Variante al Prg per la riqualificazione turistica-alberghiera: le proposte della Fiamma Tricolore

Riccardo De Amicis 18/05/2013 - Nei prossimi giorni l'Assessore Ceresoni presenterà l'emendamento alla variante al PRG nella sua versione definitiva, per la riqualificazione turistica-alberghiera ed il relativo riclassamento dei carichi urbanistici che sarà discussa prossimamente in Consiglio Comunale.

Una variante complessa perché oltre alle già menzionate azioni, la stessa consentirà anche all'Hotel Marche di essere emendabile in altezza, la riqualificazione del comparto ex D1.1 (inserimento di servizi privati di tipo terziario), la salvaguardia ambientale della collina di via Cellini, l'ex caserma carabinieri di via Cimarosa, la localizzazione di nuove aree attrezzate per la sosta dei camper e caravan oltre a quella del Cesano, oltre ad un capitolo inerente al Piano comunale per l’Edilizia Residenziale Pubblica.

All'Assessore Ceresoni, prima di entrare nello specifico tecnico della variante stessa volevamo esporre due osservazioni e una proposta:

1) il Piano Regolatore Generale Comunale attualmente vigente a Senigallia è stato redatto da Giorgio Morpurgo nel 1975. In questi quasi 40 anni, l'introduzione di numerose e complesse viarianti hanno di fatto cambiato e stravolto il testo iniziale: dalla variante per gli insediamenti commerciali all'uscita dell'autostrada (Borgo Bicchia) degli anni '90, a quella della fascia costiera, al piano urbano del verde, al piano Cervellati solo per indicarne alcune. Quindi riteniamo che attualmente sia il momento giusto per la città di Senigallia dotarsi di un nuovo Piano Regolatore Generale Comunale che possa ridefinire la città dei prossimi anni.

2) Nell'ottobre scorso, a proposito del nuovo Regolamento Edilizio (prima fase), la Fiamma Tricolore apprendeva con favore dell'eliminazione della Commissione Edilizia. Discorso che andrebbe ampliato ed allargato, non solamente con finalità di risparmio economico, ma anche da un punto di vista organizzativo. Se Giorgio Morpurgo è stato tra i fondatori del "Collettivo di Architettura" all’interno della cellula comunista "Ho Chi Minh" del Politecnico di Milano, il Comune di Senigallia, allo stesso modo, non ha saputo resistere alla stessa tentazione. Infatti nel corso degli anni gli Uffici Comunali hanno attinto a piene mani dalle cellule PCI di allora (famosa quella di via Capanna). Se osserviamo con attenzione l'organigramma dell'Uffico Programmazione Urbanistica, più o meno è lo stesso degli inizi anni '90. Che cosa vogliamo dire? Che l'Assessore Ceresoni e il Sindaco Mangialardi, ormai a metà mandato, è ora che provvedano ad una profonda riorganizzazione di tale ufficio in quanto la filosofia e coordinazione con gli altri uffici è datata ed obsoleta. Nel 2013 è impensabile e improponibile per un cittadino aspettare lunghe attese per una semplice SCIA o DIA.

3) Quindi relativamente ai punti 2) e 3) proponiamo l'istituzione di un UFFICIO di PIANO che velocizzi tali atti amministrativi. La Pubblica Amministrazione è dotata di norme e di regole che possano nel modo più trasparente possibile selezionare professionisti con conclamata e certificata esperienza. Una volta creata la squadra di lavoro, l'ufficio oltre ad esaminare e ad evadere le richieste, si dovrebbe occupare dell'aspetto più importante: del CONTROLLO. Una volta concessa la pratica edilizia è importante che tra la stessa ed il risultato finale non ci sia una sostanziale diversità, tale da rendere evidente un abuso edilizio. Riteniamo che questo sia il modo migliore per rivalutare e rinforzare lo Stato Amministrativo, cioè contrastare la privatizzazione e la liberalizzazione dei servizi comunali che purtroppo hanno infettato anche la città di Senigallia. Allo stesso tempo crediamo che l'istituzione di tale ufficio sia lo strumento più idoneo per superare quella elefantiaca burocrazia che ha favorito ed alimentato il fenomeno dell'abusivismo edilizio.


da Riccardo De Amicis
Segretario Provinciale Fiamma Tricolore





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-05-2013 alle 15:17 sul giornale del 20 maggio 2013 - 2699 letture

In questo articolo si parla di politica, Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Riccardo De Amicis

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Riccardo, per favore, chiarisci il concetto di "lunghi tempi per una SCIA e una DIA": sono pratiche autorizzative le cui tempistiche sono dettate a livello nazionale, non locale.
Apprezzo la nota della necessità di controllo, ma spessissimo accade che nei cantieri edili ci siano situazioni impreviste e imprevedibili.
Quando in futuro l'edilizia saprà programmare le cose per tempo, prevedendo tutto, allora non ci saranno problemi: per il resto ci sono le leggi.