Volpini sull'ospedale: 'Vogliono penalizzare Senigallia e devono dirci perchè'

Fabrizio Volpini 3' di lettura 01/06/2013 - La Spiaggia di Velluto infuriata contro l'Asur e la Regione Marche. Oggetto della protesta i continui tagli e declassamenti che penalizzano solo ed esclusivamente l'ospedale di Senigallia, che perde pezzi a confronto degli altri ospedali di rete quali Jesi e Fabriano.

Dalle istituzioni arriva ora la richiesta esplicita ai vertici dell'Asur (a cominciare dal direttore dell'Area Vasta Piero Ciccarelli) e della Regione di “svelare” le reali motivazioni che spingono la direziona sanitaria a penalizzare costantemente solo la spiaggia di velluto. Una realtà di 44 mila abitanti, che d'estate triplica la popolazione, e che ha un bacino d'utenza medio di 100 mila unità. Dopo la mancata sostituzione dei primari vacanti, primi fra tutti Cardiologia e Radiologia (nomine invece regolarmente avvenute a Jesi e Fabriano), un altro colpo alla sanità arriva dal taglio dei posti letto di medicina e dai numeri di sproporzione tra medici/infermieri e pazienti.

La Rsu dell'Area Vasta 2 denuncia il “vergognoso” taglio di posti letto “camuffato” dietro alla riorganizzazione dei reparti. A partire dal 14 giugno la riorganizzazione delle corsie di medicina e degenza post acuzie vedrà ben 29 posti letto in meno nel Dipartimento Medico. A Senigallia, inoltre, il rapporto medico/pazienti è il più difforme di tutta l'Area Vasta 2. Si passerà infatti al rapporto di 1/14 contro l'1/4 di Fabriano, l'1/6 di Osimo e l'1/5 di Jesi 1/5.

“Nella difesa del nostro ospedale non siamo mai stati in silenzio, tutt'altro -replica l'assessore alla sanità Fabrizio Volpini- condividere la logica dell'area vasta non significa accettare scelte che oggettivamente penalizzano il nostro ospedale e infatti ci battiamo con forza per la difesa per presidio. Condivido pienamente l'opposizione ai tagli dei posti letto annunciati. Il piano di riconversione dei posti letto per via della spending review presenta una sproporzione che penalizza Senigallia rispetto agli altri ospedali di rete quali Jesi e Fabriano”.

Il taglio dei posti letto, considerando una prima rasoiata già effettuata, arriverebbe addirittura a -37 (-27 posti per le post acuzie e -10 per la lungo degenza). Un confronto che non regge quello con i posti letto degli altri ospedali. Per la lungodegenza, ad esempio, Jesi, tramite l'ospedale di Cingoli, ha 34 posti letto, Fabriano 30 e Senigallia appena 16. C'è poi tutta la partita legata ai primariati vacanti. Otorino e Oculistica sembrano ormai persi, ma si vorrebbe scongiurare la stessa fine anche per Radiologia e soprattutto Cardiologia.

“Ci batteremo con tutte le nostre forze per non perdere Cardiologia perchè a Jesi e Fabriano i primari sono stati sostituiti e da noi no -aggiunge Volpini- è evidente che il quadro che emerge è fortemente penalizzante per noi e per questo serve un'azione forte di contrasto e di presa di distanza da queste scelte. Soprattutto ci devono dire perchè vogliono depotenziare il nostro ospedale”.






Questo è un articolo pubblicato il 01-06-2013 alle 18:16 sul giornale del 03 giugno 2013 - 4034 letture

In questo articolo si parla di fabrizio volpini, giulia mancinelli, politica, ospedale di senigallia

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Volpini sull'ospedale: 'Vogliono penalizzare Senigallia e devono dirci perchè': ce lo dovrebbe dire lei, assessore.

ormai per l'ospedale di Senigallia non c'è più niente da fare, il declino non è cominciato adesso, accorgersene ora fa ancora più rabbia a quelli che lo dicono da anni. Occorrono azioni clamorose per cambiarne il destino, non semplici articoli su VS

Tarcisio Torreggiani

03 giugno, 12:06
Caro Volpini ci sei o ci fai, ancora non hai capito, io credo che fai finta, che per salvare Senigallia è necessario togliere l'appoggio a Spacca in Regione e mandarlo a Casa.

Luigi Alberto Weiss

03 giugno, 16:40
Dove sono finiti i tanti e importanti "amici" degli anni passati, che gli amministratori senigalliesi si portavano dietro a ogni "inaugurazione" ospedaliera, dalla camera calda al monoblocco? Erano quelli che garantivano l'intangibilità dell'ospedale, anzi il suo rafforzamento futuro a favore della città, della valle del Misa e non solo. Adesso il coccodrillo di turno versa le immancabili lacrime.




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