Balneari di Oasi Confartigianato, Pierpaoli: 'Bene la sdemanializzazione, ora la riduzione Iva'

08/10/2013 - Una nutrita rappresentanza di operatori balneari di Senigallia e di Marina di Montemarciano hanno preso parte all’Assemblea Nazionale di Oasi Confartigianato. Diversi i temi dell’incontro: dalle promesse della politica sulla sdemanializzazione alla riduzione dell’IVA per le imprese del settore balneare.

“Si tratta di un momento storico – ha commentato Paolo Pierpaoli, Presidente di OASI Confartigianato Senigallia - finalmente il Governo dimostra di aver a cuore gli interessi degli operatori balneari: con la sdemanializzazione si fa un passo avanti nell’obiettivo di dare continuità alla gestione imprenditoriale evitando così lo smembramento del nostro sistema turistico balneare”.

Le imprese balneari rappresentano un’eccellenza e sulla possibilità di sdemanializzare l’area su cui oggi insistono l’office, i capanni, servizi e manufatti, Pierpaoli precisa: “Quella è una parte che già da anni non risponde più ai requisiti del Demanio, per cui comprendiamo l’interesse dello Stato a volerla vendere, così come avviene per tanti altri beni, nell’interesse degli operatori. L’area antistante, quella per intenderci legata alla posa degli ombrelloni, andrebbe invece ad evidenza pubblica ma con diritto di prelazione per l’operatore balneare. Questo permetterebbe di essere in regola con la direttiva Bolkestein che prevede, per i beni pubblici, l’assegnazione con criteri di trasparenza e libero mercato e perciò in regola con quanto impartito dall’Europa.”

Una soluzione che garantirebbe la continuità di gestione e che ha messo d’accordo, dopo alcuni anni di visioni contrastate, tutte le più importanti sigle degli operatori balneari (OASI, FIBA e SIB). “Registriamo finalmente l’unità anche fra i balneari - continua Pierpaoli - pur ricordando che OASI rimane l’unico sindacato a tutelare davvero i piccoli imprenditori, che sono ben diversi dai cosiddetti “pertinenziali” che, come noto, hanno problematiche ben diverse, legate soprattutto all’aumento dei loro canoni.”

L’altra questione è la riduzione dell’IVA. La richiesta di Oasi è motivata dal fatto che, in base alla legge-quadro sul turismo, gli Operatori Balneari sono diventati ad ogni effetto di legge Operatori Turistici. Oasi Confartigianato pertanto chiede che le stesse agevolazioni oggi concesse in materia di IVA alle altre categorie del comparto turistico, quali alberghi, bar, campeggi, ristoranti ecc. che godono tutti dell’IVA agevolata al 10%, siano accordate anche al settore degli Operatori Balneari che invece hanno l’IVA al 22%.

“E’ importante che tutte le categorie turistiche - conclude Pierpaoli - siano equiparate e quindi con l’IVA al 10%. Questo è un argomento fondamentale che stiamo portando avanti solo noi e che spero presto veda tutte le rappresentanze balneari sulla stessa linea. Sarà importante ottimizzare alcuni costi, anche perché, con il raddoppio dei canoni da stagionale ad annuale e con l’arrivo della TARES, molte imprese potrebbero chiudere definitivamente.”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-10-2013 alle 12:55 sul giornale del 09 ottobre 2013 - 2725 letture

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L'Italia è il paese più bello al mondo secondo il sottoscritto, ma vive di tantissime contraddizioni, e questa sollevata da Oasi Confatigianato ne è la dimostrazione.

Perchè gli operatori balneari non sono inseriti a pieno titolo nel comparto turistico? Non si capisce...oppure si capisce con la logica della politica che deve sempre creare disparità e mai equità. Se non sono operatori turistici cosa sono? Macellai? Meccanici o che altro?

Giustissima quindi la battaglia, la normativa, così come è adesso, crea delle disparità che non dovrebbero esserci. Visto che il comparto del turismo ha l'agevolazione dell'IVA al 10% è giusto far rientrare anche gli operatori balneari in questa agevolazione, o tutti o nessuno, se no è una presa in giro. Se poi vogliamo andare a trovare il pelo nell'uovo, siamo così sicuri che tutte le categorie che godono oggi del privilegio siano collegate al turismo? Gli operatori balneari lo sono di sicuro, qualche altro non so...

Ammetto di non aver letto approfonditamente, ma spero che non si parli della vendita dei tratti di spiaggia dove insistono i capannoni: o almeno spero sia limitato aisoli capannoni, perchè se si dovesse vendere ai privati tutta una striscia...in base a quale diritto o regola una persona potrebbe arrivare al mare?
Si potrebbe arrivare al paradosso per cui per arrivare al mare dovrei passare per una proprietà privata.