Villani: 'Restituire a Piazza Garibaldi funzionalità e identità'

08/07/2013 - La piazza di una città è lo spazio urbano di maggiore valenza collettiva e sociale. Piazza Garibaldi di Senigallia, da sempre Piazza del Duomo, non si differenzia dalle altre, anche se non ha mai assunto la stessa funzione aggregativa della centrale piazza Roma o della più recente piazza del Duca.

Il suo ruolo più marginale deriva dal fatto che dopo l’incompiuto ampliamento settecentesco il quartiere è rimasto a bassa densità insediativa per la presenza di residenze signorili e di molti edifici religiosi: anche i numerosi e precari tentativi di sistemazione succedutisi nel tempo dimostrano la sua incompiutezza. La bella foto che accludiamo è comunque un’immagine efficace dell’aspetto che potrebbe presentare una volta liberata dagli alberi e dai cordoli in pietra.

Ciononostante è stata sempre percepita come piazza pubblica, ospitando le manifestazioni più svariate, dalle cerimonie religiose a quelle civili, dalle gare equestri nell’Ottocento alle parate della cavalleria nel primo Novecento, dagli esercizi ginnici della gioventù fascista agli spettacoli in tempi più recenti e così via. Oggi vi si tiene il mercato settimanale, è un luogo di sosta e incontro in occasione di riti e cerimonie religiose, vi si sono svolte nel passato recente (ma niente lo vieta anche in futuro) manifestazioni pubbliche; purtroppo è anche un parcheggio, il che impedisce altri usi più consoni. Perciò è legittimo chiedere e pretendere che continui a svolgere le funzioni proprie di una piazza, magari potenziandole, anche perché è l’unico spazio in grado di contenere celebrazioni e manifestazioni ad ampia partecipazione e il più idoneo per il mercato cittadino.

Quindi non serve una piazza da ammirare, ma piuttosto uno spazio articolato che solleciti la molteplicità delle relazioni sociali. Perciò siamo contrari a progetti ispirati ad un banale concetto di abbellimento, estraneo ad ogni seria operazione di restauro e riqualificazione del centro storico, e anche a soluzioni troppo elaborate. Serve piuttosto restituire alla piazza funzionalità e identità e un’immagine coerente con il contesto urbano e architettonico settecentesco, coscienti tuttavia che la piena fruibilità e animazione di questo spazio restano legate alla densità abitativa e alla frequentazione di tutto il quartiere: cosa che avverrà solo quando andrà in porto il progetto di recupero a fini residenziali degli “Orti del vescovo” e dell’area delle caserme .

Il progetto proposto dall’amministrazione comunale invece, noto a pochi in verità e mai fatto oggetto di un confronto allargato, non sembra tener conto di queste considerazioni e appare incongruo con il contesto architettonico e urbanistico e con le funzioni di una piazza storica, disattendendo nella sostanza anche le indicazioni del piano del centro storico. Propone infatti una specie di parco urbano o “giardino all’Italiana” con prati, siepi, qualche albero e l’immancabile fontana con zampilli, un’idea del tutto inedita per la scenografia urbana di una piazza settecentesca e che non trova riscontro in nessuna piazza coeva italiana, essendo propria degli spazi interni delle ville gentilizie o delle regge principesche. Inoltre e soprattutto appare in aperta contraddizione col concetto stesso di piazza, che implica uno spazio interamente fruibile e calpestabile, mentre non può esserlo un prato.

Il progetto completo originario però non si realizzerà per evitare l’eliminazione totale del parcheggio, e allora si è ripiegato su una sua realizzazione parziale, intervenendo solo sulla fascia centrale, dove si prevede una piazzetta sopraelevata a formare un dosso fra il duomo e S. Rocco, pavimentata con gli immancabili costosi disegni circolari, bordata ai lati di siepi e alberi e con al centro una fontana a zampilli. Il resto dello spazio (più di due terzi) sarebbe pavimentato con asfalto drenante pigmentato e destinato alle auto. Ma se l’idea progettuale nel suo insieme appare incongrua, non lo è di meno una sua realizzazione parziale, che renderebbe ugualmente impossibile la piena utilizzazione dello spazio e verrebbe a spezzarne l’unità architettonica, ostacolandone la percezione come un tutt’uno coerente, mentre l’interposizione del verde impedirebbe la piena visibilità degli edifici posti alle estremità (la ex filanda e l’ex Collegio Pio). Infine non si capisce il senso di una fontana moderna con zampilli davanti la facciata del duomo, né il senso di un asse di collegamento diagonale fra il Duomo e S. Rocco (due realtà del tutto estranee) che finirebbe per marginalizzare il collegamento con tutti gli altri edifici.

Si parla “sagrato” quadruplicato davanti il duomo e di “foyer” davanti S. Rocco. Ma una piazza è già tutte queste cose insieme senza dover ricorrere ad artifici. Poi perché enfatizzare la tematica del sagrato? Perché l’invenzione di un asse che non è mai esistito e che privilegia due soli edifici in una piazza architettonicamente policentrica per la pari rilevanza delle facciate di molti altri edifici. Un asse oltretutto diagonale che interferisce con l’impianto ortogonale dello spazio. Altro elemento invasivo sono i quattro alti pali (immancabilmente neri) dell’illuminazione al centro della piazza, più adatti per uno stadio che una piazza storica, quando esistono soluzioni meno invasive.

Concludiamo proponendo che la piazza conservi il suo aspetto tradizionale, ispirando ogni intervento di arredo alle coeve piazze settecentesche della regione e di quelle limitrofe (vedi Emilia Romagna), e ciò in perfetta coerenza con i principi ispiratori del piano del centro storico. Che recuperi la sua unità spaziale, eliminando il dislivello che ora separa l’area a parcheggio dalle strade. Che venga ripristinata la visibilità della scenografia delle facciate eliminando i filari di lecci. Che la pavimentazione venga eseguita con lastre di arenaria locale o nazionale (molto più solida di quella di importazione) e con il sussidio di calcare bianco per sottolineare la geometricità degli spazi. Nel contempo non va esclusa la presenza di qualche piccola isola di verde con alberi e panchine nei punti in cui non disturbi la visibilità in modo da rendere più fruibile lo spazio.

Questa soluzione permetterebbe la conservazione del mercato settimanale assolutamente irrinunciabile e lascerebbe aperta ogni soluzione presente e futura per la questione del traffico e del parcheggio, che potrà essere affrontata quando si prospetteranno soluzioni alternative. Infine una conclusione di buon senso: se non vi sono le risorse sufficienti, perché non rinviare il tutto a tempi migliori ?








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-07-2013 alle 15:44 sul giornale del 09 luglio 2013 - 2957 letture

In questo articolo si parla di attualità, senigallia, italia nostra, Virgilio Villani

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Michele

09 luglio, 11:59
Via i parcheggi da "stadio" dal nostro centro storico! rnRivogliamo la nostra piazza! Ridateci la nostra piazza (foto articolo).rnNO A QUESTO SQUALLIDO PROGETTO MISTO!rnSarebbe una soluzione castrata e uno spreco di soldi inutile. rnVogliamo una piazza pedonale, con veduta completa dei magnifici palazzi circostanti, aiuole, verde curato e panchine. rnrnComplimenti per l'articolo.

La proposta del sig. Villani mi piace, e pare interessante da praticare.
Solo non toglierei mai gli alberi ma sostituirei/rimpiazzerei quelli mancanti, perchè non scambierei l'ombra che fanno durante l'estate con la vista dei fronti degli edifici.
Inoltre lascerei comunque un minimo di gradino, o quantomeno qualcosa per separare la zona a traffico dalla piazza vera e propria: sia per sicurezza che per marcare un segno del luogo.

mino Utente Vip

09 luglio, 15:51
Alla nostra Amministrazione piacciono i gradini "per marcare un segno del luogo", basta andare a vedere quello che è stato fatto in piazza del Duca!
Ma il progetto del Comune, è a firma di chi?
Si può sapere o c'è la privacy?
Perché credo che sia giusto tenere memoria di certe nefandezze...

appoggio la proposta di villenai, via le auto e, soprattutto, il mercato, vera nefandezza moderna dei centri storici! riprendiamoci la piazza del duomo, più spazio davanti al sagrato e deviazione del traffico di attraversamento!