Niente più progetto Orti del Vescovo, Rimini: 'La responsabilità è dell'amministrazione'

enrico rimini 20/09/2013 - Ormai è definitivo: del progetto sugli Orti del Vescovo non se ne farà più nulla. Senigallia perde così un'occasione di rilanciare l'economia e riqualificare la città lasciandosi scappare i fondi europei, circa 3,5 mili/oni di euro, oro puro di questi tempi.

La responsabilità di questa sconfitta ricade, per forza, sull'amministrazione comunale, incapace di leggere lo stato reale delle cose e di fornire un'offerta urbanistica degna di questo nome. Già, perché che il progetto fosse poco vantaggioso per alcuni dei partner era chiaro fin dall'inizio e lo avevo detto in Consiglio Comunale. E questo per una serie di motivi.

Innanzitutto è pieno di lacci e vincoli che restringono il campo d'azione di chi sulla città investe molto e riceve molto meno; si conti poi l'ingiustizia di chi lavora una vita intera per prendersi una casa con un mutuo enorme in periferia e si vede poi sistemare le case popolari a ridosso della centralissima piazza Garibaldi. Senza tutele, infine, per alcune realtà già esistenti nell'area, come le Acli, che dovrebbero avere maggiori garanzie di quante non ne abbiano ricevute finora.

Senigallia merita di più: merita soprattutto un piano urbanistico sostenibile e realizzabile, senza troppi vincoli imposti dal Comune che costringono solo gli investitori a scappare dalla nostra città, ormai ridotta a una serie di progetti non conclusi o addirittura nemmeno partiti, e sui quali la giunta puntava per poter rilanciare lo sviluppo cittadino.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-09-2013 alle 14:28 sul giornale del 21 settembre 2013 - 3536 letture

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Non voglio passare per il difensore dell'amministrazione, che sa difendersi da sola (come ho già scritto in passato) ma in questo caso cosa c'entra il Comune?
Se non si faranno quei lavori è forse perchè i fondi necessari sono molti più del previsto, altrimenti si sarebbe fatto e buonanotte.
Il progetto era portato avanti dalle tre associazioni che volevano provare a realizzarlo, non dal Comune a cui si chiedeva casomai di aiutare ad accelerare le pratiche autorizzative concordando per gli oneri, salvo una minima partecipazione per l'edilizia convenzionata.

radom Utente Vip

21 settembre, 08:30
Va bene che per fare politica oramai tutto viene strumentalizzato, ma su un argomento come questo sarebbe più' onesto fare altre considerazioni. Per primo direi che se l'intervento non partisse sarebbe un nuovo colpo, duro, per l'economia locale.
Attribuire il fallimento dell 'iniziativa alla amministrazione mi sembra ingiusto e falso. Credo che la crisi finanziaria sia il vero colpevole, penso che un imprenditore valuti preventivamente costi e benefici, in questo caso i primi saranno stati calcolati molto maggiori dei secondi.
Ma chi ne fa le spese, oltre alla edilizia pubblica, sono le aziende che non lavorano, le ditte che non vendono e gli operai che stanno a casa.
Sarebbe bello che per una volta tanto l'opposizione desse segno di maturità' aiutando a trovare una soluzione al problema invece di cercare facili e miseri consensi.
Ma credo sia difficile che lo faccia,vista l'attuale opposizione.