Corinaldo: coltivavano marijuana, arrestati padre e figlio

30/08/2013 - Giovedì alle 22, a Corinaldo, i Carabinieri della locale Stazione, a seguito di una mirata attività di pedinamento iniziata il 28 agosto in un fondo agricolo di proprietà privata in Strada Turatata, hanno arrestato, in flagranza di reato, per coltivazione e produzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana, in concorso, padre e figlio.

Si tratta di Alessandro Granini, di 56 anni, e il figlio Luca, di 23 anni, entrambi residenti a Corinaldo. Il ragazzo per altro era già segnalato alla Prefettura di Ancona per uso di sostanze stupefacenti. I Carabinieri avevano già localizzato in quel fondo agricolo una piantagione com 8 piante di marijuana, dell’altezza variabile da 80 a 113 cm. Il 29 agosto i carabinieri avevano infatti sorpreso i due mentre si prendevano cura delle citate piante.

La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire un’altra pianta di marijuana dell’altezza 115 cm., 0,35 grammi di marijuana, un pacco postale proveniente dall’Olanda contenente un catalogo per acquisto di piante di marijuana, una fattura di acquisto di 20 semi di marijuana, 2 confezioni vuote da dieci semi ciascuna e 42 semi di marijuana. Il materiale rinvenuto è stato sequestrato. Gli arrestati sono stati condotti presso il loro domicilio, così come disposto dall’ Autorità Giudiziaria immediatamente informata, in attesa di comparire davanti al Giudice per la direttissima che si è svolta venerdì mattina.

Il Giudice di Ancona ha convalidato l’arresto di entrambi ed ha rinviato l’udienza al 22 ottobre, inoltre, ha disposto l’immediata liberazione dei due.








Questo è un articolo pubblicato il 30-08-2013 alle 14:03 sul giornale del 31 agosto 2013 - 3950 letture

In questo articolo si parla di cronaca, arresti, giulia mancinelli, droga, corinaldo


Non sono un consumatore (nemmeno un fumatore, se per questo) però mi sono sempre chiesto quanta canapa si coltivasse in Italia fino agli inizi del '900, senza che ci fossero "sbandati": utile per corde, sacchi e quant'altro.

Kit Utente Vip

30 agosto, 17:32
.......e per fumare.

La fibra della canapa è ottenuta dal floema o libro dei fusti delle piante di Cannabis sativa.

Prima dell'avvento del proibizionismo della cannabis essa era diffusa nel mondo come materia prima per la produzione di carta, essendo una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata[1]. Le sue fibre inoltre hanno costituito per migliaia di anni importanti grezzi per la produzione di tessili e corde[2]. Oggigiorno sono coltivabili legalmente per usi tessili varietà selezionate di cannabis libere da principi psicoattivi.
La canapa cresce naturalmente in zone dal clima temperato, ma può sopportare i climi più diversi. È seminata fitta per la coltura della canapa cosiddetta "da tiglio", che macerata e sfibrata dà la fibra tessile, e più rada per la coltura da seme, con piante più basse e più tozze, coltivate, oltre che per la seminagione, per la produzione di un olio particolarmente apprezzato per usi cosmetici e che per uso edibile raggiunge quotazioni commerciali paragonabili all'olio extravergine di oliva. La canapa può essere coltivata ripetutamente sullo stesso terreno dal momento che non lo impoverisce, bonificando e ammorbidendo la struttura dei terreni induriti da uno sfruttamento eccessivo con radici profonde e sottilmente ramificate. Può arrivare in alcuni casi fino a 7 metri di altezza, ed è una barriera ideale contro le impollinazioni di altre colture[4] dal momento che il suo olio è un antiparassitario naturale. In tre mesi dalla semina è pronta per il raccolto. Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver raccolto i semi, rimangono la stoppa e in più la parte legnosa, o canapolo, che costituisce non un semplice sottoprodotto, ma un'altra importante materia prima.

IN ITALIA -

Per usi tessili ha un'antica tradizione in Italia, dov'era usata per realizzare corde e tessuti resistenti. Legata all'espandersi delle Repubbliche marinare, che l'utilizzavano grandemente per corde e vele delle proprie flotte di guerra. La tradizione di utilizzarla per telerie ad uso domestico è molto antica, le tovaglie di canapa in Romagna decorate con stampi di rame nei due classici colori ruggine e verde sono oggetti di artigianato che continuano ad essere prodotti ancora oggi.

Si calcola che nella sola Emilia-Romagna, nel 1910 vi erano 45.000 ettari di terreno coltivati a canapa, soprattutto nel Ferrarese, mentre il dato complessivo di tutta Italia portava la superficie a 80.000 ettari. Altro importante centro di produzione della canapa nel corso dei secoli è stato Carmagnola, in Piemonte. Fino all'affermarsi delle tecnofibre la canapa era indispensabile per la marina, per le vele e soprattutto le gomene. Carmagnola diventò il centro non solo di coltivazione, ma anche delle fasi di lavorazione e commercio per l'esportazione verso la Liguria e il sud della Francia, in particolare Marsiglia.

Anche l'industria di trasformazione del tiglio di canapa in filato e poi in tessuto ha un'antica origine. Già nel 1876 il Linificio e Canipificio Nazionale era una società quotata in borsa, una delle più antiche e longeve.

La coltivazione andò in crisi per la concorrenza, negli usi meno nobili soprattutto produzione di sacchi, della juta e successivamente del cotone e delle fibre sintetiche.

Nel 1975 quando fu inasprito il divieto della coltivazione della canapa indiana Cannabis indica e nello stesso tempo messe in atto severe normative per la canapa tessile, il settore fu del tutto abbandonato.

Una difficoltà obiettiva, con il restringimento della normativa contro gli stupefacenti, è data dalla somiglianza morfologica delle due specie di cannabis, nonostante la profonda diversità di contenuto di THC (tetraidrocannabinolo) il principio con effetti stupefacenti.

C'è ora la possibilità che il quadro cambi, per l'accresciuta sensibilità per le produzioni agricole non alimentari, i migliorati processi produttivi ma soprattutto per l'adozione di norme dell'Unione europea. Con una evidente contraddizione, quest'ultima con regolamento CEE n 1164 del 1989 prevedeva l'erogazione di un contributo comunitario pari a lire 1.300.000 per ettaro. Proprio negli stessi anni veniva emanato in Italia il DPR 9 ottobre 1990 n. 309 recante il "Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti" che menzionava il divieto di coltivazione della cannabis indica e nulla diceva a proposito della cannabis sativa. L'interpretazione corrente era stata, appunto quella dell'estensione del divieto.

I successivi regolamenti CE n. 1672/2000 e 1673/2000 ribadivano le sovvenzioni comunitarie e le autorità italiane si dovettero adeguare alle regole europee. Da qui i primi modesti tentativi di reintroduzione della coltura: 290 ettari nel 2002, 857 ettari nel 2003, 1.000 ettari nel 2004 con presenza in Emilia-Romagna, Piemonte e Toscana.

luca granini

30 agosto, 19:41
Salve sono il ragazzo sulla fotografia, questa mattina al processo il giudice ha preso atto che mio padre era li per caso e non sapeva nulla di tutto ciò e mi dispiace di averlo coinvolto, ha preso anche atto che sono incensurato e non ho avuto nessun tipo di segnalazione in passato, come invece viene citato, se no non sarei incensurato e stamattina è stato detto.
Resta il fatto che ho sbagliato e ho commesso un'infrazione e di questo ne sono pienamente consapevole e dovrò vedermela personalmente. Ringrazio per le foto e nomi e cognomi dove mi era stato detto che essendo incensurati si sarebbero fatte solo le iniziali

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Paul Manoni

31 agosto, 07:24
http://www.youtube.com/watch?v=0TUKKpGCDSU

Alberto

31 agosto, 10:09
Commento sconsigliato, leggilo comunque

ma guarda un pò!
Una volta che un giovane prova ad intraprendere l'attività d'imprenditore agricolo gli troncano le gambe e il padre era lì per caso ......chissà pensava che coltivasse l'orto di "farmville"!

Kit Utente Vip

31 agosto, 12:30
Apprezzo molto il gesto del ragazzo che ha completamente scagionato il padre assumedosi tutte le responsabilità. Bravo. Mi auguro che la faccenda ti serva da lezione,che, da come scrvi mi sembra hai ben capito.

La coltivazione di cannabis è un reato, ma l'aver ammesso la propria colpa e aver pubblicamente scagionato il padre rende questo ragazzo migliore di tanti che compiono gesti, magari non perseguibili per legge, ma non per questo meno gravi. Come scrissi anche in un altro commento, inoltre, trovo davvero riprovevole la consuetudine di inserire foto, nomi e cognomi di persone fermate che non ancora subito un processo, ma vengono già additate come colpevoli.

Anche sul Corriere Adriatico è riportata la notizia con le foto e personalmente non approvo questo metodo anche se coltivare canabie è vietato. Capita spesso di leggere che sono stati arrestati dei rom che sono entrati nelle abitaziono private per mettere in atto furti di vario genere e al massimo vengono pubblicate solo le iniziali senza nessuna foto. Qua sarebbero utili le foto almeno se questi personaggi si vedono in giro forse qualche persona li riconosce e apre gli occhi.

Elisa

31 agosto, 16:31
Commento sconsigliato, leggilo comunque

La storia è sempre quella, forti con deboli e deboli con i forti. Ma essere giornalisti significa fare il portavoce delle forze dell'ordine? Pubblicare ogni informazione che ti viene passata, senza valutare, senza pensare, senza provare a dargli una interpretazione. E magari c'è bisogno pure di studiare per essere giornalisti così? Io spero che in questi casi, se veramente provata la falsa notizia, ci sia la possibilità di perseguire legalmente giornalisti e anche chi gli passa informazioni non vere, e perché no, sbattere in prima pagina il giornalista incapace, chi autorizza i suoi articoli e la sua gola profonda. Pensate a vivere sereni, non a fare notizia ad ogni costo, speculando sulla vita degli altri e provate pure a vergognarvi qualche volta, se ne siete capaci.

Facciamo un po' di chiarezza.
I commenti sconsigliati lo sono perchè gli autori non si sono firmati come richiesto per chi non è registrato.
Vivere Senigallia pubblica sempre tutte le info che le forze dell'ordine mettono a disposizione senza fare distinzioni.
Siamo contenti di poter dare a Luca la possibilità di spiegare le sue ragioni, come ha fatto con un commento.

Ernesto Manoni

01 settembre, 10:58
Intanto i giornalisti, vista la non completa correttezza dell'articolo, invece di affidare ai commenti dei coinvolti di fare chiarezza sull'accaduto, potrebbero almeno, insieme alle forze dell'ordine che dettano le notizie a loro completa discrezione, ripubblicare in home, ben visibile, un secondo articolo dove si spiega veramente come sono andate le cose, con tanto di scuse a chi eventualmente non è coinvolto.
Sarebbe il minimo, ma credo che questo non sia possibile... non so perchè, ma sento che sarà così.
Spero di sbagliarmi.

Daria Utente Vip

01 settembre, 13:44
Scusate, ma voi che tanto criticate, credete di più ai carabinieri o a qualcuno sorpreso a coltivare maria?

E se la coltivazione di maria, come dite, è un peccato veniale non vedo perché scandalizzarsi tanto che i protagonisti finiscano sui giornali. Piuttosto adoperatevi perché venga depenalizzato.

Se invece, come credo, non è una cosa così leggera, hanno fatto bene i carabinieri ad inviare le foto alla stampa perché altri genitori sappiano consigliare i propri figli di stare alla larga da potenziali spacciatori.

Simone Ferri

01 settembre, 16:03
il reato è stato commesso e su quello non ci piove. quello che credo è che nessuno e dico nessuno si è mai provato a mettere nei panni di queste persone e provare solamente un secondo a concepire tutto quello che trascorrono, si è vero non si finisce sui giornali per niente ma una cosa è finire su un giornale e un altra è rovinare una famiglia, perchè non credo che una persona che legga l'articolo riceva una preziosa informazione guardando le foto o leggendo un nome scritto per intero, perchè se non li conoscevi prima, non li conosci neanche adesso che hai visto le loro facce quindi vorrei dire solo una cosa alla brillante giornalista:
nel mondo accadono cose di gran lunga peggiori che avere delle piante di marijuana, e quindi credo non siano cose tali da foto però tu hai deciso così? ok, nessuno ha potuto condizionare il tuo modo di pensare, però se arriverà il giorno in cui i carabiniere si presenteranno a casa tua dicendoti che tuo figlio è stato beccato con una piantagione di marijuana vedremo se poi riuscirai a mostrare a tutti la sua faccia da "criminale" ad essere coerente in quello che hai fatto, pensavo che scrivere fosse informare la gente nel modo più utile e corretto nei confronti di tutti no mostrare la propria bravura rovinando le persone, io non so tu ma il tuo modo di lavorare ti gratifica?? fatti questa domanda e magari la prossima volta metti le informazioni giuste e scrivi per passione non per mettere in risalto nomi o foto! io al tuo posto mi sentirei una nullità perchè se sono veramente bravo a scrivere non avrei bisogno di cose che distolgano attenzione su quello che scrivo, quindi solo una cosa mi viene da pensare che come giornalista non vali niente!!

Ernesto Manoni

01 settembre, 16:56
Conosco il ragazzo e conosco il padre e sono delle brave persone e definirli "potenziali spacciatori" penso sia un commento esagerato e inopportuno. Per quanto mi riguarda, l'entità dell'infrazione la deciderà chi di dovere e se c'è, l'errore va pagato come responsabilmente ha già accennato Luca nel suo commento.
Quello che non comprendo è il criterio con il quale si fa distinzione, anche di fronte a reati ben più gravi, nel pubblicare foto e dettagli..
Questo non me lo spiego ed è solo questo quello che digerisco male...

Che il reato sia stato commesso è da verificare.

L'articolo parla di udienza rinviata.

Dunque, a rigore, fino alla fine dell'udienza (o del processo) non si può dire.

La cosa interessante è che per altri tipi di reati si possa tranquillamente aspettare la cassazione e la convalida dell'arresto non ce nemmeno se viene giù il padreterno in persona.

In alcune società queste piante vengono usate per scopi terapeutici, dunque il fatto che siano delle droghe illegali è (per definizione) una banale questione legislativa.

La nicotina, che ha degli effetti ben più devastanti e crea dipendenza notevole, stranamente non è considerata una droga illegale.

E' interessante, dunque, notare che i provvedimenti "zelanti" avvengono solo quando ci sono in mezzo delle persone non ricche o non famose.

E, francamente, non stavano arrecando danni ne all'erario (come con l'evasione e la frode fiscale) ne tantomeno alle persone (come con aggressioni fisiche, rapine o altro).

Concordo sulla gogna mediatica con tanto di foto, nomi e cognomi.

Forse inopportuno, anche perchè non costituiscono (se i reati ascritti loro sono soltanto questi) pericolo per la popolazione.

La depenalizzazione in altri paesi già esiste.

In olanda i coffee shop permettono il consumo senza alcun problema.

L'unico problema è non consumarla prima di rientrare in italia, altrimenti i cani della finanza si eccitano.

p.s.:
Non sono un consumatore di sta roba, ma distinguo le questioni importanti per i cittadini da quelli assolutamente irrilevanti per il benessere della collettività.

Daria Utente Vip

01 settembre, 20:39
@Ernesto
Io non conosco ne Luca ne il padre, ma sinceramente non credo che 8 piante siano tutte per uso personale...

Daria, stando al tuo ragionamento, siccome io in cucina ho 5 o 6 coltelli con lama da 15/20 cm, molto probabilmente sono un serial killer. Come dice Tristalia, le questioni rilevanti per la collettività sono altre, questa storia, come mille altre simili, dovrebbe essere archiviata senza troppo clamore, facendo scontare la giusta pena per il reato commesso, ma soprattutto dando la possibilità a chi ha sbagliato, di riprendere in mano la propria vita, di capire l'errore, di migliorarsi.

@Enea,
daremo senza dubbio la possibilità a Luca di riprendere in mano la propria vita.
Ne ho già parlato con Alessandro spiegando la possibilità di avvelersi del diritto all'oblio: quando la faccenda sarà giudizialmente chiusa questo articolo sarà cancellato dall'indice di Google e degli altri motori di ricerca.

Il diritto all'oblio è ben poca cosa in confronto al danno subito. Quando la faccenda sarà giudizialmente chiusa a nulla varranno l'oblio o un eventuale articolo di rettifica. Il giornalismo è non solo un mestiere, ma una vocazione. La vocazione di informare le persone su fatti ed eventi che il giornalista considera rilevanti. Trincerarsi dietro la giustificazione che la testata pubblica tutto ciò che le viene fornito dalle forze dell'ordine è un modo per sprofessionalizzare il proprio lavoro rinunciando al diritto e al dovere della scelta. Ho molta stima per questa testata, che leggo quotidianamente, ma questa linea editoriale non le fa onore e non fa onore a una professione importante e necessaria.

@gala.
Grazie per la stima anche se su questo punto abbiamo posizioni opposte.
Io (ed altri 7500 lettori) non crediamo che la notizia sia irrilevante.
Il "danno subito" non è causato ne da Vivere Senigallia ne dai Carabinieri che hanno, come noi, fatto il loro lavoro arrestando chi ha commesso un reato.

Dare questa notizia è importante anche perché è giusto sapere che la coltivazione di marjuana è sempre più diffusa sul territorio e fa capire a chi è tentato di intraprenderla cosa succede. In tutte le sue conseguenze.

Ma Vivere Senigallia non si limita a dare la notizia: permette ai protagonisti di spiegare le proprie ragioni e di ricevere le attestazioni di stima di tante persone.

Vivere Senigallia non si sottrae alle critiche e al confronto.

Vivere Senigallia può aprire un dibattito sull'opportunità di depenalizzare l'uso (e la coltivazione) di marjuana.

L'unica cosa che non potete chiedere a Vivere Senigallia è di non dare una notizia o di darla incompleta.

Guido Giampaolo

02 settembre, 19:34
@michele staff

Nessuno ha detto di non pubblicare questo tipo di notizie, ma ciò che viene divulgato DEVE corrispondere a verità assoluta .
Questa notizia non solo non è corretta ma è stata anche alterata :
Il 30/08/2013 in primo appello, il giudice ha preso atto dell’estraneità dei fatti riguardo ad Alessandro Granini ed è stato preso atto anche dello stato di INCENSURATO di Luca Granini.
In questo “articoletto” c’è scritto che Luca Granini era già noto alle forze dell’ordine a causa di una segnalazione per uso di sostanze stupefacenti…. FALSO!!!!!
Queste 2 affermazioni sopradette(errate e fatte dalla giornalista), possono corrispondere a calunnia e danno all’immagine, in modo particolare se scritte.
Un giornalista degno di questo epiteto, si assincera di ciò che sta per divulgare e di ciò che sta per rendere noto a migliaia di persone.
Chi ha scritto questo articolo, ha dimostrato professionalità pari a ZERO e a mio avviso questa persona vale meno di un insulto.

@Guido.
Quello che dici tu lo hai potuto scrivere senza problemi. VS esiste per questo.
Quello che è scritto nell'articolo invece corrisponde ad un documento ufficiale dei Carabinieri. E tanto mi basta.
Se poi l'iter giudiziario va avanti spetta agli interessati farcelo sapere, cosa che non è avvenuta.

Non tollererò altri insulti alla redazione. Critiche si, sempre e volentieri, insulti no.
Tutti i commenti, per quanto interessanti, contenenti insulti verranno sconsigliati.

livio Utente Vip

03 settembre, 21:43

Luigi Battistini

04 settembre, 21:08
Se fossi stato io mi avreste fatto un gran favore, cosi' con il risarcimento per danni morali e materiali minimo mi ci pagavo le spese per il processo !