio di mercato” in forma forfettaria, senza alcuna relazione con i costi realmente sostenuti, ripristina sostanzialmente la “remunerazione del capitale investito”, abrogata dal referendum.
Nei fatti il profitto garantito torna ad essere uno degli elementi di composizione della tariffa. E questo nonostante la Corte Costituzionale abbia affermato che la finalità del quesito referendario era di “rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua”. I Comuni di Reggio Emilia e provincia, di Aprilia, Arezzo, Firenze, Prato, Pistoia, Montecatini, sono stati i primi a non accettare la truffaldina operazione messa in piedi dall’AEEG, altri li stanno seguendo.

I Sindaci delle nostre comunità, invece, hanno approvato il nuovo metodo provvisorio e deliberato un aumento della tariffa dell’acqua, per il 2013 pari a quello del 2012, del 6,5%, ma si sono guardati bene dal deliberare la restituzione agli utenti di quanto indebitamente percepito da Multiservizi per il periodo luglio 2011, dicembre 2011. Dal 2008 ad oggi il costo dell’acqua, tra tariffa, oneri fissi… è aumentato di circa il 60% ossia il 300% dell’inflazione, tra l’altro dentro un sistema di scaglionamento per consumi che penalizza le famiglie più numerose. Prima che venisse assunta la decisione abbiamo inviato alla presidenza dell’AATO e ai Sindaci, una lettera/diffida attraverso la quale evidenziavamo le criticità della delibera dell’AEEG e di come questa ripristinasse sotto mentite spoglie la sostanza della vecchia tariffa, ragione per cui il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha presentato ricorso al TAR della Lombardia. Con questa decisione i Sindaci hanno violentato la democrazia due volte. Supponenza, arroganza, indifferenza verso le popolazioni, un misto di tutto questo, o chissà cos’altro, resta il fatto che i Sindaci operano per derubricare il voto referendario a puro incidente di percorso, molti di loro, tra l’altro, “dimenticandosi” i propri 2 sì ai referendum, e lo fanno dentro la logica del “sono stato eletto decido io”.

Dentro la delega in bianco non solo non c’è spazio per il confronto, per la partecipazione, ma è la stessa democrazia rappresentativa ad essere svuotata di senso; non è un caso che le assemblee elettive, i Consigli Comunali (probabilmente le stesse Giunte) non siano state chiamate a discutere delle scelte che il “loro” Sindaco si accingeva a fare. Se la finalità è quella di rendere le istituzioni ancora più incredibili, nel senso letterale della parola, ossia non credibili, allora i Sindaci hanno trovato la giusta via, ma non facciano conto sulla nostra rassegnazione. Come sempre sapremo trasformare l’indignazione in linguaggio e azione politica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2013 alle 19:00 sul giornale del 03 maggio 2013 - 2405 letture

In questo articolo si parla di attualità, acqua

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"Bella" cosa.
Buono a sapersi....