Siamo Chiaravalle: un dissuasore di velocità inutile ad evitare incidenti mortali

Siamo Chiaravalle 2' di lettura 10/08/2013 - Non sappiamo quali cause abbiano determinato l’ultima vittima della strada a Chiaravalle. Come siano andate esattamente le cose appartiene al mondo delle ipotesi, su questo si può discutere a lungo; l’unica certezza: un doloroso epilogo.

Tutti i Chiaravallesi, quanto meno i più attempati hanno un sacro timore di quella stramaledettissima curva; ogni volta che l’affrontano molti ripensano ai dolori che ha causato. Da anni si è sentita l’esigenza di piazzare un dissuasore di velocità in via Clementina: da qualche tempo ne è stato posto uno all’altezza dell’incrocio con via San Benedetto, tra l’altro chiusa da tempo immemore per i lavori dell’autostrada. In quel punto la strada è rettilinea, la visibilità buona e la casistica di incidenti, decisamente inferiore alla curva della casa cantoniera. Il dissuasore di velocità è inoltre di un bel colore grigio asfalto che lo rende perfettamente mimetico e la segnaletica verticale passa nel giro di poche decine di metri da un limite massimo di velocità di 70Km/h a 50Km/h a 30Km/h.

Francamente ci sfugge qualche passaggio logico. Perché un dissuasore sia tale DEVE ESSERE BEN VISIBILE ammesso che funga da deterrente per gli incidenti. Vedi, ad esempio, quelli posti alle Piane di Camerata, Casciano, Marina di M. Marciano, che addirittura di notte sono illuminati, mentre quello posto in via Clementina non è visibile di giorno grazie alla sua posizione e al suo colore (grigio), figuriamoci di notte. Sicuramente sarà stato installato seguendo tutte le norme del Codice della Strada ma ci sorge spontanea una domanda: quel dissuasore serve per DISSUADERE O PER FAR CASSA?

Anche in questa seconda ipotesi la scelta sarebbe infelice in quanto, trattandosi quel tratto di una strada extraurbana, gli eventuali introiti si devono dividere con la Provincia, ente proprietario della strada.

Anche la segnaletica verticale di avviso controllo velocità è ambigua e sicuramente da rivedere (fino a poco tempo fa sotto il limite dei 50 immediatamente successivo ai 70 c’era la scritta “ continua”).

Ma quello che auspichiamo, ed è il motivo di questo articolo al quale seguirà una interpellanza, è lo spostamento del dissuasore in prossimità della curva della casa cantoniera, ubicato in maniera molto più visibile con colori ben più appariscenti, magari aggiungendone un secondo, uno prima ed uno dopo la famigerata curva, o , come in via S. Andrea (zona campo dei pini) chiedendo i permessi necessari, installare dei dossi limitatori di velocità sempre nella curva in questione, sia in entrata che in uscita da Chiaravalle, perché non si debba pensare solo alla fatalità del destino ogni volta che una vita termina lì il suo cammino!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-08-2013 alle 18:26 sul giornale del 12 agosto 2013 - 2931 letture

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