Ciminiera: 'Sì all'abbattimento, ma alla Sacelit serve un simbolo del passato'

ciminiera senigallia 21/08/2013 - La ciminiera della ex Sacelit deve essere abbattuta perchè non è più sicura ma un simbolo della storia dell'ex cementificio deve comunque restare. La decisione presa dall'Amministrazione, a seguito dell'inottemperanza da parte della proprietà dell'area di mettere in sicurezza la ciminiera, è sostanzialmente condivisa dalla città.

Del resto già da tempo, per molti, dopo l'abbattimento dei manufatti dell'ex cementificio, la ciminiera, senza un reale progetto di recupero e riutilizzo, appariva una struttura oltre che fatiscente anche estemporanea. La ciminiera infatti, come attestato da una perizia, non è più staticamente sicura e un eventuale evento sismico o meteorologico di particolare violenza creerebbe problemi di pubblica sicurezza. Di qui l'ordinanza del Noe di Ancona che ha intimato alla Fortezza srl di procedere entro il 20 luglio alla messa in sicurezza. Essendo stata la proprietà inadempiente, il comune ha dovuto procedere “d'ufficio”. Tra un recupero, lungo e costoso, e l'abbattimento, la Giunta ha optato per la seconda.

Seppure con rammarico, dico che l'Amministrazione ha fatto la scelta giusta perchè la sicurezza viene prima di tutto -commenta il commissario della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande, senigalliese e figlia di un ex lavoratore della Sacelit- sarebbe stato bello mantenere un simbolo della storia di quel luogo ma stando così le cose ci accontenteremo del portale d'ingresso dell'Italcementi”.

“Avevamo chiesto più volte che la ciminiera venisse valorizzata come simbolo da legare in qualche modo al turismo (come ad esempio una torre panoramica ndr) ma la situazione oggi è cambiata
-sottolinea di segretario di Confartigianato Giacomo Cicconi Massi- il cantiere è fermo e non si sa cosa avverrà di quell'area e del progetto iniziale di riqualificazione. La ciminiera è pericolante e comprendiamo le ragioni dell'Amministrazione. Vorremmo però che restasse un simbolo, come ad esempio la vecchia insegna della Sacelit”.

D'accordo sulla demolizione anche l'opposizione, che però chiede più “sostanza” all'Amministrazione. “Come simbolo della ciminiera se ne può fare a meno, basta il vecchio portale d'accesso -aggiunge Roberto Mancini di Partecipazione- il Comune dovrebbe essere più coerente tutelando la storia e la memoria del lavoro, ad esempio, non licenziando i precari e i dipendenti delle mese scolastiche”.






Questo è un articolo pubblicato il 21-08-2013 alle 23:40 sul giornale del 22 agosto 2013 - 4712 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli

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N.H. mascetti Ugo

22 agosto, 08:26
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iolo so

22 agosto, 09:48
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@iolo so
Cosa non è chiaro, nel modulo per lasciare il commentto nelle parole "nome" e cognome"?

iolo so

22 agosto, 12:47
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sembra che lo avete chiamato il terremoto. e comunque sta su benissimo

Mi spiace che si debba abbattere, ma a questo punto....
Per fortuna i costi no ricadranno sulla collettività: almeno quello, dopo i "costi" in termini di vite passate (non la ciminiera, sia chiaro).
E cmq suggerisco all'amministrazione di provare i Contratti di Disponibilità per fare alcune delle opere mancanti (penso al sottopasso, oppure al ponte di collegamento etc..) perchè mi risulta che permetta di derogare ai vincoli della Spending Rewiew...ovviamente seguendo pedissequamente il loro funzionamento.